Intervento di Chantal Dejean al convegno Dialoghi Sulla Coscienza (7-8-9 aprile 2017, Villa Bertelli, Forte dei Marmi) a cura di Simona Barberi Eventi.

 

Tra gli argomenti del video:

Esistono altri mondi che vibrano su frequenze più sottili e per contattarli dobbiamo usare i nostri corpi energetici.

Abbiamo un vuoto interiore ma cerchiamo di colmarlo attraverso il cibo, o le relazioni.

La parte di noi che chiede di essere saziata è l’anima, il Sé, e non lo si può nutrire con cose materiali.

In principio l’anima era un tutto unico con il corpo di Dio.

Un pesce prende coscienza dell’acqua quando ha un’esperienza fuori dall’acqua.

Dio ci ha dato la possibilità di fare esperienza della separazione e della dualità, e della sua assenza.

Ogni cosa che dall’uno entra nella realtà materiale, necessariamente deve separarsi. Con l’incarnazione ci separiamo dal nostro Dio interiore.

I neonati vivono un’esperienza di fusione con la madre.

Il corpo fisico è un involucro che ci permette di fare una esperienza cosciente nella materia.

Ci si tuffa nella dimensione materiale per crescere e poter progredire.

Alcuni di noi sono completamente identificati con il corpo materiale, ma il corpo e la personalità sono uno strumento di cui l’anima è il conducente.

Nella dimensione duale esiste sia l’ombra sia la luce.

L’ombra non è il nostro nemico ma è anch’essa parte di noi. Per questo non ha senso cercare di eliminare l’ego.

La personalità va educata affinché cresca e si allinei all’anima.

Quando l’anima sceglie di tornare sul suo piano, il corpo comincia a spegnersi.

Quando il Sé si esprimerà attraverso l’io ci sentiremo completi e non avremo più fame né ci sentiremo depressi.

Anche l’incarnazione è una forma di morte, perché per incarnarci moriamo alla vita di prima per arrivare in questa.

Prima di arrivare al corpo fisico, la malattia è stata creata negli altri corpi sottili. La malattia è il campanello di allarme che ci fa capire le problematiche dell’anima, quando stiamo sbagliando strada o non siamo allineati con noi stessi.

Il mondo esterno è il risultato delle nostre proiezioni. Quando cambiamo interiormente, cambia anche il mondo esterno.

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