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Esplorare le dimensioni della coscienza per giungere alla piena realizzazione del Sé. È ciò che si prefigge questo modello terapeutico olistico e transpersonale, in grado di intervenire con efficacia nei processi di guarigione. Ne abbiamo parlato con il Prof. Pierluigi Lattuada, medico, psicoterapeuta, ideatore di questa disciplina.

– Lei, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Marlene Silveira, ha elaborato la disciplina psico-spirituale che ha chiamato Biotransenergetica. Cosa l’ha spinta a sviluppare un “nuovo” metodo terapeutico (seppur basato su antiche tradizioni legate allo Sciamanesimo)?

Il mestiere del fondatore è arduo, e non lo si sceglie, è un servizio. A volte capita, come nel mio caso, che sia il fuoco della presunzione e dell’importanza personale a sospingere l’operato dell’eroe incosciente che ha la pretesa di varcare le colonne del conosciuto e tracciare nuovi percorsi. Se la sorte gli è propizia e gli dei hanno di lui compassione egli riesce a mantenere fermo l’intento, valicando aride valli, oscure selve e procellosi mari. La storia della Biotransenergetica è una storia d’amore, che nasce da un incontro tra due anime quella di una giovane donna brasiliana e quella di un giovane medico italiano. Il giovane medico non aveva trovato nelle discipline psicoterapeutiche che aveva conosciuto, né tanto meno nella medicina che aveva incontrato negli ospedali ciò che stava cercando, anche se non sapeva bene quale fosse l’oggetto della sua ricerca. Lo scoprì in Brasile si trattava del cuore.

– Da dove nasce il nome Biotransenergetica

Il termine Biotransenergetica mi è stato suggerito da uno psicologo brasiliano col quale collaboravo e risente del mio interesse verso le terapie psico-corporee neo-Reichiane. I termini “bio” ed “energetica” per i quali dobbiamo ringraziare Reich e i suoi seguaci indicano un approccio che studia l’organismo dal punto di vista dei suoi processi energetici e psicobiologici. Un approccio pertanto che richiede uno sguardo unitario, dinamico ed interconnesso, realizzabile attraverso l’esperienza interiore. Esperienza in grado di cogliere il ritmo del nostro respiro, la luce dei nostri occhi, la vibrazione della nostra voce, il fremito dei nostri muscoli, il battito degli organi, la pulsazione delle cellule, il fluire dei liquidi nel corpo, lo slancio di un’emozione, il risveglio di un desiderio, la nascita di un pensiero o di un immagine, la profondità di un ricordo, la chiarezza di un’intuizione e condurre alla comprensione che ogni manifestazione del vivente è espressione della forza spirituale che la anima.

In questa ottica, il termine “transe” si impone come elemento centrale. “Transe” indica quello stato unitario, dinamico e interconnesso al quale accediamo ogni volta che siamo in contatto con la nostra vera natura o che blocchiamo ogni volta che non rispettiamo le leggi naturali del vivente. Esso ci riporta direttamente alla “tradizione primaria” fondata sull’antica religione della natura per la quale il contatto con il divino è raggiunto attraverso la fusione estatica con le forze della natura considerate sua diretta emanazione.

– Si tratta di una disciplina che unisce conoscenze arcaiche (Sciamanesimo) e moderne (connesse al Movimento Transpersonale). Quanto è importante conoscere e recuperare saperi ancestrali al fine di conoscere il proprio Sé e cos’è esattamente il Movimento Transpersonale?

La visione transpersonale pone l’accento sull’esperienza interiore ed esplora le quattro frontiere che limitano l’uomo nella sua visione del mondo la coscienza, la memoria, l’evoluzione e la morte.
Padroneggiando i propri stati di coscienza, l’uomo può riconoscere come i limiti esistano solo nella sua mente, come la sua coscienza sia illimitata, come la sua memoria riesca a trascendere la filogenesi, come l’evoluzione non si fermi all’intelletto ma prosegua verso le dimensioni spirituali, e come la morte sia un passaggio.

Nella sua ricerca, la psicologia transpersonale integra l’esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche basate sulla meditazione e con le pratiche sciamaniche fondate sull’estasi e sul contatto diretto con le forze naturali.
Anticamente, l’anelito primordiale dell’essere umano a comprendere la natura e ad armonizzarsi con essa diede vita alle prime “religioni della natura”, per le quali esiste una “unità fondamentale del creato”. Gli studiosi definirono questo sistema “Sciamanesimo”.

Secondo questa visione del mondo “originaria”, di ordine estatico, il mondo minerale, vegetale, animale ed umano, il mondo sottile degli spiriti e delle divinità esistono uno dentro l’altro e uno per l’altro. Ai nostri giorni la Biotransenergetica può venire considerata una delle discipline depositarie dell’antica “tradizione originaria”. Essa si esprime attraverso una visione unitaria dell’individuo, che insegna a riconoscere e realizzare il potenziale creativo, la spinta evolutiva che ogni sintomo, problema o sofferenza contengono in sé.

La Biotransenergetica è un atto poetico. Suo intento è insegnare a riconoscere la sacralità dello slancio creativo del vivente in ogni manifestazione e a conformarsi alle sue leggi. È stata concepita agli inizi degli anni Ottanta, grazie al mio incontro con Marlene Silveira, psicologa, psicoterapeuta. Da allora, in oltre ventimila ore di lavoro clinico presso il centro Om di Milano, ho perfezionato il modello teorico e il sistema operativo fondati sulla filosofia perenne delle antiche tradizioni spirituali e sostenuti dalle più recenti acquisizioni della nuova scienza, della ricerca sugli stati di coscienza e della psicologia transpersonale.

– Come la Biotransenergetica permette a un individuo di riuscire a esplorare in modo profondo le dimensioni della propria coscienza?

La Biotransenergetica propone una metodologia fondata sull’esperienza interiore e sull’esplorazione delle dimensioni della coscienza con l’intento di realizzare la consapevolezza che si svela oltre i processi di pensiero della mente ordinaria. È un modello terapeutico olistico e transpersonale orientato alla realizzazione del sé, in grado di intervenire con efficacia nei processi di guarigione. Al nuovo paradigma e alla visione transpersonale la Biotransenergetica fornisce un modello operativo psico-spirituale ed una metodologia clinica olistica in grado di intervenire con efficacia nei processi di guarigione.

Il Corpus della Biotransenergetica comprende infatti un insieme di “tecnologie del sacro” che consentono di operare sulle dimensioni più elevate della coscienza dell’individuo, favorendo l’ampliamento della sua consapevolezza e la sua realizzazione spirituale. A queste affianca un modello teorico fondato sulle antiche tradizioni spirituali e sulle più avanzate teorie sistemiche e dell’informazione. Fornisce dunque una mappa cognitiva per comprendere ed integrare l’esperienza interiore nella navigazione dell’oceano della coscienza. Propone inoltre una metodologia clinica specifica per la risoluzione dei conflitti emotivi e le dinamiche relazionali, oltre che pratiche di benessere, di auto-guarigione e di cura efficaci sul piano fisico come su quello energetico.

Ha profonde radici nella tradizione originaria per la quale, le “forze che reggono il mondo” sono forze immanenti e trascendenti, appartenenti cioè sia al mondo della natura che a quello della coscienza. Forze archetipicheresponsabili di ogni dinamica psicologica, di ogni manifestazione del vivente, dei processi patologici come dei processi di guarigione.

Condivide con le antiche medicine tradizionali e le moderne terapie psicocorporee la concezione del mondo e degli individui in termini di processi energetici. Condivide anche la visione scientifica dell’emergente paradigma olistico sistemico, sostenuto dalle più recenti acquisizioni della fisica quantistica, dalla ricerca sugli stati di coscienza e dalle antiche tradizioni spirituali basate sulla meditazione. È fondata su un preciso modello teorico e su una articolata metodologia, consolidata da un’ampia e approfondita pratica clinica.

La Biotransenergetica attinge ad un sistema di conoscenze e di esperienze che vanno dal contatto con le forze elementari della natura alla moderna ricerca sugli stati di coscienza; dallo sviluppo delle potenzialità più genuinamente umane proposto dalla psicologia umanistica all’espressione degliarchetipi dell’inconscio collettivo; dalla ricerca della visione al dialogo con le voci interiori, alle pratiche di respirazione e di lunga vita, alle visualizzazioni creative proposte dalle più recenti pratiche di ipnosi; dai canti e dalle danze delle diverse forze naturali agli spazi superconsci, all’espressione creativa delle forme e dei colori, al silenzio della meditazione, alle qualità più elevate favorite dalle metodiche di psicologia transpersonale; dalle cerimonie rituali arcaiche ai viaggi sciamanici, ai sistemi teorici della visione olistica, ai principi della fisica moderna; dagli esercizi psicofisici reichiani al lavoro sui chakras, sul campo aurico e al contatto con la dimensione spirituale.

– Per quali situazioni patologiche è indicata?

La Biotransenergetica si occupa di favorire i naturali processi di auto-rinnovamento e auto-trascendenza dell’organismo. È indicata pertanto inqualsiasi patologia come catalizzatore del processo di guarigione in sinergia con qualsiasi altro presidio terapeutico. È indicata inoltre come strumento di prevenzione della malattia, di mantenimento della salute e di miglioramento del proprio stato psicofisico. La Biotransenergetica è valida per chiunque voglia conoscere la propria natura più autentica, per chi non ha fretta, per chi desidera compiere un cammino interiore di auto-guarigione, di risveglio spirituale e di padronanza dei propri stati di coscienza.

A chi si riconosce in questa visione, la Biotransenergetica potrà fornire strumenti che consentano di

• Agevolare i processi di guarigione, mantenimento della salute, prevenzione della malattia
• Educarsi alla salute e all’auto-guarigione
• Favorire la risoluzione dei sintomi riconoscendone il potenziale creativo
• Influenzare l’attività biochimica dell’organismo padroneggiando i propri atteggiamenti mentali e stati della coscienza
• Sviluppare l’intelligenza emotiva risolvendo i conflitti della storia personale
• Valorizzare la propria dimensione spirituale e realizzare la propria natura più autentica
• Liberare l’espressione creativa dei propri talenti

– Quante sedute, in media, è necessario seguire per ottenere i primi benefici?

Praticare Biotransenergetica è come intraprendere un viaggio. A chi chiede quanto duri il viaggio non si può far altro che rispondere come il gatto ad Alice “Dipende da dove vuoi andare”. Un percorso di Biotransenergetica può essere compiuto mediante un lavoro individuale o di gruppo. Nel caso del lavoro individuale, cliente e terapeuta concorderanno una durata minima al termine della quale si effettuerà una verifica del cammino compiuto e un rinnovo o meno del contratto terapeutico. Dodici incontri sono da ritenersi il tempo minimo per apprendere ad usare alcune basilari pratiche di auto-guarigione, quattro anni è la durata dei Training di Formazione per Psicoterapeuta e perCounselor, sette anni è la durata di un Training di Formazione per diventare Docenti.

Come tutti gli “strumenti che funzionano”, anche la Biotransenergetica può essere usata a favore di noi stessi oppure no, come nella massima “si possono portare i cavalli alla fonte, ma non si può costringerli a bere”. Questo significa che mentre una reazione biochimica prodotta da un farmaco può avvenire anche contro la nostra volontà e venire misurata, la Biotransenergetica non può agire senza la nostra disponibilità al cambiamento, e i suoi risultati non possono venire valutati secondo criteri statistici esclusivamente quantitativi.

Un percorso di realizzazione psico-spirituale attraversa la vita intera. Premesso che la guarigione da un sintomo è più facilmente valutabile oggettivamente di un percorso evolutivo psico-spirituale, e che in Biotransenergetica non si riconosce la misurazione come strumento di validazione dei risultati, all’inizio e al termine dei periodi stabiliti il cliente verrà invitato alla compilazione di una scheda che consentirà una valutazione qualitativa del percorso compiuto. Presso il nostro archivio abbiamo diverse migliaia di pagine (resoconti di oltre ventimila ore) di feedback di allievi e pazienti nei quali è descritto dettagliatamente il percorso compiuto.

– Anche una persona che non presenta particolari disturbi o problematiche può seguire un percorso di Biotransenergetica, e in tal caso quali i benefici?

La Biotransenergetica è indicata per chiunque sia disposto a fermarsi, ad ascoltarsi e a riconoscere di essere il primo responsabile del proprio stato di salute, per chiunque sia disposto ad esplorare le immense risorse del proprio organismo e a dedicare un pò del proprio tempo all’educarsi alla salute.

– Può dare qualche utile, anche breve, consiglio a chi si volesse avvicinare alla Biotransenergetica al fine di diventare Docente o Counselor?

Compiere un percorso di Biotransenergetica significa intraprendere un viaggio iniziatico. Di conseguenza la Biotransenergetica non è indicata per chi non voglia assumersi la responsabilità per la propria condizione di salute, per chi non sia disposto al cambiamento, ma ricerchi risultati facili e senza impegno, per chi voglia investire nell’apprendimento di tecniche immediatamente spendibili o per chi subisca il fascino delle mode sciamanico-esoteriche.

Il viaggio verso se stessi non può limitarsi al benessere, ma vuole sfida, potere personale, libertà, onore della propria natura. È una questione di amore e sofferenza, di consapevolezza ed errori, di morti e rinascite e infiniti risvegli.

Il Passaggio dal cuore crea le condizioni per cogliere il significato spirituale della nostra esistenza, acquisire autostima e sicurezza di sé, guarirci e guarire, sentirci liberi dalla vita e dalla morte, responsabili di preservare il sacro poteredella nostra vita e delle forze della natura.

– Questa disciplina quanto è conosciuta all’estero?

Dal 1988 ad oggi la Biotransenergetica è stata presentata in oltre trenta congressi e convegni in tutto il mondo, in numerose conferenze e pubblicazioni, oltre che in trasmissioni radiotelevisive su diverse reti locali e nazionali.

– Sono stati pubblicati, anche all’estero, studi scientifici relativi ai benefici generati dalla Biotransenergetica?

Diversi lavori di Biotransenergetica, in quanto relazioni, sono presenti negli atti dei diversi convegni internazionali nel corso dei quali è stata presentata Stati Uniti, Brasile, Francia, Austria, Spagna, India.

– Esiste un sito di riferimento per la Biotransenergetica?

Il sito è il seguente www.biotransenergetica.it.

– Può indicarci qualche strumento di lettura alla portata anche dei non addetti ai lavori in grado di fornire le basi per una conoscenza della disciplina?

Buona parte della documentazione è segnalata sul sito. Per quanto riguarda la bibliografia, posso segnalare i seguenti volumi: tutti di Pierluigi Lattuada,Potere spirituale e guarigione (Ed. MEB); I Chakras (Ed. MEB);Biotransenergetica (Xenia ed.); Oltre la mente, teoria e pratica della psicologia transpersonale (F. Angeli); Il Corpo del Sogno (Anima edizioni).

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