Intervento di Pier Mario Biava al convegno Cancro e Anima (Milano, 10 aprile 2016) – organizzato da www.AnimaEventi.com

Tra gli argomenti del video:

Il DNA da solo non può fare nulla ma per esplicarsi necessita di un codice in grado di regolare la sua espressione genica e tale codice è di carattere epigenetico (cioè connesso ai fattori ambientali).

Si è visto che le sostanze cancerogene non riescono ad agire durante l’organogenesi. Una volta formati gli organi, tornano invece a produrre i loro effetti.

Attraverso appositi fattori c’è la possibilità di regolare l’espressione genica. Per esempio, la proteina P53 ha effetto oncosoppressore.

Le cellule tumorali hanno i recettori delle cellule staminali e quindi possono essere individuate in modo specifico, senza coinvolgere le cellule sane.

Le cellule tumorali possono essere ridifferenziate e sostituite da cellule sane senza lasciare cicatrici.

A livello scientifico la via prevalente non è più la chemio e la radioterapia, ma la riprogrammazione delle cellule tumorali, tuttavia occorre tempo per aggiornare i protocolli.

Le cellule tumorali in qualche modo modo hanno perso il loro senso. Usano un tipo di linguaggio diverso rispetto alle altre cellule del nostro corpo, ossia il linguaggio che usa l’embrione per formarsi.

Spesso gli ammalati che non guariscono sono quelli che non sono in grado di attuare un cambiamento che avrebbero voluto attuare.

Il cancro è la malattia tipica di questo secolo, perché questo è un secolo che ha perso il senso. Successo, potere e denaro non danno il senso alla vita, eppure la nostra cultura si focalizza solo su questo.

Quando perdiamo il senso e la voglia di vivere, alla fine ci ammaliamo e non riusciamo a guarire.

Nel momento in cui si formano gli organi (durante l’organogenesi), abbiamo la possibilità di studiare il codice epigenetico nella sua totalità, che è il codice della vita.

Le cellule staminali possono rigenerare i tessuti, prevenire malattie croniche degenerative, e prevenire e curare numerose patologie.

Quello che si è scoperto è che durante il trapianto delle cellule staminali ciò che dava beneficio erano i fattori dovuti alle cellule trapiantate e non le cellule in sé, quindi il trapianto non è necessario.

Questi meccanismi legati al codice epigenetico ci aiutano a prevenire l’invecchiamento, facendo in modo che la cellula si riproduca senza danneggiarsi. Al contrario, possiamo indurre la differenziazione cellulare e indurre l’apoptosi come nel caso delle cellule tumorali.

Ci hanno insegnato che la vita accade a seguito di una serie di eventi co-casuali. In realtà essa si forma su altri presupposti e basi che si estrinsecano attraverso una fitta rete di informazioni.

La medicina spesso si focalizza solo su meccanismi delimitati, ignorando i meccanismi più ampli che sottendono la vita.

Quando diamo loro le opportune informazioni, le cellule staminali si differenziano anche senza l’ausilio delle altre molecole.

Le cellule usano suoni che si diversificano in relazione alla loro temperatura e mediante i quali esse comunicano.

Per il comportamento delle cellule, contano tutti i fattori, le molecole, i pensieri, le emozioni…

Il nostro organismo funziona come un’unica rete cognitiva dove mente e corpo sono strettamente connessi.

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