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Il progetto “Inclusive Hotel”, creato dal gruppo Best Western Italia con l’Associazione L’abilità di Milano, rende accessibile il soggiorno agli ospiti che hanno disturbi dello spettro autistico, ma anche ai loro famigliari e caregiver.

 

Mediante il progetto “Inclusive Hotel”, il gruppo Best Western Italia e l’Associazione L’abilità di Milano desiderano rendere accessibile il soggiorno agli ospiti che hanno disturbi dello spettro autistico, ma anche ai loro famigliari e caregiver. In questo modo si vuole promuovere una nuova cultura dell’accoglienza.

«Come responsabile di un’azienda – dichiara Giovanna Manzi, amministratore delegato di Best Western Italia – mi pongo quotidianamente l’obiettivo dello sviluppo sostenibile. In questo contesto credo che una società sostenibile debba essere un sistema inclusivo, dove tutti abbiano l’opportunità di crescere, scoprire e viaggiare. Con questa iniziativa, pertanto, ci poniamo un duplice obiettivo: da una parte offrire una possibilità alle famiglie che hanno abbandonato l’idea di viaggiare, dall’altra formare una generazione di professionisti dell’accoglienza il più possibile inclusiva. Siamo orgogliosi di questo nuovo progetto, che amplia il concetto di eccellenza dell’ospitalità e abbiamo trovato nell’Associazione L’abilità il compagno di viaggio ideale per la definizione di un’iniziativa capace di coniugare formazione e approccio scientifico al tema».

La speciale guida che verrà preparata per ogni hotel riporterà tutte le informazioni utili per l’ospite, dagli spazi comuni alla sala colazioni, dalla descrizione delle camere alle facilitazioni a disposizione. Sarà in sostanza il punto di riferimento per l’ospite in albergo, con una sezione dedicata anche alla descrizione del soggiorno in hotel con i simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), dove il testo alfabetico verrà tradotto in simboli.

Gli alberghi offriranno un Sensory Box, ovvero un kit sensoriale con alcuni oggetti utili ad aiutare le persone a rilassarsi e regolarsi nel nuovo ambiente dell’hotel (cuffia antirumore; giochi e oggetti come timer, torcia e mascherina per il buio).

«Ognuno di noi ha la sua ferita. Che cerca di rimarginare, curare, magari nascondere. La ferita di questi genitori è una ferita ancora più esposta e chiede incessantemente di essere guarita. Io, noi, la società siamo chiamati alla vicinanza, all’accoglienza, alla riscrittura di una partitura che non può essere solo definita nei canoni della tragedia». (Carlo Riva, direttore dell’Associazione L’Abilità)

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Redazione Anima.TV

Fonte: http://www.superando.it

Immagini: http://www.vita.it/

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