Carla Perotti presenta il libro La Madre dei Mondi (Ed. La Grande Via). Milano, Libreria Gruppo Anima, 4 dicembre 2016. A cura di AnimaEventi.com

Tra gli argomenti del video:

Quello di Mère è un messaggio profondamente importante, che ci invita ad accorgerci di un’altra dimensione oltre quella apparente.

Parlare di Mère, tuttavia, è difficile, perché è un po’ come parlare dell’aldilà.

Mère sapeva che l’uomo così come lo conosciamo oggi non è giunto al termine della propria evoluzione. L’uomo di oggi non ha ancora avuto accesso al sovramentale.

La mente non è il nostro strumento superiore, lo è invece la natura, che è saggia.

Ciò che è vitale per noi, il piano della vita, che è quello più accessibile, viene dal basso.

Ci sono persone che hanno sottomesso il proprio vitale alla disciplina.

Sottomettendosi alla disciplina, le persone entrano in rapporto con l’immensità.

Sono rare le persone che aspirano a una conoscenza superiore e che attraggono a sé le forze dei regni superiori.

Aurobindo dice che non è l’anima a soffrire. Il dolore dell’essere psichico è il dolore del resistere da parte della nostra natura alla realtà divina. Siamo sempre nella resistenza, e questo crea dolore.

L’attaccamento all’oggetto del desiderio crea un conflitto tra l’anima e la natura vitale.

La salvezza sta nel guardare, nel rendersi conto delle proprie tendenze e decidere di cambiare direzione.

Quando l’essere interiore si risveglia e si diventa consci del Sé, del vitale interiore, ci si può intonare più facilmente alla volontà divina.

L’incontro tra Mère e Aurobindo fu diretto dal destino, perché certe cose devono semplicemente accadere.

Per trasformare il mondo bisogna trasformare la coscienza dell’uomo.

Lo scopo dello Yoga è quello di sollevare l’essere umano dalla coscienza della mente ordinaria soggetta al controllo della natura vitale e materiale.

C’è un altro tempo, che è il tempo degli universi paralleli, il tempo metafisico dove ogni cosa è collegata.

Dobbiamo lavorare, perché ci troviamo in un momento rischioso e pesante, ma possiamo fare molto.

Siamo tutti interconnessi e facciamo parte di una rete.

Possiamo riprogrammare il nostro corpo nel silenzio e anche nella preghiera.

Non solo siamo schiavi della ragione, ma anche profanati da tendenze che ci inducono a costruire un muro per mettere al riparo la personalità.

L’anima deve regnare sovrana sulla forma.

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