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Riscoprire il proprio corpo per superare paure e sensi di colpa che impediscono un rapporto di piacere e accettazione della propria esistenza fisica. Bisogna sperimentare una sorta di risveglio.

Oggi si tratta molto apertamente di questioni inerenti la vita sessuale dell’individuo, ma, esiste ancora disinformazione in materia e, comunque, anche reticenza a parlarne. Nel campo della sfera sessuale, la disinformazione spesso è una conseguenza, più o meno diretta, del senso del pudore e di colpa che ancora accompagna la vita di molte persone che pur si sentono e si dicono “libere”. Sentimenti come senso di colpa, la cui conseguenza è la rabbia che il più delle volte rimane inespressa, il pudore e la vergogna, creano blocchi della nostra energia vitale. Tutto questo si verifica perché è ancora profondo il condizionamento, direi genetico, che ha identificato per secoli il sesso allo sporco, alle devianze, alle violenze, alle dominanze sessuali (in genere il maschio sulla donna).

Vivere la propria sessualità liberamente, non vuol dire darsi il permesso di nuocere sé stessi (ad esempio, alimentare i sensi di colpa crea ferite nel corpo, nella mente e nell’anima) o le persone con cui si intessono relazioni. Vuol dire, invece, ascoltare e seguire il fluire naturale della propria energia passionale che è inevitabilmente creatrice piuttosto che distruttrice. Ascoltare il proprio piacere, darsi piacere e sentirsi attratti dal piacere che è possibile dare ad altri esseri viventi (anche accarezzare il pelo di un gatto è molto piacevole per lui e per chi vi entra in contatto) è una molla di attrazione naturale.

La sfera sessuale è una componente fondamentale del nostro benessere ed equilibrio psico-fisico. E quando non viene espressa con naturalezza e tranquillità possono sorgere problemi sia fisici che psicologici. Minimizzarne l’importanza può derivare, infatti, anche dall’averne paura o avere sviluppato delle difficoltà che rimangono inespresse.

Le paure o le difficoltà costituiscono dei buoni segnali di allarme che ci indicano proprio la direzionedella strada da percorrere per dissolverle. Così come una paura può diventare un condizionamento limitante in un istante, allo stesso modo talecondizionamento può scomparire, insieme alla paura sottostante se si sperimentano condizioni diverse e, quindi, si affrontano nuovi apprendimenti. Se, ad esempio, camminando una volta nel bordo di un dirupo abbiamo avuto paura di cadere a causa di un terreno realmente franoso, non vuol dire che, nelle esperienze successive, si ripeterà di camminare sulle stesso tipo di terreno e quindi servirà la paura reale di cadere.

Risvegliare la propria sessualità ritengo che sia un “compito” evolutivo indispensabile per chi sceglie di vivere pienamente un’esistenza piacevole, senza identificarsi nei legacci di dolore sia fisici che psichici che il quotidiano può proporre. Fino a quando ci si identifica con qualcosa o qualcuno, quel qualcosa o quel qualcuno non possono essere più visti perché non c’è più quella necessaria distanza che permette di agire, ed andare “verso” o “contro”, perché rimane incapsulato tutto dentro di noi. Non ci sono più io e il dolore, o io e il piacere, io e gli altri, ma facciamo un unico pasticcio che, per quanto appetitoso, non fa più sentire ed apprezzare i singoli sapori!

Quando, nel mio lavoro di psicoterapeuta, incontro persone che sono consapevoli di avere difficoltà nell’area della sessualità e per questo mi chiedono aiuto, il primo nuovo apprendimento che propongo riguarda il riscoprire come “essere in un corpo“, con la sua fisicità. Spesso, infatti, mi parlano del loro corpo, consapevoli mentalmente delle loro difficoltà, ma questo non sa ancora che stanno chiedendo aiuto…

Per cominciare, buon inizio di risveglio a tutti della vostra fisicità!

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