Intervento di Hector Galicia al convegno Voci dai Mondi, organizzato da AnimaEventi.com (Milano, marzo 2015).

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Tra gli argomenti del video:

I primi contatti dell’autore con realtà extraterrestri sono iniziati con l’avvistamento di strane sfere quando era un bambino. Finché un giorno l’incontro con una sfera si trasforma nell’incontro con un essere alieno ed è l’inizio del rapporto con gli Andromediani.

Questi esseri si proiettano olograficamente nella nostra realtà per interagire con noi.

Il problema degli esseri umani è che conoscono molte cose a livello teorico ma non ne fanno esperienza diretta. La “gente dello spazio” dice: se non accade nulla, non c’è nulla di cui parlare. Quando ascoltiamo tante nozioni, ma non facciamo esperienza, la nostra vita non cambia, rimane la stessa. È importante che ci sia una coerenza con le proprie azioni.

Avremo la conoscenza attraverso i frutti prodotti, non attraverso la mente.

Il nostro corpo ha una controparte olografica per un totale di 21 ologrammi corporali. 17 di questi corpi sono nel campo aurico, di cui 13 nel corpo fisico.

La maggior parte dell’umanità è polarizzata in uno di questi corpi che è il corpo della paura, che ci tiene collegati nel sistema della matrix. Questo è un sistema piramidale su diversi livelli dove agiscono anche extraterrestri negativi e i governi. La gente è in fondo alla piramide.

Si mantengono le persone nella carenza delle loro necessità e sempre nella paura di perdere qualcosa, di modo da farle vibrare dal corpo della paura. Ma da quel corpo le informazioni discendono fino al corpo fisico provocando somatizzazioni.

Anche i nostri geni ci condizionano perché i nostri antenati sono stati a loro volta condizionati dalla paura.

Siamo in una guerra, ma l’inizio di questa guerra è con noi stessi, divi fra emozioni, pensieri, istinti… e questo proprio perché non abbiamo un lavoro interno.

La maggior parte delle malattie si origina dal fatto che i nostri corpi sono dispersi in mille direzioni, questo crea fratture nel nostro campo energetico e induce la malattia sul piano fisico, che è dunque un sintomo.

Se crediamo in una verità, dobbiamo materializzarla. Sennò non è reale.

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