Intervento di Erica F. Poli al convegno Cancro e Anima (Milano, 10 aprile 2016) – organizzato da Anima Eventi.

Erica F. poli è autrice, tra gli altri, del libro Anatomia della Coscienza Quantica reperibile anche online a questo link:

Libro-Quantica-Poli

 

Tra gli argomenti del video:

Siamo primariamente una entità di carattere energetico-emotivo.

Tra la materia e lo spirito esiste un rapporto profondamente intrecciato.

Con una diagnosi oncologica la persona entra in uno stato di paura di quello che il cancro le porterà in termini di rischio di vita e di cure chemioterapiche.

La diagnosi è la descrizione di un fatto attuale: descrivo che cosa si evince da un esame. Ci sono studi che dimostrano che il modo in cui si comunica la diagnosi può influenzare il sistema immunitario del paziente.

La prognosi è il tentativo di fare una predizione. La prognosi si basa su delle statistiche ma nessuno ha la certezza di rientrare o meno in tali statistiche.

La paura trova la sua antagonista o compassionevole teraputa nella coscienza.

La coscienza è collegata a quanto potere mi do e mi riconosco, nonostante la diagnosi.

Chi intraprende un percorso di guarigione accetta la diagnosi ma in un certo senso rifiuta la prognosi, perché si permette di pensare che potrebbe accadere qualcosa di diverso se aggiunge altre scelte al suo percorso.

Perché alcuni si ammalano e altri no? Finché il paradigma è solo quello materialista non è possibile rispondere esaurientemente a tale domanda, perché tale paradigma è fondato sulle statistiche, mentre ogni persona è un essere unico.

La medicina fino a oggi si è dedicata allo studio delle molecole e dei recettori, oggi ci chiediamo: come fa una data molecola a riconoscere proprio quel dato recettore?

Nel nuovo paradigma, oltre alle emozioni stiamo integrando anche il piano delle energie.

Quello che noi consideriamo reale è filtrato dai nostri sensi e in questo senso può essere diverso da come oggettivamente è.

La fisica moderna rappresenta la materia non come qualcosa di esterno a noi, ma come una danza di onde e di probabilità che attraverso l’osservatore prende una determinata manifestazione.

La guarigione potrebbe essere allora la capacità di allinearsi con un campo che è al di sotto di quella percezione. Molti guariti riescono a spostarsi dalla percezione ordinaria e a sintonizzarsi con un campo di possibilità più amplio.

Sappiamo dai libri di medicina che una certa molecola si lega a un dato recettore e da questo deriva una serie di conseguenze. Oggi sappiamo che per esempio ci sono processi che accadono in modo istantaneo e non locale (come nel Ciclo di Krebs, nella sintesi della clorofilla, nell’organizzazione del DNA). Le proprietà quantistiche giocano dunque un ruolo nei processi di vita.

L’acqua ionizzata si comporta come un diapason risonante e lo stesso potrebbe dirsi del nostro corpo in totale, essendo prevalentemente composto di acqua.

Il DNA è da considerarsi come un’antenna oscillante, come se fosse un condensatore di energia sensibile alle oscillazioni del campo.

Nella sua zona regolatoria, il DNA è ancora un mistero.

Ci sono studi che dimostrano gli effetti dell’intenzione conscia sul DNA umano.

Numerosi studi avvalano l’ipotesi che ci sia una coscienza sottosctante i processi biologici.

Relativamente alla guarigione, essa accade in base alla propria coscienza. La malattia in fondo è un evento destrutturante.

La guarigione quantita può essere rappresentata come un triangolo composto da: conscio, inconscio, superconscio.

Il corpo possiede un’intelligenza quantistica che è ben al di là dei processi mentali consci. Non si può pensare che trovando il significato della malattia allora questa passerà. Cercare il significato significa che ora devo rispondere a questa situazione ma non perché l’ho “capita” ma perché in me un’istanza più profonda collegata al superconscio si attiva e prende il sopravvento.

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