Conferenza di Antonio Origgi dedicata al suo libro Le 3 Menti Inconsce (Raph Edizioni).

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Tra gli argomenti del video:

Tutto ciò che viviamo è dato dal pensiero e dall’emozione.

Il pensiero da solo non può creare, il pensiero dà consapevolezza ma l’energia creatrice è data dall’emozione.

Chi pensa dentro di noi? Chi prova emozioni dentro di noi?

Chi è questo inconscio di cui si parla tanto?

La cellula è intelligente perché valuta l’ambiente esterno e reagisce ai suoi stimoli.

In origine gli organismi erano unicellulari finché pian piano si sono strutturati in organismi pluricellulari. Man mano che gli organismi diventavano più complessi, le cellule si sono organizzate specializzandosi in gruppi e così via.

L’organismo ha una sua coscienza che chiameremo “sé fisico”. Esso ha bisogni primari, legati alla sopravvivenza e all’elemento materia.

Il bisogno di un essere complesso è di conoscere altri esseri come lui da una parte, e di poter scappare in caso di pericolo. Questa funzione è permessa dalle emozioni ed è collegata alla coscienza del “sé istintivo”, più grande ed evoluta del sé fisico. Il suo obiettivo è la socializzazione. Il sé istintivo vive di affetti.

Un’altra coscienza successiva tipica degli esseri più evoluti e che si è evoluta ulteriormente riguarda la capacità di pensare e di fare dei ragionamenti per ottenere degli obiettivi specifici. Si tratta del “sé mentale”, caratterizzato da puro pensiero. Il suo obiettivo è l’individualizzazione.

Dal rapporto fra il sé istintivo e il sé mentale nascono in genere tutti i nostri problemi.

Daniel Goleman ci ricorda che nei primi millesimi di secondo la nostra parte istintiva effettua una valutazione istantanea per esempio nei confronti di una persona. A quel punto il sé mentale effettua un giudizio conseguente, e crede di aver concluso lui il suo proprio giudizio e non si rende conto che invece ha “razionalizzato” una sensazione istintiva.

Per il 95% del tempo noi agiamo come una “scimmia evoluta” che ha un sé istintivo, emotivo e mentale, risultanti dal processo evolutivo.

A un certo punto, tuttavia, è arrivata una coscienza in più che si è aggiunta al quadro; non sappiamo come sia arrivata e alcuni la chiamano superconscio, anima o Atma. Chiamiamola “Io”. In genere è una coscienza sopita e si attiva per un 5% del tempo.

Maturità emotiva è quando il cucciolo dell’animale viene cresciuto dalla madre in modo attento e con presenza, fino a quando il cucciolo non sia adulto, ma non soffrirà mai della paura di essere abbandonato perché la sua parte emotiva è stata nutrita pienamente. Il bambino, il cucciolo dell’uomo, appena nasce viene in genere allontanato dalla madre o lasciato piangere, e le prime emozioni che proverà saranno inevitabilmente quelle dell’abbandono.

Molti di noi provano rabbia a un qualche livello verso i genitori, non a livello mentale e dei pensieri, ma a livello del sé istintivo, che ha sofferto a causa delle carenze emotive e dei vuoti interiori, che cerca di colmare a oltranza.

Il sé mentale si sviluppa a partire dai tre anni e impara ciò che è razionale e tutte le regole che gli vengono insegnate in casa.

I primi conflitti fra il sé istintivo e quello mentale, dove quest’ultimo giudica le esigenze della parte emotiva, danno luogo alle “corazze muscolare”.

Per poter ascoltare l’Io dobbiamo fare silenzio e attivare l’osservatore interno. Serve, soprattutto, disporre di energia. Ma se il sé istintivo e quello mentale sono in conflitto, la maggior parte di questa energia viene consumata.

Mettiamo di avere un obiettivo. Per sapere se lo raggiungeremo, dobbiamo capire quale emozione vi è collegata, cioè cosa ne pensa il sé istintivo.

Quando la volontà e l’emozione sono in conflitto, vince sempre l’emozione. “Volere è potere” solo quando l’emozione è concorde.

L’emozione è una forma di energia, può essere positiva, neutra o negativa. Se è positiva quello che voglio mi arriva senza fare nessuna fatica. L’emozione è neutra quando al sé istintivo non importa nulla dell’obiettivo. L’emozione è negativa quando attiva pensieri tipo “è impossibile”, “non ce la posso fare”, ecc.

“L’immaginazione creativa” è la tecnica più potente per creare la realtà: visualizzo una scena in cui vedo realizzato l’obiettivo e carico la scena di emozione.

L’immaginazione creativa è potente perché per il sé istintivo non esiste differenza tra una azione immaginata e una creata. Dato che il sé istintivo si crea credenze in base alle esperienze vissute, cambiandogli l’esperienza possiamo modificargli le credenze.

Il sé istintivo tende a generalizzare: se veniamo morsi da un cane, la sua credenza diverrà “tutti i cani sono cattivi” e non “quel cane è cattivo”.

Per comunicare con il sé istintivo, dobbiamo usare il suo linguaggio e usare amore.

A questo punto abbiamo capito che occuparci del sé istintivo è fondamentale.

Il sé istintivo può accedere a qualunque ricordo. Nel momento in cui si sente amato, accettato e accolto, sarà lui ad aiutarvi a cambiare e a ricordare i ricordi importanti da sciogliere e guarire.

In realtà il sé istintivo e sé mentale altro non sono che lo strumento che la nostra anima usa per apprendere quelle lezioni che abbiamo scelto di imparare prima di nascere, a maggior ragione occorre quindi impare a integrare queste coscienze.

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