Intervento di Chantal Dejean al convegno Dialoghi sulla Coscienza, organizzato da Centro Mosaica a Lido di Camaiore (LU) il 6-7-8 aprile 2018.

 

Tra gli argomenti del video:

Nella nostra società la morte è sentita come un tabù: non se ne parla, quasi portasse sfortuna.

Per gli antichi Egizi questa vita era funzionale a una vita successiva.

Nel momento della morte, diverse persone si ritrovano in una dimensione parallela dove non sanno come muoversi, non essendosi mai preparate a questo passaggio.

La morte non esiste così come non esiste la nascita, nel senso che sono delle porte attraverso cui passiamo.

Il nostro essere esiste prima di nascere. Il veicolo fisico e la personalità sono gli strumenti per attraversare la dimensione materiale.

Anche nell’aldilà esiste una vita dove continuiamo a lavorare e a instaurare rapporti, ma avviene su piani più sottili e luminosi. Essendo questa una dimensione di luce e di amore, scegliamo di scendere nella dimensione terrestre per sperimentare la dualità e in questo poter crescere.

L’anima si sceglie il percorso di vita che affronterà sul pianeta. Sceglie i genitori in base alla sua necessità di crescita e così fa lo stesso con l’ambiente. Non sempre si sceglie situazioni facili, anzi più ha voglia di crescere e più si mette in situazioni di prova, dove imparare a perdonare e ad amare.

L’anima discende nella materia, rivestendosi dei vari corpi, e perde memoria di cosa era prima di nascere. Il velo dell’oblio è necessario perché sarebbe troppo difficile vivere in Terra ricordando la vita degli altri mondi, e sarebbe altrettanto difficile mettersi alla prova veramente.

L’anima sceglie non solo come nascere ma anche come andarsene. La decisione in genere avviene qualche mese prima.

I primi tre giorni dopo la morte siamo ancora presenti nella dimensione materiale, siamo vicino al nostro corpo fisico e cerchiamo di consolare i nostri cari.

Dopo tre giorni ci spogliamo del corpo eterico, questo è connesso al corpo fisico ed è il motivo per cui i primi tre giorni dopo la morte il corpo del defunto non andrebbe toccato.

Passati tre giorni, entriamo nel mondo astrale, ma questo mondo risponde molto facilmente alle nostre emozioni e alle nostre credenze, materializzandole.

Gli ultimi istanti prima della morte sono molto importanti perché le emozioni e lo stato d’essere in cui ci troviamo sono quelle che caratterizzeranno i passaggi nei mondi successivi.

Chi è molto attaccato alla materia non riesce ad andare nei mondi superiori. Sono i casi in cui le anime rimangono attaccate alle cose materiali e possono verificarsi infestazioni di spiriti nelle case.

Alcuni rimangono come in un limbo, dovuto al fatto che sono trattenute dalle persone che le amano e le chiamano a sé. È importante lasciar andare le persone che abbiamo amato.

Dopo che abbiamo superato la fase astrale e ci siamo spogliati del livello emotivo, ci muoviamo verso il livello mentale, dove con l’assistenza di altri esseri possiamo rianalizzare la nostra esistenza.

Il livello successivo è un livello buddhico, dove ritroviamo la nostra vera identità e il nostro vero sé.

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