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I Maestri di saggezza ci istruiscono durante il normale sonno notturno, ispirandoci e guidandoci durante il nostro percorso evolutivo

Vorrei affrontare con voi un argomento di cui si sente parlare pochissimo, eppure estremamente importante perché, più o meno, ci riguarda tutti. Una vasta parte dell’umanità, almeno quella che sul piano spirituale ed evolutivo è predisposta, viene ‘contattata’, cioè ‘prelevata’ ed istruita, durante il normale sonno notturno.

Oggi, la parola ‘contattato’ ricorda confusamente qualcosa di ufologico; cancellate pure questa idea perché si tratta di tutt’altro. Nei piani invisibili dell’esistenza, nei rarefatti Piani Astrali superiori, esistono ed operano da millenni , i ‘ Maestri di Saggezza’, i ‘Mahatma’ della Teosofia, una Fratellanza di Grandi Esseri altamente evoluti che in tutte le epoche ha affiancato la razza umana guidandone l’evoluzione, sia spirituale che tecnologica, poiché talvolta le due cose camminano di pari passo. I ‘Maestri’ anticamente venivano consultati nei templi, venerati come divinità, e poi, col trascorrere dei millenni, gradualmente, si sono ritirati sempre più in alto, sempre più lontano dai clamori del mondo, ma non così lontano da perderlo di vista…

Dall’alto dei loro Luoghi Astrali, dotati di tutti i poteri che lo Spirito mette Loro a disposizione per trascendere i vincoli della materia, ben a conoscenza del grande Piano che l’umanità deve svolgere, i Maestri continuano ad osservarci ed a portarci il Loro aiuto in mille modi. Ma una ferrea legge impone che debbano essere gli umani a svolgere il compito evolutivo nell’Arena del mondo.  I maestri possono soltanto ispirarci, consigliarci, illuminaci il sentiero, ma i lavoratori dobbiamo essere noi, poiché nostro è il karma ed il sentiero evolutivo su questo pianeta.

Qui e ora. Ci sono, sulla terra, collaboratori e lavoratori, spiritualmente o materialmente predisposti a svolgere un compito. Alcuni sono consapevoli del lavoro da portare avanti, altri sonnecchiano, altri voltano il capo per non vedere, altri ancora si impuntano per non rimanere coinvolti e continuare a svolgere quella che credono sia la ‘bella vita’… E poi c’è la stragrande maggioranza, che decisamente dormono il sonno dell’ignavia, con cuore mente ed animo ottenebrati, risucchiati da cose futili e soporifere, aiutati in questo dai mezzi d’informazione di massa…

I Maestri ci guardano. Dal loro punto privilegiato d’osservazione vedono le potenzialità di ciascuno, nel bene e nel male; sanno quanto un individuo può dare, conoscono le sue capacità, i talenti, le tendenze, i limiti e, con infinita pazienza e dolcezza lo mettono alla prova per vedere se e quanto è affidabile. “Come la luce che il montanaro vede dall’oscura valle dalle vette, così ogni pensiero luminoso scaturito dalla mente degli uomini brillerà ed attirerà l’attenzione dei Maestri che vegliano, per quanto piccola possa essere quella luce”. Queste sono le loro stesse parole, infinitamente rassicuranti…

I Maestri seguono con attenta cura ogni nostro piccolo progresso, ogni nostro pensiero, intervenendo in molti modi nella nostra realtà quotidiana. Quando individuano nella nostra aura quel certo tipo di bagliore, si avvicinano e prendono contatto con noi, nel momento in cui siamo più tranquilli e disponibili, talvolta durante la meditazione o, molto più spesso, nel sonno. Durante il sonno, quando il corpo fisico è rilassato, moltissimi di noi vengono prelevati e condotti in luoghi/dimensioni astrali, senza problemi di lingua poiché l’istruzione avviene sui piani dello spirito. E di una istruzione vera e propria si tratta, di nozioni, concetti, programmi che vengono rivelati ed instillati negli individui predisposti, affinché al risveglio appaiano come idee nate dalla loro mente.

Sono certa che queste parole hanno fatto nascere in quasi tutti voi dei ricordi vaghi; in effetti, moltissimi individui spiritualmente ‘impegnati’ vengono istruiti in questo modo, e al risveglio non ricordano quasi nulla, anzi, riportano sogni e ricordi confusi e distorti. Di questa realtà affascinante e pochissimo conosciuta fa cenno in poche righe, qua e là, il Maestro Tibetano attraverso la monumentale opera di Alice Bailey.

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