Intervento di Alessandra Comneno al convegno Dialogando con gli Autori (Milano, novembre 2014)

L’unica ragione per cui ci incarniamo è per imparare a morire.

Nella “ricapitolazione” sciamanica richiamiamo tutte le esperienze, belle e brutte. Possiamo ricapitolare non solo la vita, ma la nostra giornata, giorno dopo giorno.

Quando si parla di morte, nella nostra cultura si prova disagio. È un grande mistero eppure è l’unica cosa sicura che abbiamo. Grazie alla ricapitolazione, ci avviciniamo a quel momento con maggiore consapevolezza e leggerezza.

Una delle respirazioni della ricapitolazione è il “respiro spazzante”. A sinistra della nostra testa mettiamo il passato. A destra il futuro. Con la testa inspiriamo verso sinistra e poi espiriamo verso destra (andiamo a prendere l’energia dell’antico per portare all’attualizzazione di noi stessi).

Il primo ricordo da ricapitolare ha a che vedere con la nostra energia fisica. Cerchiamo nell’ultimo hanno qualcosa che ha a che fare con il corpo (per esempio ci siamo fatti male, una malattia…)

Il secondo ricordo ha a che fare con le emozioni. Qualcosa che abbiamo sentito nel profondo, non per forza brutto o bello.

Il terzo evento ricapitola una situazione in cui abbiamo perso la fiducia nella vita (una delusione, una credenza forte).

Chiudiamo gli occhi, senza incrociare gli arti, e andiamo al primo evento scelto, ricreandolo nei particolari nella nostra mente. Ed effettuiamo il respiro spazzante per qualche minuto. Facciamo così per il secondo evento e quindi per il terzo.

 

Per saperne di più sulla ricapitolazione, segnaliamo il libro Pratiche Sciamaniche di Alessandra Comneno e Maurizion Balboni

Libro-Comneno-Pratiche-sciamaniche

 

 

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