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La società ti vuole egoico, crea e promuove il tuo Ego, per poterlo controllare e manipolare… Articolo di Alberto Pomari, estratto dal libro Guru di me stesso (Anima Edizioni).

 

Fare esperienza di che cosa sia oscurità è cosa essenziale se si vuol comprendere cosa sia luce. Come si può infatti sapere che cos’è luce essendo sempre immersi nella luce stessa? Nel buio una sola candela è sufficiente a cancellare la cecità. Ecco perché è essenziale occuparsi di crescere nella conoscenza di sé; e per crescere è necessario che la nostra falsa identità, quello che siamo soliti definire Ego, giunga a scegliere di intraprendere un cammino volto a trascendere i confini definiti dai condizionamenti subiti, integrando porzioni sempre più ampie d’inconscio personale e collettivo. Nella vita tutto è relazione, esistono tuttavia due mondi: uno sta “fuori”, l’altro, invece, sta “dentro”.

Quando un bambino nasce, viene da dentro, e nascendo la prima cosa di cui diviene consapevole non è se stesso, ed è naturale che sia così: gli occhi si aprono sull’esterno, il corpo viene toccato, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, gli odori e i sapori attivano i sensi, che sono periferiche aperte verso l’esterno. Così, nascendo, facciamo esperienza degli altri: è nascendo che facciamo sorgere il tu. Là fuori il primo “tu” di cui il bambino diventa consapevole è la madre, che lo tocca, lo accarezza, gli sorride e gli parla, attivando i suoi sensi. Attraverso la relazione con la madre il bambino diviene consapevole, quindi, anche del proprio corpo, che a sua volta appartiene al mondo esterno. Fame, sete, freddo, gli fanno sentire un corpo che viene invece dimenticato quando il bisogno viene soddisfatto. Attraverso la relazione con l’altro il bambino diviene, così, consapevole di se stesso, ma non è davvero cosciente di sé, la sua è solo una percezione riflessa di se stesso, lui è semplicemente consapevole di che cosa la sua mamma pensa di lui: se sorride, se gli parla con dolcezza, se lo accarezza e lo nutre, il bambino è soddisfatto di sé. Il senso di io è figlio della relazione intessuta con l’esterno, è così che nasce l’Ego. L’Ego è dunque figlio di uno spostamento del centro, da dentro a fuori. Tutto quello che l’esterno mi dice diviene Ego; così, io, dimentico del mio Nucleo Centrale di Verità, comincio a costruire un significato positivo di me se là fuori incontro amore, cure, apprezzamento; mentre se nessuno mi sorride e si prende cura di me, il mio Ego diviene, per riflesso, malato, triste e ferito.

Come spiega bene Osho, col passare del tempo alla madre si aggiungono gli altri e il mondo del bambino continua a crescere. È così che l’Ego diventa sempre più complesso, poiché la definizione di sé diviene il sottoprodotto di una serie di opinioni assorbite e fatte proprie per accumulo. L’Ego è necessario, l’Ego è oscurità, senza di lui non possiamo arrivare a conoscere e a fare esperienza del nostro sé autentico. La verità non può essere conosciuta se non attraverso la menzogna, il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso, l’illusorio, il sogno, il Traum, appunto, come abbiamo visto. L’Ego è quindi una conseguenza della relazione con gli altri, con il sociale, è una conseguenza della società che ci circonda. La società è tutto, tranne te. Ti circonda ma non è te. Ti dice come devi essere per non diventare un suo problema, manipola il tuo Ego per renderlo compatibile con la sua morale. Togliere la vita è l’atto più esecrabile che ciascuno di noi possa immaginare. L’omicidio viene punito con le pene più severe, tuttavia, solo in tempo di pace; in tempo di guerra fioccano nastrati dischetti di metallo più o meno prezioso, a seconda di quanti ne hai saputo far fuori, con sprezzo del pericolo per la tua e l’altrui vita. La società ti vuole egoico, crea e promuove il tuo Ego, per poterlo controllare e manipolare; la scuola altro non è se non una fabbrica di pensieri centrati sulle esigenze del mondo che sta fuori, i programmi sono calibrati e mirati a costruire elementi efficienti e adattati, pronti a ripetere le istruzioni. Non importa che tu capisca, importa che tu ripeta. Alla società, a questo tipo di società, non importa che tu raggiunga la conoscenza di te stesso. L’Ego è controllabile, quasi sempre in reazione.

Alberto Pomari

Dal libro Guru di me stesso, Anima Edizioni

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