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Spesso confondiamo la bellezza con l’apparire mentre la sua massima espressione appartiene all’essere, i cui attributi sono equilibrio e armonia…

“La bellezza sta negli occhi di chi guarda” questa frase racchiude in poche parole un intero universo; perla di saggezza che esprime tutta la vastità di questa parola.

Per curiosità e approfondire il tema bellezza, ho girovagato e percorso le strade di internet per farmi un’idea di quale poteva essere l’opinione comune e dare una definizione maggiormente corretta di questo concetto; ho trovato diverse spiegazioni ma ahimè divise per “settore”, cosa molto comprensibile dato che la società in cui viviamo ci abitua a pensare e pensarci a scompartimenti stagni, dove una cosa esclude l’altra, e si tende ad osservare la specificità a discapito del tutto, perdendo così la visione d’insieme e di conseguenza l’argomento segue sostanzialmente due strade parallele:

– la bellezza intesa come canone e schema da seguire e fondamentalmente legata alla “moda del momento” con stili dettati che ci dicono quale taglio di capelli, trucco, colore e forma dei vestiti da indossare etc; quindi una concezione della bellezza incasellata da regole e “leggi insindacabili” ponendo in rilievo l’apparire e non l’essere.

– la bellezza come fioritura ed esternazione di un’ introspezione continua, alla ricerca infinita di sé senza mai trovarsi veramente alla ricerca della perfezione e dove si “respingono gli aspetti materiali”, rasentando fino all’estremo l’arroganza spirituale dove prevale solo l’elevazione spirituale, a cui è giusto sì protendere ma che deve essere controbilanciata con il “mondo materiale”, altrimenti siamo come alberi che possiedono radici troppo deboli e il cui vento può spazzare via da un momento all’altro se non ancorati alla terra.

Questi due modi di intendere la bellezza sono concetti incompleti e non soddisfano pienamente l’enorme potenziale che sta dietro a questa qualità.

La concezione olistica ci insegna a concepire la visione di noi stessi e del mondo, non separatista e quindi solo corpo, solo mente o spirito, ma come unione e manifestazione dei tre che si influenzano vicendevolmente e di conseguenza la ricerca di equilibrio di questi nostri tre aspetti fluisce nell’armonia e quindi nella massima bellezza.

In natura il significato di bellezza è insito nella natura stessa, avete mai trovato “disgustoso” ammirare un meraviglioso tramonto o il luccichio del mare nei suoi mille colori? Non credo proprio, ne sono convinta! Nel mondo naturale tutto è scandito dalle leggi di armonia ed equilibrio che influenzano con le loro qualità la crescita di questa meravigliosa creatura chiamata bellezza, dove il principio femminile (armonia) e maschile (equilibrio) si alternano e in un movimento continuo; forze contrapposte che si intrecciano per diventare una la parte dell’altra.

Siamo soliti pensarci nelle nostre limitazioni e paure ma non come figli di una natura che genera creature perfette che semplicemente sono quello che sono, senza paragoni, né sensi di inferiorità né di superiorità ma unici, e se noi siamo il riflesso del macrocosmo vi siete mai pensati come il riflesso di una stella? Pensate a quanta bellezza portiamo già dentro di noi..

I colori che sono presenti in natura ci mostrano una via da seguire verso la bellezza che si colora così di luce infinita. Basandoci su quelli che sono i tre colori fondamentali per l’Aura-Soma prendiamo in considerazione il rosso, il giallo, il blu.

Bisogna innanzitutto ampliare la visuale di noi stessi e pensarci in maniera tridimensionale non frammentata, e attraverso il riconoscimento dei nostri centri energetici (chakra = ruote di vita) identificati da colori precisi possiamo intraprendere il viaggio verso la bellezza che ha tre tappe basilari e che si colorano di :

Rosso: collegato al primo centro energetico; identifica il corpo / materia che ci fa da ancora e ci lega al presente qui, ora in questo momento, è il centro della sopravvivenza “io esisto” ecco che il corpo diventa il nostro tempio sacro.

Il riconoscimento della nostra costituzione, l’attivazione dei cinque sensi che ci espandono nelle cinque direzioni, l’attenzione e la cura di del corpo inteso come strumento da accordare poiché è l’asse che unisce terra e cielo, innesca automaticamente l’espansione e la stima di noi stessi, ecco perchè è fondamentale ritagliarsi dei momenti per accudire e coccolare e stare in ascolto del nostro corpo; compiere piccoli gesti quotidiani verso il nostro tempio significa mantenerne l’integrità e l’equilibrio, fare attenzione a ciò che introduciamo e che diventa parte di noi, e integrare elementi preziosi per nutrirlo come gli Oligoelementi per esempio, affinché possa essere forte e solido e pieno di energia, è cosi che avviene l’equilibrio e la stabilità.

Giallo: collegato al terzo centro energetico, che ha sede nel plesso solare dove risiedono organi fondamentali come lo stomaco che simbolicamente rappresenta la trasformazione della nostra identità “qui ci sono io” e apre le porte all’armonia, fatta di pensieri benevoli prima di tutto verso noi stessi, rivolgendoci all’interno in un ascolto interiore, e nella calma e nel silenzio realizzeremo che siamo liberi da catene invisibili con lucchetti che solo noi chiudiamo a chiave nel momento in cui ci rendiamo schiavi del nostro giudice interiore molto severo che ci porta alle autocritiche sfrenate e tiranneggia pretendendo sempre di più, rendendoci perennemente insoddisfatti e quindi ci porta a pensare in maniera limitata poiché non adatti a regole dettate da altri, dimenticando di essere unici e irripetibili e solo per questo meravigliosamente belli.

blu: collegato al quinto centro energetico collocato nella zona della gola e dove nasce la comunicazione, canale tra terra e cielo, punto fondamentale di passaggio dell’energia che si muove dal basso verso l’alto e viceversa fino all’espressione di questa energia trasformata che diventa qualità creativa ed esprimiamo finalmente noi stessi prendoci la responsabilità delle nostre parole e delle azioni che compiamo oppure no!

Significa trasmettere informazioni, partecipare alla vita collettiva, entrare in contatto con gli altri sviluppare la capacità d’ascolto, la sincerità.

Non dobbiamo aver paura di mostrare chi siamo e di mostrare interamente la nostra bellezza fatta sicuramente di ombre e luci ma è esattamente questo che non ci rende omologati, comunicando nello stesso modo o imitando comportamenti a noi poco consoni mentendo prima di tutto a noi stessi e trasmettendo una visione distorta del nostro essere.

Questa strada che i colori ci mostrano e invitano a percorrere deve avvenire attraverso la spinta di un motore fondamentale per poter far funzionare questi tre aspetti: la consapevolezza – prendere coscienza dei nostri cliché che mettiamo in atto ogni volta che si presenta una data situazione e consapevolmente trasformarla – non possiamo mettere in atto una trasformazione e nulla è possibile se prima non ne siamo consapevoli.

L’accrescimento della nostra bellezza sta nello scardinare il meccanismo che ci porta all’automatismo e trasformarlo nel suo opposto, ecco che nasce l’equilibrio e dall’equilibrio l’armonia e quindi l’accrescimento della nostra bellezza.

“Non prendete per vera l’apparenza limitata e meschina del vostro essere, Voi valete più del sole e dell’oceano, il raggio di sole brilla solo della propria luce e l’onda danza quando si frange sull’oceano: in entrambi i casi la loro forza non eguaglia la vostra.”
(a course in Miracles Vol. 1)

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