Intervento di Caselli, Del Bianco, Poli, Saltarelli, Tazzioli a “Dialoghi sulla Coscienza” (15-16-17 aprile 2016, Villa Bertelli – Forte dei Marmi), organizzato da Simona Barberi Eventi.

Tra gli argomenti del video:

È possibile guarire da qualunque malattia?

Le diagnosi mediche sono in genere diagnosi descrittive e in genere la medicina interviene sugli effetti, sui sintomi.

Perché a un certo punto si instaura una malattia? Non sappiamo mai il perché ma sappiamo descrivere solo quello che accade.

Parlare di diagnosi non è parlare delle cause, ma degli effetti.

Che cosa fa sì che quegli effetti si manifestino?

Non tutto è psicosomatico perché la biologa ha le sue leggi che sono più profonde e più grandi di quello che la psicologia può intendere.

Per lo sciamano l’atto di guarigione è un viaggio per riprendere quello che la persona ammalata ha perso.

Esistono dei conflitti di carattere biologico completamente sganciati dai processi psicologici e che comunque agiscono sulle cellule e sugli organi.

Quando abbiamo coscienza del perché si manifesta un sintomo, ciò è sufficiente per guarire? A volte sì e a volte no.

A volte non è sufficiente perché a fronte di un conflitto che dà luogo a una malattia ci viene chiesta la necessità di fare dei cambiamenti, per cui non basta sapere il perché si è verificata.

Ci sono incontri che ci fanno aprire e incontri che ci fanno chiudere.

Nel sistema “famiglia” alcuni membri manifestano una malattia, che dal punto di vista genealogica rappresenta un insieme di elementi che il sistema famiglia non è stato in grado di elaborare e metabolizzare.

Jodorowsy, Bertoli e altri prima di loro dicevano che per fare uno shizofrenico ci vogliono tre generazioni. Cioè non è sufficiente osservare la biografia individuale e sistemica,  ma quella della famiglia partendo da almeno tre generazioni.

Per l’analisi transgenerazionale si parte dal presupposto che il sintomo e la malattia sono una informazione che precipita addosso all’individuo da ciò che non è stato elaborato dalle generazioni precedenti, e si tratta di un trauma, spesso segreto.

L’atto di psicomagia che scioglie la malattia parla il linguaggio dell’inconscio e della metafora.

Jodoroswky suggerisce di fare una restituzione metaforica, per restituire i pesi di cui ci siamo fatti carico, che non ci appartengono.

Il DNA può essere influenzato in base alle informazioni del campo morfogenetico, poiché la materia risponde a informazioni più sottili.

Sul piano intuitivo, possiamo avvertire che una certa malattia è per noi e non contro di noi, e a volte si può guarire anche quando si muore.

Possiamo accettare le cose più terribili della vita e in quella accettazione nasce una pace che non può essere spiegata, e anche questa è una forma di guarigione.

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