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Conversazione con Gabriella Campioni sul tema della bellezza, sul significato profondo di questa “qualità” e su come attirarla nella nostra vita.

– La Bellezza, una qualità ontologica dell’essere…

La prima cosa che mi viene in mente sentendo la parola “bellezza” è proprio il significato etimologico del termine “cosmo” che significa “ordine e bellezza”, da cui deriva il termine “cosmesi”. Mi sembra molto appropriato che si parli della bellezza come di una qualità ontologica dell’essere, nel senso che nell’intento del creatore tutto deve esprimere bellezza, quindi si tratta di qualcosa di importante… ma a livello comune, la bellezza è molto spesso percepita come un fattore meramente estetico e superficiale, mentre in realtà si tratta di una qualità che tocca nel profondo.

Ci sono persone belle dal punto di vista dei classici canoni estetici ma con cui non si riesce a stare bene, e allo stesso tempo ci sono persone meno belle, esteticamente parlando, eppure così ricche interiormente che riescono a far dimenticare i loro difetti fisici. La bellezza, in breve, è qualcosa che si riesce a percepire, è l’anima delle cose

– Penso a certe donne che si affannano nel rincorrere la bellezza estetica e nel far ciò, paradossalmente, perdono la loro bellezza…

Siamo decisamente ancora molto centrati sull’aspetto esteriore, sulla forma più che sulla sostanza, e molte persone inseguono solo determinati canoni… stabiliti da chi?

– Bella domanda. Qual è la risposta?

Non saprei di preciso. Si pensi tuttavia a come l’essere umano si focalizza su situazioni diverse a seconda del periodo e, quanto alla bellezza, se confrontiamo i canoni del ‘600 con quelli di adesso direi che c’è una bella differenza, e quindi il concetto di bellezza esteriore cambia certamente.

– Questo mutare dei canoni estetici è dovuto ad un mutare effettivo del gusto della massa o viene imposto, in qualche modo, culturalmente parlando?

Ho la sensazione che siano due aspetti che un po’ si mordono la coda, nel senso che sono in qualche modo conseguenza l’uno dell’altro, infatti quando scoppia una moda, spesso è perché risponde ad un bisogno del momento. Ad esempio, si pensi al fenomeno di The Secret che ora sta avendo un successo enorme; gli argomenti proposti sono in realtà noti già da moltissimo tempo, però oggi attirano l’attenzione e prendono terreno.

– The Secret spiega come usare la legge dell’attrazione per imparare a creare quello che più vogliamo nella nostra vita. Quale potrebbe essere il collegamento con la bellezza?

L’essenza della Legge di Attrazione è che la nostra mente ha una grande capacità di attrarre nella realtà le esperienze che viviamo, dobbiamo prendere coscienza della nostra capacità di essere co-creatori… e se il creatore ha generato un cosmo ordinato e bello, allora io credo che debba essere necessariamente bello anche quello che noi creiamo. Forse, dobbiamo riscoprirci quali creatori di bellezza.

– Ha parlato della bellezza come anima delle cose…

Possiamo intendere la bellezza come anima, come segreto, come quintessenza. Un quadro bello non è necessariamente ordinato e logico. La bellezza non si può giustificare, descrivere… quando siamo di fronte alla bellezza intuiamo che c’è un messaggio, una comunicazione fra anime… come quando ci troviamo di fronte a certi paesaggi, la cui bellezza è nel loro trasmettere un senso di coesione e di pienezza.

– Come creare bellezza nella vita?

Credo che, per quanto possa essere difficile in termini di realizzazione, il primo passo da fare sia quello di incominciare a vedersi belli, e capire che la nostra bellezza può essere tale con tutte le nostre “pecche”, sofferenze, difficoltà. La nostra bellezza non ha nulla a che vedere con un concetto astratto di perfezione che non ci appartiene, siamo già perfetti così come siamo, con i nostri errori.

Per i greci la bellezza era il primo oggetto di contemplazione per l’anima e non solo costituiva tutto il godimento e la realizzazione dell’essere umano, ma risvegliava l’eros, inteso come pura forza di attrazione… Plotino arriva a ipotizzare che lo stesso etimo di eros significhi “colui che ottiene la sua esistenza dalla visione”, con un chiarissimo legame, per così dire, tra gli occhi e il cuore. Questo può darci una comprensione diversa di The Secret: attraiamo ciò che risveglia il nostro eros, la nostra “passione”, la nostra emozione. Il problema è allora, forse, che finora abbiamo permesso che il nostro eros fosse stimolato da cose “negative”, “sofferenti” o comunque indotte dall’esterno (ad esempio dai mass media), mentre ora ci è chiesto di stimolarlo con visioni gioiose, propositive, tali da co-creare un mondo in pace e comunque consapevolmente scelte da noi.

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