Intervento di Pier Luigi Rossi al convegno “Alimentazione e Anima”, organizzato da Anima Eventi a Milano il 27 settembre 2015.

Tra gli argomenti del video:

La medicina sta subendo un profondo cambiamento.

La medicina della sintomatologia si basa sui segni e sui sintomi, ed è fondamento dello sviluppo e del consumo della farmacologia.

Il mondo della nutrizione sta cambiando velocemente. È in atto un cambiamento di paradigma che ci fa passare dalla medicina della sintomatologia alla medicina della consapevolezza.

Ogni volta che mangiamo qualcosa, la composizione del nostro sangue cambia. Basarsi sulle calorie non ha senso, perché sono le molecole del cibo a determinare la reazione del corpo.

Non tutto il cibo dà energia, come il ferro, il calcio, la fibra, certi modulatori genici… quindi non ha senso usare il concetto calorico legato all’energia.

Noi non mangiamo le calorie ma mangiamo le molecole.

Il corpo umano non agisce in base a schemi lineari perché non è una macchina. Il principio che per abbassare il colesterolo bisogna mangiare senza colesterolo, è un principio “lineare” che induce in errore.

Avere una visione sistemica significa invece che teniamo conto delle numerose reazioni biochimiche che reagiscono fra di loro.

Fin tanto che il cibo rimane nell’intestino, avremo un microbiota che digerisce a sua volta i nostri scarti e controlla l’intero organismo.

La genomica nutrizionale è l’effetto che le molecole contenute negli elementi effettuano sul DNA.

Nelle nostre cellule ci sono i cromosomi e poi il DNA. Le molecole agiscono poi su una parte del DNA determinando l’espressione. Con una molecola “buona” abbiamo un’attivazione positiva, viceversa sarà un’attivazione negativa.

Non esiste una sola persona che abbia il DNA uguale a un’altra. Significa che non esiste una sola reazione al cibo che sia uguale a un’altra, anche se il cibo di per sé è il medesimo per tutti. Ciascuno ha il suo intestino, la sua capacità di assorbimento, le sue reazioni.

Il linguaggio del DNA si attiva grazie alle proteine.

Il cibo non apporta calorie, ma piuttosto molecole. Nessuna caloria agisce sul DNA, ma le molecole sì!

Gli alimenti di origine animali e ricchi di acidi grassi saturi, svolgono una espressione genomica negativa.

Un’alimentazione prevalentemente vegana è più confacente al corpo umano.

Essere onnivori non significa che siamo obbligati a mangiare carne, ma che ci siamo adattati a mangiarla.

Mangiare dovrebbe essere considerato come un atto ambientale. Se mangiamo in un modo o nell’altro, orientiamo il tipo di produzione del mercato.

Produzione agroalimentare intensiva e l’allevamento intensivo fa sì che le fonti di cibo siano sempre più povere perché i principi nutritivi delle molecole ne vengono condizionati.

Da dove viene la farina che compriamo? A parte le micotossine, il 70% delle farine usate per i prodotti alimentari sono estere.

I grani moderni hanno una resa maggiore, ma qualitativamente sono meno nutrienti. Si è sacrificata la quantità per qualità.

Confrontando un grano antico con uno moderno, si vede che il primo aveva una capacità nutritiva superiore, cioè agivano più specificatamente e positivamante sul DNA.

Le malattie autoimmuni e le problematiche di permeabilità intestinale aumenteranno sempre di più a causa dell’aumento di glutine immesso nelle farine moderne.

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