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La Caduta

 

Conferenza di Sabrina Crivelli, con la partecipazione di Bruno Renzi. L’autrice presenta il suo libro La Caduta (Armando Siciliano Editore). Milano, Libreria Gruppo Anima, 22 gennaio 2017.

 

Tra gli argomenti del video:

L’etimologia della parola “vizio” indica una mancanza o un comportamento deviato.

I vizi capitali possono essere visti come delle devianze che polarizzano la coscienza impedendole di svilupparsi in modo armonico.

I vizi capitali furono introdotti dal monaco Giovanni Cassiano intorno al IV-V secolo.

All’inizio i vizi capitali comprendevano la tristezza. Papa Gregorio Magno leva via la tristezza dai vizi capitali e introduce l’invidia. Inoltra rafforza l’idea di colpa e penitenza.

I vizi capitali possono essere visti da un punto di vista più amplio rispetto a quello cattolico, inserendoli in un contesto antropologico.

L’autrice nel suo libro li reinterpreta in chiave moderna, avvalendosi dello strumento dei versi e ispirandosi a Dante.

La grandezza di Dante è stata quella di unire alcuni aspetti della sua contemporaneità (Paolo e Francesca) a personaggi letterari (come Ulisse) e figure allegoriche (le tre fiere della selva oscura) e così via.

Il libro ci parla della caduta dell’umanità attraverso la declinazione dei vizi capitali che vengono rappresentati ricorrendo all’ambito mitologico, storico, letterario e fiabesco.

Come primo peccato capitale nel libro incontriamo la Lussuria.

La gola viene associata alla fame di denaro che contraddistingue la società contemporanea.

Seguono l’avarizia e poi l’ignavia, dove quest’ultima esprime la mancanza di senso profondo della vita nella nostra società moderna.

Nei capitoli successivi troviamo quindi le narrazioni relative all’ira, all’invidia e infine alla superbia.

I sette peccati capitali sono ispirati da alcune entità malefiche che condizionano l’uomo fino ai nostri tempi, ma affondano le proprie radici in contesti antichi e verso tutti gli orizzonti delle scelte umane.
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