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Il riposo delle vacanze estive viene spesso reso vano a causa dello stress della vita quotidiana e lavorativa. Ecco un riassunto delle possibili origini del disagio, legate alla somatizzazione da parte degli organi.

Quando la pausa estiva termina, settembre ci richiama al dovere. Le spensierate giornate trascorse hanno ricostituito la nostra riserva di energie. Ma quanto potrà durare se la nostra quotidianità “rema contro”? Staccare la spina, cambiare la prospettiva d’osservazione elasciare piena libertà ai ritmi dell’esistenza è l’imperativo della vacanza. Tali saggi provvedimenti possono rivelarsi insufficienti se il concitato stile di vita dell’epoca attuale non è in sintonia con la nostra vera essenza.

Obbligarsi a tener fede agli impegni assunti assecondando la propria mente anziché ascoltare la propria anima comporta il rischio di squilibri energeticiche, alla lunga, possono ripercuotersi anche sul fisico. Senza entrare in un discorso impossibile da esaurire con poche parole, ci limiteremo a illustrare alcune conseguenze dello stress da troppo “fare”.

Le più facilmente individuabili forme di stanchezza (fisica o mentale) sono quelle connesse con il ritmo sonno/veglia, quindi con l’alternanza tra calma ed emozione, azione e riposo. Genericamente questo tipo di squilibrio energetico si manifesta fisicamente dando origine a disturbi dell’apparato cardio circolatorio (emozione, azione, veglia) o dell’apparato respiratorio (calma, riposo, sonno).

Vediamo, ora, lo stress da lavoro, da attività produttiva, economica, professionale, legata alla sopravvivenza propria o della propria famiglia. In questo caso notiamo che le ripercussioni si estendono a diverse aree del corpo. Infatti quello che viene chiamato stress da lavoro, può avere molte e differenti origini: nascere da rabbia o frustrazione, da delusione o da mancanza di soddisfazione, dal senso di paura, eccetera.

Quante sono le possibili origini, altrettanto numerose si rivelano le ramificazioni dove può trovarsi un segnale di disagio. Gli organi che possono somatizzare i problemi lavorativi sono così sintetizzabili nella seguente tabella che costituisce uno spunto di riflessione per individuare l’origine emotiva / stressante di un disturbo fisico. Ricordiamo che il buon uso dell’energia di cui disponiamo aiuta a mantenere uno stato di benessere. Cerchiamo di non rendere vano il riposo estivo!

L’amore e il lavoro—–Intestino: sigma e retto
L’oblio e il lavoro—–Bocca, retrobocca e tromba di Eustachio
I ricordi e il lavoro—–Organi genitali: glande, prepuzio, vulva
L’odio e il lavoro—–Fegato: estremo lembo destro
Il dolore e il lavoro—–Milza: estremo margine posteriore
Il piacere e il lavoro—–Pancreas: estremo lembo sinistro
Il sonno e il lavoro—–Respiratorio: cavità nasale e coane
L’emozione (e paura) e il lavoro —–Circolatorio: aorta e albero circolatorio
La dissociazione e il lavoro—–Sistema nervoso: tessuto della corteccia cerebrale
L’associazione (e confusione) e il lavoro—–Reni: polo superiore

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