Conferenza di Maurizio Cinà, autore del libro Architettura Quantica – La lettura dell’evento architettonico in ottica quantistica (Anima Edizioni). Il libro è disponibile in tutte le librerie o via web a questo link.

Libro-Cina-Architettura-Quantica

 

Tra gli argomenti del video:

L’architettura di oggi può comprendere la visione della fisica quantistica e dare luogo a un’architettura quantica.

Le nuove architetture europee hanno bisogno di una chiave interpretativa moderna che è appunto la chiave della fisica quantistica.

La fisica dei quanti da una parte ha dato avvio alla fine del mondo deterministico e delle grandezze osservabili continue, e dall’alta ha introdotto, oltre alla discretizzazione delle grandezze che osserviamo, anche il concetto di probabilità e indeterminazione.

In realtà esiste sempre un’interazione tra l’opera architettonica e chi la osserva; da questa osservazione può nascere una modifica del contesto architettonico.

Einstein ci ha rivelato che lo spazio-tempo ha un suo movimento a spirale (campo di torsione). La stessa fisica quantistica ha messo in discussione la linearità del tempo.

Siamo abituati a considerare gli eventi inseriti nel tempo in modo lineare, ma in realtà possiamo comprendere meglio gli accadimenti se li inseriamo in un andamento a spirale.

La spirale si ritrova in tutte le forme della natura, dal macrocosmo (le galassie) al microcosmo (il DNA).

La progettazione dell’architettura oggi usa sistemi di interazione digitali. Il “datascape” è un algoritmo che elabora i dati inseriti nel computer e li fa interagire con il “paesaggio”.

Possiamo creare oggetti materiali che cambiano e si trasformano in base all’interazione con l’ambiente.

La ragione non è capace di creare forme nuove ma utilizza quelle pre-esistenti. L’innovazione richiede invece una specie di salto quantico che mette in connessione con un campo informativo globale dove esistono tutte le informazioni.

La geometria frattale si ritrova in ogni aspetto della natura e possiamo avvalercene in architettura per sostenere canoni estetici più armonici.

Abitare è l’incontro tra l’inconscio delle città e l’inconscio degli abitanti.

Tutti noi interagiamo con l’ambiente e contribuiamo a crearlo.

Oggi grazie alla tecnologia e agli algoritmi matematici possiamo progettare un ambiente architettonico in modo che si modifichi in tempo reale in base alle interazioni con chi lo vive.

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