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Il vero amore è libero e incondizionato. E’ desiderare il bene dell’altro e la sua felicità.

Spesso usiamo la parola amore o facciamo riferimento a questa emozione, senza esseri sicuri esattamente di cosa sia in realtà; quando sorge questo sentimento, spontaneo e dal profondo dal cuore, possiamo cercare tutte le parole per descriverlo ma non sono mai abbastanza. Le emozioni, quando sorgono, raramente sono pure, non si tratta quasi mai solo di amore, di compassione, di generosità, di rabbia, di gelosia o d’ invidia, interiormente i sentimenti si mescolano senza rendercene
conto. Ad esempio, possiamo percepire l’amore mischiato ad un pizzico di desiderio, di paura, di gelosia o di avarizia.

Prima di tutto è importante avere chiarezza su cosa sono effettivamente i vari sentimenti in modo tale da riconoscerli e distinguerli, dando però più spazio alle sensazioni positive e diminuendo quelle distruttive. Si può dire che l’amore è il più bello di tutti i sentimenti, ma che cos’è l’amore? È il semplice desiderio che l’altro sia felice. Nell’amore non ci sono aspettative: si desidera che l’altro sia felice indipendentemente da dove, con chi o come si trovi, l’importante è che sia felice.

Nel buddismo si parla di differenti forme di amore tra cui “l’amore semplice” e “il grande amore”. Di solito amiamo tutti coloro che fanno del bene all’ Io e al mio (la famiglia, gli amici, gli ideali, la religione, i beni materiali, ecc.). Questo è un modo semplice e limitato d’amare. Nel momento in cui si riesce a vedere l’altro a prescindere da noi stessi, vale a dire senza dipendere da cosa l’altro sia per me o per il mio, si ama in modo grandioso e illimitato.

Il vero amore è equanime: si ama tutti allo stesso modo. Le due forme di amore possono essere attive o passive. Quando desideriamo la felicità di qualcuno ma ci sentiamo incapaci di poter fare qualcosa per aiutarlo, si tratta di amore passivo; al contrario, quando desideriamo la felicità dell’altro e facciamo di tutto per aiutarlo, questo è ciò che consideriamo amore attivo. Prima di amare qualcuno dobbiamo amare noi stessi; amare se stessi vuol dire avere chiarezza di cosa desideriamo e sforzarsi per realizzarla.

Di solito cerchiamo la felicità in ciò che ci circonda, ossia nei piaceri sensoriali, nei beni materiali e nella nostra immagine. Purtroppo nessuno di questi aspetti ha le basi per poterci donare una felicità duratura e per questo motivo alla fine siamo sempre infelici e insoddisfatti. Ci creiamo soltanto delle continue illusioni di felicità. Una felicità duratura si trova al di là di questo mondo materiale, bisogna cercare nel più profondo del nostro cuore. Essa è uno stato d’essere dove si sta bene con se stessi, con soddisfazione e gioia profonda, indipendentemente da qualsiasi situazione esterna.

Desiderare questa felicità per se stessi, lo stato di pacificazione dei conflitti interni, è quello che viene chiamato “rinuncia”, inteso come rinuncia alla sofferenza. L’amore più bello è quando si desidera immensamente che l’altro sia completamente felice e che sia libero da ogni forma di sofferenza. Non esiste nessuno che non abbia amore dentro di sé, dobbiamo solo cercarlo, coltivarlo e mantenerlo all’infinito.

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