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È nell’attimo presente che noi diventiamo padroni del nostro destino, divenendo costruttori attivi attraverso il potere della scelta da compiere.

 

Nel presente io compio. Nel presente io sono radicato.

Eppure il nodo di aggancio ci sfugge, la gemma preziosa capace di colorare di nuove sfumature il domani è come se risultasse invisibile ai nostri occhi e al nostro cuore. Presi come siamo dall’accadere degli eventi, dalla frenetica quotidianità, rimaniamo totalmente immersi nell’inconsapevolezza di ciò che siamo. Ci muoviamo come macchine impazzite, nell’attesa del domani, orientandoci a partire da tracce silenziose solcate in noi dall’esperienza, nel moto altalenante e perenne dell’eterna tensione tra passato e futuro. Senza fermarci, senza spegnere per un solo minuto il motore per prendere fiato e scrutare il paesaggio che ci circonda, non abbiamo il tempo necessario per comprendere se il viaggio che stiamo compiendo sta affaticando le nostre membra e la nostra mente, e se la corsa vorticosa potrebbe farci perdere di vista i giusti segnali sbagliando direzione.

Cosa ci sfugge affinché la nostra vita si accenda e proceda in modo consapevole? L’essere presenti a sé, nel qui ed ora, nell’adesso delle cose, nel fluire dell’energia dell’attimo presente. È lì che si realizza ogni cosa. È in quel luogo in cui non esiste tempo lineare che si realizza il grande miracolo dell’esistenza: il cambiamento.

Un cambiamento di orizzonte, di possibilità di aprirsi all’accadere delle cose che ci aspettano e, nel mentre, essere centrati nella consapevolezza di come il passato sta agendo in modo invisibile, nel momento di vita presente. È il riscoprire in se stessi quell’energia di immanenza che alberga dentro di noi, la nostra componente più vera che riesce ad avere un’ampia vista sul mondo, ma al contempo guarda a sé in modo concreto rendendoci coscienti di essere noi, in questa vita, in questo mondo, in questo momento, in quella determinata veste. È ciò che ci eleva dalla materialità delle cose, degli eventi, delle situazioni, liberandoci dall’inganno dei legami energetici dei sensi, e ci fa innalzare a livello vibratorio verso frequenze di pensiero e di sentire che non ci staccano dalle cose, ma che al contrario, permettono di avere una visione più allargata nei confronti di esse.

Uno sguardo che non fissa e non si orienta più in maniera orizzontale, partendo dalla concretezza, ma si eleva verso la verticalità permettendoci di evolvere e di comprendere il senso di ciò che ci è accaduto per prenderne insegnamento e per gestire la vita in modo completamente diverso dal passato, partendo dall’ora, unico tempo che realmente esiste per noi.

L’attimo presente è ciò che permette di cambiare tutto ciò che siamo stati fin oggi e di costruire qualcosa di veramente straordinario, poiché nel momento in cui noi entriamo in questo stato di assoluta consapevolezza della sfera profonda del nostro sé, tocchiamo con mano quella presenza che ci rende vivi e che è la nostra componente più pura, ovvero l’anima. Si sganciano i legami con la mente pensante e le identificazioni, e la vita torna a fluire non più sotto il dominio delle credenze, dei programmi e degli automatismi, ma al contrario viene guidata e inizia a esprimersi attraverso quell’anelito profondo che è la nostra componente prima, la frequenza assoluta, l’incipit che ci collega alle frequenze poste fuori di noi, ma che al contempo sono in noi.

È nell’attimo presente che noi diventiamo padroni del nostro destino, divenendo costruttori attivi attraverso il potere della scelta da compiere.

 

Carmen Di Muro, estratto dal libro Anima Quantica

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