Giulia Cavalli ci invita a uscire dagli schemi del “povero me!”. La Dott.ssa Cavalli è psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista. Riceve a Milano presso EFP Group – Emotional Freedom Psychobiology, il Centro di Terapie Integrate diretto dalla Dott.ssa Erica F. Poli (maggiori info su: www.ericapoli.it)

 

Capita a tutti di avere emozioni che fanno soffrire o sintomi nel corpo che fanno stare male.

Spesso crediamo che la nostra prospettiva sul mondo sia oggettiva, ma è importante rendersi conto che il modo con cui guardiamo alla realtà e a noi stessi dipende da una prospettiva personale.

Gli schemi mentali e il modo con cui guardiamo alla realtà ci sembrano normali e scontati, perché è il modo con cui abbiamo sempre guardato le cose, ma possiamo fermarci e accorgerci che il nostro modo di pensare è semplicemente il “nostro”.

Esistono, dunque, altre visioni oltre alla nostra visione. In caso di patologie e sintomi, dobbiamo stare attenti a non catalogare la nostra o altrui situazione in base alla patologia, né a rafforzarla dicendo “poverino!” oppure “povero me!” sennò rischiamo di rafforzare quello stesso schema, che non ci permette di vedere la bellezza di quello che stiamo affrontando.

Noi non siamo dei “poverini”, né i nostri sintomi, pensieri o emozioni, ma siamo qualcosa di più grande, che è oltre il nostro “disturbo”.

Dunque, mettiamo da parte la sindrome del “poverino” e cerchiamo di capire cosa ci sta insegnando la situazione, e impariamo noi stessi per primi a uscire dagli schemi.

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