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Tu sei felice?

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Se la tua vita ti sembra una strada grigia, senza fine, puoi sforzarti di trovare l’unico fiore o l’unico filo d’erba cresciuto sul ciglio, perché ce n’è sempre uno.

 

Tu sei felice? Che valore ha la felicità nella tua vita, che spazio occupa? Ne occupa uno, di una qualche dimensione?

Mi sono interrogata a lungo sulla felicità nella mia vita e una certezza ce l’ho: La felicità non è gratis! Implica una ricerca continua, uno sforzo costante e tanta fatica, ma è possibile e la felicità a cui mi riferisco io trasforma profondamente la coscienza umana.

Uno dei miei insegnanti, il prof. Mosconi, usava descrivere la sofferenza umana raccontando una piccola metafora, divenuta famosa fra tutti i suoi allievi, che proverò a raccontare con parole mie: ci sono due uomini, il primo dei quali ha un borsellino pieno di monete, ma per qualche motivo, non riesce ad aprire la cerniera per spenderle come desidererebbe e questo lo fa soffrire; il secondo uomo ha un borsellino con poche monete, ma riesce ad aprirne e chiuderne la cerniera a suo piacimento, quindi, pur avendo poco denaro, lo fa fruttare come desidera e questo lo gratifica molto.

Arriva un momento nell’esistenza umana in cui le potenzialità, che per me sono le potenzialità dell’Anima, premono per essere espresse. Una parte della coscienza intuisce di avere tutte le risorse, ma poiché la personalità ha bisogno di conferme e non ama essere messa in discussione per crescere, oppone tutte le resistenze di cui è capace al cambiamento. Questo è il conflitto a cui siamo soggetti.

Vuoi iniziare a spendere le tue monete? Ci vuole un po’ di coraggio e quel che rischi è di essere più autentico e di iniziare a vivere una vita vera. Io ho deciso di vivere. Vivere per me significa esserci veramente e imparare a esserci sempre di più comprendendo e ascoltando e comprendendo ancora. Il dolore c’è e fa male a tutti, ma serve a scuotere le coscienze, che a un certo punto dell’esistenza non possono far altro che cercare di migliorare la propria condizione.

Da adolescente, come la maggior parte degli adolescenti, anche io ero molto arrabbiata, vedevo tutto nero, mi sentivo tremendamente “sfigata”. Ero schietta e diretta, spesso gratuitamente, così, inevitabilmente, il giudizio che non risparmiavo agli altri è cominciato a tornare indietro: avevo seminato talmente tanta distruttività intorno a me, che non potevo più neppure andare a fare un giro in centro con un’amica, senza venire additata da qualcuno. Una volta un ragazzo che non conoscevo mi ha addirittura sputato addosso, dicendo che avevo “le spine”. Perfino il mio modo di guardare era vissuto come giudicante.

Quando mi sono accorta di ciò che muovevo intorno a me, ho compreso il valore di uno sguardo gentile e amorevole, che andasse oltre al giudizio e che, in quel momento, non ero in grado di offrire a nessuno, tanto meno a me stessa. In quel momento mi sono assunta l’impegno di rendere la mia vita migliore, di cambiarla radicalmente, ho realmente scelto la vita, rispetto alla sua alternativa, che mi attraeva molto.

Non avendo altri strumenti, da autodidatta, ho fatto appello alla mia forza di volontà, decidendo che scientificamente avrei opposto a ogni evento negativo, che fosse oggettivo o solo soggettivamente vissuto, piccolo o grande, e ovunque il mio sguardo si soffermasse, il “lato positivo” della medaglia. Questo mi ha permesso di cambiare il mio atteggiamento e di prendermi, letteralmente, delle “boccate d’ossigeno”.

Ho iniziato da me: ogni mattina mi specchiavo cercando di guardarmi solo gli occhi, in cui intuivo ci fosse qualcosa di buono e mi sorridevo di un sorriso che partiva dal cuore, non mi muovevo finché non lo sentivo sorgere. Nella mia spontaneità questo stratagemma è stato molto utile. Ho ricominciato a ridere, come avevo sempre fatto prima di quel brutto periodo, e le cose intorno a me sono cambiate.

La ricerca del “lato positivo”, nella mia esperienza non ha avuto nulla a che vedere col “pensiero positivo”, di cui spesso ci si riempie la bocca, perché quando rimaniamo solo nell’astrazione del pensiero non abbiamo la possibilità di modificare realmente un atteggiamento o un comportamento negativo che, di solito, essendo strutturato nel tempo, è fortemente ancorato al nostro fare quotidiano. È indispensabile prendere contatto con l’altra faccia della medaglia, anche fisicamente, quando è possibile: se la tua vita ti sembra una strada grigia, senza fine, puoi sforzarti di trovare l’unico fiore o l’unico filo d’erba cresciuto sul ciglio, perché ce n’è sempre uno. Bisogna cercarlo e anche toccarlo e annusarlo.

È importante imparare a svincolarsi dalle menzogne di una visione depressa e depressiva schiacciante, che non lascia spazio alla gioia. Questo spazio va cercato e va trovato, con la forza! Avviene infatti che quelle menzogne producano dolore vero, spesso precipitato nel corpo, sotto forma di sintomi, o sindromi. Come esprimere quella forza? Innanzitutto è necessario decidere di voler prendere in mano la propria vita e questo, che tu lo voglia oppure no, implica una assunzione di responsabilità.

Puoi leggere tanti libri, chiedere aiuto a qualcuno, ma nessuno può offrirti una soluzione preconfezionata, una “formula magica” che risolva i tuoi problemi senza alcuno sforzo da parte tua. Gli altri ti possono offrire dei suggerimenti, appoggio; se chiedi aiuto a un professionista il suo compito consiste nel farti da specchio, stimolandoti in ciò che da solo non riesci a vedere di te, oppure indicandoti dove guardare per fare maggiore chiarezza, ma la vita è la tua.

Ecco che allora il cambiamento non deve essere necessariamente focalizzato in una situazione esterna, come un lavoro, una separazione o un trasferimento, ma può passare attraverso un ascolto profondo di te, che ti consenta la progressiva liberazione dalle maschere che indossi, verso la tua autenticità. Potrai essere felice quando percepirai chiaramente che la tua vita è nelle tue mani, che le tue potenzialità, che sono le potenzialità della tua Anima, fluiscono liberamente, che ciò che hai e che puoi avere è il risultato del tuo fare quotidiano e delle tue scelte che, in fondo, possono renderti sempre più libero, nella misura in cui sarai presente a te stesso.

Se non sai da dove partire riavvolgi il nastro e parti dall’inizio, adesso. Nella tua vita c’è bisogno di te!

Sara Nardini

Estratto dal suo libro Verso L’Anima (Anima Edizioni)

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Sara Nardini ti aspetta a Milano il 12 febbraio 2018 per la presentazione del suo libro Verso L’Anima, tutti i dettagli cliccando qui.

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