La legge di attrazione... nell'umano

Si parla ovunque della “legge di attrazione”, spesso banalizzando l’intreccio paradossale dei fili che caratterizzano la realtà di ciascuno di noi. Ben venga l’energia del pensiero positivo, ma non si usi questo fatto per banalizzare un percorso che molto spesso è ben più che sapersi concentrare sulle cose che si vogliono “avere”…

Da oltre una ventina di anni mi imbatto volutamente in un tema di letteratura filosofica e scientifica tra i più affascinanti, divenuto oramai argomento di massa e tradotto all’incirca in pensiero positivo e autodeterminazione al di là di ciò che si manifesta intorno. Non ci vuole altro che fermo ottimismo. Prendendo spunto dalla legge gravitazionale di Newton (forza di natura attrattiva tra corpi dotati di massa), parrebbe sufficiente volere intensamente qualche cosa nel rispetto, ovvio, di morale ed etica – lì nasce l’inghippo interpretativo -, ed ecco che l’avremo. Ciò a cui tendiamo cadrà inevitabilmente nella nostra rete. Il mondo si inginocchierà ai nostri piedi. Da una data visuale metafisica è senz’altro vero ma non garantito. Con milioni di persone che pregano anelando alla pace e a un’esistenza appagante, come si giustificano le centinaia o migliaia di guerre che insanguinano il pianeta e le giornaliere tragedie familiari che scuotono le nostre case? Mariti che ammazzano mogli e figli e a volte viceversa. Qualcuno deve avere trascritto male la formula.

Cercando di chiarire, con attrazione si intende la forza che spinge due corpi ad avvicinarsi e su cui si basa l’intera fenomenologia. Per manifestarsi l’Uno aveva bisogno di un compagno reattivo con cui rapportarsi. Attrazione magnetica, elettrica, gravitazionale: sono realtà scientifiche incontrovertibili ma la discussione si fa estremamente interessante quando esaminiamo gli effetti della legge di attrazione in rapporto alla sfera umana, da cui si evince che vigono leggi con schemi impenetrabili. Ottenendo spesso a sorpresa l’esatto opposto di quanto si sia prospettato, sarebbe più utile parlare di attrazione fatale nel senso che non si sa mai dove si vada a parare. Rispolveriamo il vecchio sano realismo – né troppo pessimisti né troppo ottimisti -, perché le scorciatoie del desiderio ardente di donare felicità a tutti sta banalizzando la creazione stessa che non è un supermarket con articoli in promozione.

Per valorizzare l’esistenza sentendosi maggiormente autori della stessa, ci si impegna a trascurare il dettaglio che intorno a noi si agitano miliardi di altri desideri e sogni inavvertibili ma pronti a cozzare contro i nostri. Chi attirerà chi? E se il destino fosse già segnato? Esistono differenti versioni dello stesso? Mondi paralleli? Si può imboccare un altro percorso? Solo ai famosi incroci energetici o abbiamo invece il divino potere di modificare persino l’istante?

Sono domande che mi hanno affondato nelle più contorte ricerche interiori per poi decidere di dichiararmi perdente. A un normale quoziente intellettivo, le varianti appaiono davvero troppe per avallare come verità assolute facili teorie. Un tempo la conoscenza, o quello che si presumeva fosse, era tenuta segreta e trasmessa a pochi escludendo così il potere ai più. Tuttavia, gli antichi filosofi e ricercatori sapevano bene quanto certe rivelazioni potessero essere pericolose per chi mancasse di preparazione, soprattutto di saggezza. Esiste il timore che la nostra civiltà, che sta metabolizzando di tutto, cessi presto di sconvolgersi nel vedere tanti giovani, in balia di pulsioni incontrollabili, compiere gesti senza ritorno. Dovremmo interrogarci. Che Regno dei Cieli abbiamo promesso loro? Quali sogni e desideri non riescono a esaudire? Quanta nostra frustrazione e rabbia covano? Qualcuno ricordi loro che la Vita sul pianeta Terra ha da sempre comportato fatica e sofferenza. Gioie fugaci. L’apparente ciclico benessere di alcuni Paesi e il fatto che sugli schermi tanti paiono avere realizzato le loro aspirazioni non l’ha fondamentalmente cambiata. Affrontarla con ottimismo e leggerezza ne cambia la rappresentazione ma difficilmente i ruoli.  In una società confusa e indebolita come la nostra, ogni azione dovrebbe essere mediata perché i desideri irrealizzati sono la miglior fonte di omicidi e suicidi. La teoria della reincarnazione calzerebbe a pennello: è perfetta nell’acquietare gli animi.

Dopo l’interpretazione collettiva di ciò che l’umano ritiene reale, è quella soggettiva a dover tracciare un suo solco. A sperimentare un frammento del fantastico palcoscenico esistenziale, intuendo che pensieri-desideri-sogni sono l’intrattenimento che affina l’evoluzione. La parola oggi mi appare misteriosa. Dovessero i desideri avverarsi, tanto meglio! In caso contrario, si accetti di accettare senza drammi. Troppe e diverse traiettorie energetiche solcano cuori e cervelli e cieli. Troppe promesse e illusioni. E’ da ingenui credere che ci lascino indenni. Ciò che ho deciso di attirare a me – seppure con le migliori intenzioni – potrebbe essere avversato dalla volontà dell’altro che, in questo particolare frangente, è più forte della mia. L’amore, nelle sue varie sfaccettature, rappresenta l’esempio eccellente. Se sono consapevole ma desidero proseguire… mi assumo i rischi di un eventuale insuccesso senza colpevolizzare altri.

 

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