Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

109. L’ASINO NEL POZZO

Fra le tante storie narrate, ce ne è una che riguarda un povero asino…

Accadde un giorno che l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Il povero animale si lamentò e pianse per ore per richiamare l’attenzione del padrone.
Il contadino non trovò alcun modo per tirarlo fuori, e alla fine decise di lasciar stare: 109rl’animale era vecchio e il pozzo privo di acqua. Scelse quindi di riempire il pozzo di terra e sotterrare l’asino. Il contadino, dunque, chiamò le altre persone del villaggio affinché lo aiutassero a riempire il pozzo di terra.

L’asino, sentendo il rumore delle persone che spalavano la terra e vedendo le zolle che gli piovevano addosso, comprese le intenzioni degli umani e riprese a piangere disperato.
A un certo punto, tuttavia, smise di lamentarsi. Gli uomini, se pur stupiti, continuarono a spalare la terra e a versarla dentro al pozzo per riempirlo.

Quando il pozzo sembrò essere quasi pieno, il contadino decise di affacciarsi per vedere la situazione. Con sua sorpresa, vide che l’asino era ancora vivo e che era quasi arrivato in cima al pozzo. Ad ogni spalata, infatti, l’animale si era sgrollato la terra di dosso e vi era salito sopra. Con le ultime spalate di terra, riuscì infine a salire ancora più in alto e, con un balzo, a uscire dal pozzo. L’animale trottò via felice.

Quando la vita ci butta la terra addosso, abbiamo due scelte: piangere e farci sommergere, oppure scegliere di scrollarci di dosso quel che ci arriva e usarlo come gradino per salire più in alto. L’importante è non darsi mai per vinti!..

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