Conferenza di Salvatore Brizzi, autore del libro La Via della Ricchezza – Il Denaro al Servizio dell’Umanità (Anima Edizioni).

Il libro è disponibile in tutte le librerie o tramite web a questo link.

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Di Salvatore Brizzi segnaliamo anche il video-corso digitale “Trovare lo Spirito nel Denaro” dedicato al tema della ricchezza. Disponibile qui.

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Tra gli argomenti del video:

La maggior parte delle persone fa le cose per soldi.

Le persone che criticano di più coloro che guadagnano denaro facendo gli scrittori sono in genere proprio quelle che fanno un certo lavoro solo per ricavarne del denaro.

Allo stesso modo viene criticato chi si fa pagare per fare il terapeuta, e così via.

Se fai qualcosa per passione, indipendentemente da quanto guadagnerai, non puoi accumulare astio e giudizio verso chi guadagna.

Se la mattina sei felice di alzarti, quello è il sintomo che stai facendo qualcosa che è in linea con la tua passione.

Le persone sono convinte che Berlusconi abbia costruito quello che ha costruito solo per soldi. La realtà è che una persona che ha un certo successo non fa le cose per i soldi, semmai può essere per il gusto del potere, che è un altro discorso.

Le cose vanno offerte per dono, cioè gratuitamente. Significa offrire qualcosa perché ci si sente di offrirlo.

Gesù non era affatto povero né economicamente né culturalmente.

Essere “spirituali” non significa rifuggire i soldi, ma non farsi guidare dai soldi nelle proprie scelte.

Il denaro è un dovere, non un piacere. Il denaro va slegato dal piacere.

Il monaco guerriero di una volta non combatteva per il piacere di farlo o perché mosso dall’odio, ma per dovere.

La ricchezza è intesa come un servizio: i soldi arrivano se sai dove essere utile. Mettersi al servizio significa lavorare per il miglioramento.

Bill Gates, Steve Jobs e altri come loro si sono fatti carico di una certa responsabilità, che potevano affrontare solo loro. Non è mai una questione di fortuna, ma di prendersi la responsabilità che ci compete.

Chiediamoci: a quante persone sono utile in questo momento della mia vita?

Una persona ricca è una persona che prima di tutto è realizzata.

Perché viviamo in un mondo dove le persone non si alzano dal letto felici di andare a lavorare?

Che dire di chi ha un certo talento o meno? A un livello base possiamo tutti imparare a fare delle cose, ma avere un talento speciale è un’altra cosa.

Tutto quello che facciamo nella nostra vita ci prepara alla nostra missione, anche quando sembra che si tratti di qualcosa di completamente diverso.

Si può diventare ricchi per aiutare la propria nazione.

Stiamo vivendo una fase evolutiva di “ribellione”, dove “l’io” e l’individualità rappresentano la fase di uscita dal “dogma”, ma molti di noi sono andati oltre e si stanno muovendo verso un nuovo senso della “collettività”.

L’aspetto economico legato alla fase “dell’io” rispecchia il fatto che la persona guadagni solo per se stessa, e non per la patria o il bene comune.

I prossimi passi evolutivi sono il passaggio dall’io all’uno. In realtà non siamo mai andati indietro, ma stiamo andando avanti per lasciarci alle spalle il dogmatismo.

Oggi nessuno ti costringe ad amare la “patria” o a seguire il Cristianesimo, se lo fai è per una tua scelta e una tua consapevolezza maturata oltre il dogmatismo.

Mettersi al servizio significa chiedersi ogni mattina: cosa posso fare oggi per migliorare l’umanità?

Andando a letto la sera, chiedersi: oggi grazie a ciò che ho fatto, il mondo è un posto migliore oppure no?

L’economia non funzionerà finché le persone non si mettono al servizio, invece di cercare sempre di prendere.

L’egoismo è tuttavia una fase di passaggio necessaria.

Il passaggio successivo è l’amor proprio. Quando ho amor proprio non devo dimostrare più niente a nessuno. Quando invece non mi amo e mi disistimo, cerco di accumulare e trattenere denaro.

Solo chi è cosciente della propria potenza può permettersi di essere umile. Chi si disistima non potrà mai essere umile e quindi non riuscirà a mettersi al servizio.

Il vero servizio e la vera umiltà nascono da una grande amor proprio.

Quello che accade nella vita privata e che riguarda la personalità non c’entra con il servizio. Il servizio va portato avanti a prescindere.

I Maestri non mettono l’attenzione sulla personalità e sui problemi psicologici della personalità. Sistemare la personalità è nostro compito, mentre ci occupiamo del servizio.

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