Intervento di Pier Giorgio Caselli al convegno Dialoghi Sulla Coscienza (7-8-9 aprile 2017, Villa Bertelli, Forte dei Marmi) a cura di Simona Barberi Eventi.

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La felicità è ottenere ciò che si vuole? Questa non è felicità ma appagamento.

Buddha diceva: “Liberati dal desiderio”. Gesù: “Sia fatta la Tua volontà e non la mia”.

Più siamo fissati sull’esaudire i nostri desideri e più l’ego diventa forte. Ma più l’ego è forte e meno saremo felici.

Diventare dei vincenti è una illusione. L’iniziato non è un vincente, ma è andato oltre se stesso perché ha visto che se stesso non è reale.

Esiste un potere che non mi fa realizzare i miei desideri, ma invece mi porta a liberarmi dai miei desideri.

La nuvola è un maestro di stati superiori, perché ha trasceso il desiderio di andare da qualche parte.

I desideri generano dipendenza: una volta appagato, ci troviamo a desiderarne di ulteriori e sempre di più.

Uno dei più grandi fraintendimenti è credere che la spiritualità sia ottenere la realizzazione dei propri desideri.

Alla fine arriverai a desiderare l’illuminazione, Dio stesso, e questa è l’ultima illusione che deve cadere.

I Sufi dicono che noi non possiamo trovare Dio, ma è solo Dio che può trovare noi. Dio infatti non è la conseguenza del nostro desiderio di trovarlo. Il desiderio di trovare Dio in realtà non ce lo può far trovare.

La “pratica della voce interiore” consiste nel parlare silenziosamente alle persone e alle cose, a cui arriverà la nostra vibrazione ed essa la userà o meno per come decide e non in base a come vogliamo noi.

Noi non dobbiamo dire la cosa giusta, cercare di colpire gli altri o di essere illuminati, perché allora non potremo lasciare che altro di più grande trovi posto in noi. Significa non essere importanti davanti a se stessi, il che è la vera umiltà.

Non esiste nessun illuminato, ma solo l’illuminazione.

Non dobbiamo prenderci sul serio, compreso il nostro cammino spirituale.

La “resa” non è roba da sfigati.

Esistono due tipi di potere: il potere di colui che ottiene ciò che vuole dalla realtà materiale (allora più potere hai e più fai come vuoi) e il potere nel mondo spirituale.

Nel mondo della spiritualità gli spirituali non ottengono le cose spirituali che vogliono. Nel mondo spirituale è potente colui che non dà più retta a ciò che desidera.

Di fronte all’arrivo della morte, la persona spirituale si arrende alla volontà più grande e diminuire la propria resistenza.

Ci sono persone che si incarnano per imparare a morire sereni. Alcune persone nascono per vivere una morte pacifica.

Se il momento presente viene con un problema, se lo combatto significa che combatto il momento presente. Questa non è resa.

Diminuire la resistenza interna significa aumentare la capacità dell’accettazione.

Per gli Antichi l’ospite era sacro a prescindere da chi fosse. L’insegnamento è che ciò che bussa alla porta viene accolto in ogni caso.

Colui che ha volontà forte in genere ottiene quello che vuole o comunque è tenace. Per debole intendiamo invece una persona che non ottiene quello che vuole.

Poi c’è chi ha fede ossia ha fiducia nella vita, è l’iniziato che si è arreso a una forza più grande della sua.

Il maestro non è quello che vuole la spiritualità, ma è colui che va oltre se stesso.

“Pace in Terra agli uomini di buona volontà” è una frase che parla della buona volontà che conduce alla pace. Qual è questa buona volontà?

“Sia fatta laTua volontà, non la mia” significa “voglio che non sia fatta la mia volontà personale”.

Tu non sai cosa è bene o cosa è male. Quello che speri non è detto che faccia il tuo bene se viene realizzato.

La gioia non viene dai desideri, ma da una resa a una volontà più grande. Allora lui sa che sarà sempre lì dove è bene che sia.
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