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Chi è consapevole del proprio respiro e dei segnali proveniente dall’interno del proprio corpo è più empatico verso gli altri. Lo dimostra uno studio di Cambridge.

 

Vuoi metterti nei panni degli altri in modo efficace? Prova a respirare profondamente.

Un nuovo studio ha scoperto che le persone che tendono a essere più a contatto con se stesse attraverso la meditazione o pratiche di consapevolezza sono più empatiche e comprensive verso gli altri.

Secondo la ricerca effettuata al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Cambridge, il processo di respirazione profonda e di presa di consapevolezza degli stati interni del corpo (NdR – come i segnali provenienti dai visceri, ma anche il senso di fame, la cognizione del dolore e delle emozioni) è chiamato “stato di interocezione“. Lo studio (pubblicato a questo link) mostra che le persone che vivono questi stati di interocezione sono più empatiche rispetto a coloro che non sono coscienti delle informazioni provenienti dal proprio interno.

Questo senso acuto di “comprensione sociale” […] è la capacità dell’individuo di ipotizzare i sentimenti, i modelli, le emozioni e le ragioni di altre persone, che il team di ricerca ritiene essere conseguenza dell’aver aumentato le proprie abilità interocettive.

I ricercatori hanno effettuato uno studio su 72 partecipanti diversi. Per valutare le loro abilità interocettive, hanno chiesto ai partecipanti di contare i propri battiti cardiaci durante un periodo di tempo assegnato. La squadra ha poi misurato i battiti cardiaci effettivi dei partecipanti. Chi ha effettuato conteggi più precisi è stato considerato più interocettivo.

Il gruppo di studio ha quindi mostrato ai partecipanti video di eventi e di occasioni, con risposte a scelta multipla. Alcune delle clip mostravano facce di persone con domande tipo “Come si sente Lucy?”, mentre altre clip presentavano domande tipo “In questo filmato il clima è freddo?”.

I risultati della prova hanno mostrato che i partecipanti con le migliori abilità intorecettive sono stati più bravi nell’individuare le emozioni delle persone rispetto a coloro che non hanno mostrato le stesse abilità.

Quindi, la prossima volta che vi chiederete cosa sta provando un amico o un famigliare, chiudete gli occhi e fate un respiro profondo prima di saltare alle conclusioni.

McKinley Corbley per www.goodnewsnetwork.org

Tradotto da Redazione Anima.TV

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