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Eppur vibra

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Dopo anni di dubbi, nuovi studi pubblicati da una rivista “svelano” che Radiestesia* e Scienza non sono necessariamente in contraddizione. Il punto d’incontro sarebbe la prospettiva “vibrazionale”.

Sono numerosi gli studiosi che hanno della radiestesia un’opinione duplice: da una parte ne sono attratti, a causa di quell’incredibile capacità che ha questa disciplina di affascinare, incuriosire, stupire (sono veramente io ad ottenere questi risultati? come ho fatto ad indovinare dove si trovava il pozzo? perché riesco ad intuire dove si trovano gli oggetti perduti?); dall’altra, ne sono respinti, perché essa sembra fare a pugni con la scienza ‘ufficiale’. Falso problema: radiestesia e scienza possono andare d’accordo.

Se passiamo infatti in rassegna gli studi di ricercatori e scienziati che hanno indagato il mondo secondo una prospettiva molto vicina a quella dei radiestesisti, quella ‘vibrazionale’, ci rendiamo conto che alcune intuizioni di molti anni fa stanno trovando proprio ora una conferma: se possiamo dimostrare, come sostengono i radiestesisti, che ciò che esiste vibra(emette radiazioni e risuona), siamo anche in grado di porre le premesse per uno studio serio dei fenomeni radiestesici, che si baserebbero proprio sulla capacità di antenna ricevente e trasmittente dell’essere umano.

Corde di violino e ‘stringhe’ d’energia

È curioso che, oggi, i fisici più all’avanguardia abbiano elaborato una teoria unificante dell’Universo, chiamata “teoria delle stringhe”, in base alla quale ogni elemento, ogni particella, non è altro che la realizzazione di un progetto generato da “stringhe energetiche in movimento”: ogni cosa non sarebbe altro che la modulazione di sottili campi di forza, di corde vibranti che sono alla base di tutto. Per Brian Greene, fisico della Columbia University di New York: “Tutto quanto avviene nell’universo è il risultato delle vibrazioni di singole unità, ultramicroscopiche stringhe nascoste nella profondità della materia. I ‘modi vibrazione’, le ‘note’ intonate da queste stringhe, determinano la costituzione intima della materia, come “corde di violino che eseguono una sinfonia cosmica ordinata ed armoniosa”.

La teoria potrebbe unificare le visioni del mondo dell’infinitamente piccolo, il microcosmo descritto dalla meccanica quantistica, e dell’infinitamente grande, il macrocosmo retto dalla relatività generale. Ci ritroveremmo a fare i conti con una visione dell’universo (vibrazione, rapporti numerici, forme geometriche) che ci riporta alla fisica antica, quella degli Egizi, di Pitagora, dei grandi maghi e scienziati del tardo Medioevo, come Pico della Mirandola, Agrippa di Nettesheim, e lo stesso Paracelso.

Sempre in campo vibrazionale sono i risultati eclatanti di alcune recenti scoperte biologiche: le membrane cellulari risuonano a determinate frequenze, in pratica, vibrano; e si sono ottenuti risultati promettenti con il bombardamento elettromagnetico delle cellule tumorali. Di particolare interesse è stata la pubblicazione, avvenuta nel 2002, di un’opera di grande rilevanza, il libro Medicina Quantistica (ed. Tecniche Nuove). Per la prima volta, due medici, al tempo stesso fisici, ricercatori rispettati e di sicura competenza, Piergiorgio Spaggiari e Caterina Tribbia, hanno affrontato il tema della componente elettromagnetica della trasmissione dell’informazione biologica, proponendo una trattazione, seria e rigorosa, ma di agevole lettura, che conferma quanto i radiestesisti, gli operatori radionici, i sostenitori della medicina naturale ipotizzano da sempre.

La Rivista scientifica di radiestesia

Tre anni fa, a Cuba a un congresso internazionale di geologia, alcuni ricercatori e scienziati si sono riuniti per affrontare il tema della radiestesia e dell’aiuto che avrebbe potuto portare alle scienze accademiche. Il gruppo di scienziati, tutti universitari, specializzati in fisica, in geologia, in astrofisica, in biologia, decise di fondare la Scientific International Union of Dowsing (Società Internazionale Scientifica di radiestesia). Tra i fondatori: il Prof. Betz, docente di fisica all’Università di Monaco di Baviera, Albert Schatz, biologo, scopritore della streptomicina, il professor ApostoI, astrofisico, il dottar Lufriu, ingegnere, docente all’Università dell’Avana. L’associazione ha già coinvolto centinaia di colleghi nel mondo e pubblica la Rivista Scientifica di Radiestesia (Scientific Journal of Dowsing), semestrale (ed. Vannini) inizialmente in inglese, quindi in inglese e spagnolo.

*Radiestesia significa letteralmente “sensibilità alle radiazioni”. Ovvero la facoltà di percepire le vibrazioni o le “onde di forza” emananti da tutti gli oggetti dell’universo fisico, oltre che da livelli di coscienza che trascendono il limite della percezione sensoria fisica. È possibile farlo con le mani o il corpo, o con dei mezzi (pendoli, bio-tensor, bacchetta da rabdomante…) per amplificare la risposta neuromuscolare e avere segnali inequivocabili. La radioestesia serve fra l’altro a individuare oggetti, campi d’energia, elementi naturali, predisposizioni a malattie o disturbi in atto.

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