Intervento di Mauro Biglino al convegno “Segreti nel Cielo, Eresie sulla Terra”, Milano 13 dicembre 2015, organizzato da Anima Eventi e Nexus Eventi.

 

Tra gli argomenti del video:

Molti di noi conoscono la Bibbia attraverso il punto di vista di coloro che l’hanno interpretata.

La Bibbia non parla di Dio prima di tutto perché l’ebraico, come le lingue semitiche in genere, non contiene il termine “Dio”, come anche le parole “eternità” e “creare”.

La semantica della parola Dio si riferisce all’atto di guardare ossia a dei guardiani.

L’Antico Testamento narra la cronaca di una famiglia, quella di un nipote di Abramo (Israeliti), e del suo rapporto con un individuo di nome Yahweh, che potrebbe essere condannato per i numerosi genocidi da lui ordinati.

Se Yahweh non è Dio, ed essendo che nella Bibbia non troviamo neanche il peccato originale, la domanda è: Gesù Cristo di chi era figlio? E se non c’era il peccato originale per cosa è stato mandato?

Molti libri della Bibbia sono copie rielaborate di miti di altre civiltà.

In realtà non sappiamo nulla su chi ha scritto i libri della Bibbia, né quando sono stati scritti, né come.

Le lingue semitiche non hanno vocali, che sono invece state introdotte da un certo punto in avanti e, a seconda di come sono inserite, una parola può cambiare completamente di senso.

Quando nella traduzione in Italiano troviamo la parola Dio, significa che nell’originale ebraico c’è il termine Elohim (che non sappiamo cosa significa esattamente), e così per altri termini:

Dio: Elohim (non sappiamo che significa, ma è un termine plurale)
Altissimo: Elyon (“Quello che sta sopra”)
Signore o Eterno: Yahweh
Spirito: Ruach (non sappiamo che significa)
Gloria: Kavod (non sappiamo che significa)

La storia di Adamo ed Eva racconta la nascita di Adamo ed Eva attraverso un intervento di ingegneria genetica, come affermano anche diversi esegeti ebrei dopo lo studio del Talmud.

Gli “angeli” è la traduzione di un termine che in realtà si riferisce a esseri mortali e pericolosi.

Elohim è un termine al plurale (al singolare sarebbe Eloah) retto da un verbo al plurale, eppure viene spesso tradotto con la parola “dio” e retto da un verbo al singolare.

Yahweh risulta essere un capo ma tra i meno importanti e che spesso deve sottostare al volere di altri capi.

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