Conferenza di Erica F. Poli dedicata al tema “Donne col cervello”. Il cervello della donna, e le differenze con quello dell’uomo, dal punto di vista delle neuroscienze.

Tra gli argomenti:

Come ragionano le donne e come ragionano gli uomini? Spesso ce lo siamo chiesti, magari pensando che la differenza fra i due sessi fosse in qualche modo apparente o dovuta a fattori culturali. In realtà, il cervello della donna e dell’uomo sono di fatto diversi.

Il cervello maschile è più stabile, quello femminile è più mutabile, esso infatti è soggetto al variare degli ormoni, che lavorano a livello cerebrale.

Nel cervello femminile i neuroni seguono una struttura ordinata, in quello femminile è più un ammasso. Per questo il cervello maschile analizza e si trova a suo agio a processare le informazioni in modo logico e lineare, mentre quello femminile ha più capacità di associare gli elementi.

L’ippocampo è quella rea del cervello deputata alla memoria, soprattutto biografica, atta a ricordare gli eventi emozionali. Nelle donne è più sviluppato.

L’amigdala è deputata alle risposte impulsive e istintuali. È più grande nell’uomo, nella parte destra. Viceversa per le donne. La parte destra governa le emozioni riguardanti l’aggressività, le reazione tutto-o-nulla e simili. La parte sinistra, sviluppata di più nelle donne, gestisce gli impulsi di paura. Di fronte a immagini minacciose, la donna è più sensibile. Biologicamente ciò è legato alla difesa della prole. Significa che le donne sono più sensibili a reazioni che l’uomo non vive con la stessa gravità.

Nelle donne le aree associative cerebrali sono più sviluppate, e fanno sì che mettiamo insieme più significati contemporaneamente. Per esempio, mentre guida, la donna si mette il mascara, pensa a organizzare il pomeriggio, la festa dei bambini ecc ecc…

Le aree associative sono anche deputate al riconoscimento dei volti e delle loro emozioni (biologicamente ciò serve a capire il neonato e le sue esigenze).

Le aree della corteccia frontale sono più dense nell’uomo, questo significa che quando nostro marito sta sistemando un rubinetto e noi lo chiamiamo, non ci risponderà, perché deve finire di fare quello che sta facendo.

La corteggia prefrontale è più sviluppata nella donna: questa gestisce gestire la vita emozionale, vegetativa e il pensiero superiore (etica, nobiltà d’animo, spirito di sacrificio). Ci permette di bloccare una risposta emotiva. Questa area si attiva anche quando meditiamo o quando viviamo una relazione di attaccamento positivo in una relazione costruttiva, ed è responsabile della sensazione di felicità incondizionata. Ma nella donna può dare luogo a una tendenza a reprimere il conflitto e a essere compiacente, per far sì che tutto vada a posto.

Nella donna le aree deputate all’ascolto e all’empatia sono più sviluppate.
La corteccia cingolata è il centro delle preoccupazioni e del rimuginare; più sviluppata nelle donne. È responsabile di pensieri automatici negativi e che diventano autoipnosi.

L’insula è un’area del cervello che riguarda la percezione del proprio corpo. Nella donna è più spiccata. Traduce le informazioni raccolte in sensazioni viscerali (coinvolge la muscolatura liscia degli organi viscerali), ecco perché le donne sentono e traducono le emozioni anche a livello addominale.

L’ipotalamo è una delle sedi per la gestione dell’impulso sessuale, e nell’uomo è più grande. I pensieri sessuali nella psiche maschile si presentano con maggiore frequenza.

La risposta sessuale nel maschio è più rapida all’inizio e nell’eccitazione, ma è anche più rapido il suo venir meno, la discesa. La donna ha una risposta più lenta nella fase di attivazione, ma anche durante la discesa, nella quale, tra l’altro, ella produce ossitocina (che media il senso di attaccamento) e dopamina (il neurotrasmettitore del senso di autonomia, potere , libertà).

La sostanza grigia, fatta di cellule neuronali, si attiva più facilmente nell’uomo e in zone tutte “unite”. La donna invece attiva aree più piccole ma dislocate un po’ ovunque.

L’uomo non ha attivazione della materia bianca, a differenza delle donne. Si tratta delle cellule intorno ai neuroni, che fanno da collegamento alle varie aree cerebrali. Da qui la capacità “multitasking” tipica della donna. Di conseguenza la donna è meno precisa dell’uomo, ma ha più capacità di vedere la visione d’insieme.

Da tutto questo, si evince che la donna è fisiologicamente deputata a gestire le relazioni, le connessioni, essendo maggiore il suo potere di ricettività e di “mettere insieme”.

Si evince anche che la donna è più esposta allo stress e ai disturbi emotivi.

Le emozioni sono eventi fisiologici, cioè si traducono in esperienze somatiche che hanno precise vie di scarico nel corpo. Tra la mente e il corpo ci sono le emozioni.
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