Cristina Dobrea ci parla dell’importanza di lavorare sulle proprie emozioni.

La Dott.ssa Dobrea è Medico Psichiatra e Psicoterapeuta. Riceve a Milano presso EFP Group – Emotional Freedom Psychobiology, il Centro di Terapie Integrate diretto dalla Dott.ssa Erica F. Poli.

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Le emozioni sono una reazione neurofisiologica e la loro memoria si radica nel corpo non in modo singolo, ma organizzandosi in sistemi che Stanislav Coex definiva “coex”.

In uno stesso coex sono condensati vari ricordi della vita che hanno al loro centro la stessa tonalità emotiva e medesime sensazioni fisiche.

Per esempio, una esperienza di rifiuto ci riporta a tutte le esperienze contenute nello stesso coex, compresa la prima esperienza di quel tipo provata, alla quale inevitabilmente regrediamo quando riviviamo quel tipo di emozione.

Lavorare sulle emozioni vuol dire dunque lavorare sul nucleo di questi coex.

I coex si formano perché tendiamo a trattenere dentro di noi le emozioni e a non farle fluire.

Le emozioni in realtà non possono nuocerci, anche quelle negative. Il loro scopo ultimo è di riportarci all’equilibrio. Per esempio la paura serve a preservarci da un danno. La rabbia ci dice che c’è stata una ingiustizia o qualcosa o qualcuno che ci impedisce il raggiungimento di un obiettivo.

Le emozioni sono dei messaggeri e quello che ci fa soffrire è soprattutto non ascoltarle e trattenerle dentro di noi.

Affrontare le proprie emozioni e i pattern che ci condizionano nel profondo significa fare un percorso evolutivo su di sé, lasciar andare le emozioni trattenute di modo che non influenzino più la nostra realtà e diventare liberi di essere pienamente se stessi.

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