Intervento di Daniela Puzzo al convegno I Nuovi Paradigmi della Medicina Integrata (21 Maggio 2016, Policlinico di Catania)
Tra gli argomenti del video:

La meditazione non è una tecnica di rilassamento ma una pratica che coinvolge tutti i piani dell’individuo.

Lo scopo iniziale della meditazione era favorire la crescita spirituale.

La meditazione ha trovato un grande spazio fra le persone comuni grazie agli interessi del pubblico negli ultimi anni che la considera no strumento per rilassarsi e affrontare lo stress.

La meditazione viene usata in molti approcci della medicina integrata e nei programmi terapeutici per coadiuvare la guarigione relativamente a diverse patologie di carattere fisico ma anche psichiatrico.

Dal punto di visto scientifico non abbiamo studi approfonditi, inoltre i campioni analizzati sono poco numerosi, e inoltre gli effetti possono cambiare anche in base al tipo della tecnica.

Una difficoltà viene dalla definizione di meditazione stessa: cosa significa meditare? Come inserire la meditazione in uno studio scientifico? Come classificarla?

Una aiuto viene dal prendere in considerazione diversi tipi di meditazione, distinguendoli l’uno dall’altro (Vipassana, Trascendentale, ecc.).

In tutte le esperienze della meditazione il soggetto deve operare il distacco e restare nella consapevolezza di sé.

Elementi in comune sono: il controllo del corpo e del respiro, il controllo dell’attenzione, fino a coinvolgere aspetti di carattere spirituale.

Qualunque sia la posizione scelta per la meditazione, è importante che la schiena rimanga in posizione eretta.

Il respiro è fondamentale.

Dal punto di vista neurologico la parte più studiata è il controllo dell’attenzione.

L’attenzione si può focalizzare in base al tipo di tecnica, usando un oggetto esterno come un mandala, un mantra, o non usando alcun oggetto, o restando aperti a qualunque sensazione che si presenta nel omento presente.

L’obiettivo è calmare e spegnere l’attività mentale, il pensiero e il ragionamento logico.

La maggior parte degli studi scientifici è stata fatta sulla Meditazione Trascendentale. A seguire la Minfulness e altri tipi di meditazioni yogiche.

Sono state misurate modifiche su: frequenza cardiaca, pressione arteriosa, livelli di colesterolo, e nell’uso delle aree cerebrali.

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