Swami Gambhira Bodhi, G. Vignando

Swami Bodhi Gambhira all’età di tredici anni, spinto dal desiderio di evasione, fuggì di casa. Era il 1971 e dopo aver girovagato un po’ si fermò presso un circo ambulante dove in breve famigliarizzò e cenò con i componenti di quel gruppo, restando poi a parlare con l’anziano del circo. Molte cose furono dette ma al mattino nulla era focalizzato nella mente di Gambhira. Nello stesso giorno passeggiando per il paese lo sorpresero i carabinieri e lo riportarono a casa. Gambhira pregò il padre di riportarlo in quel posto dove aveva passato la notte, ma con sua grande sorpresa non trovò quel circo che a lui era diventato familiare e nemmeno la gente di quel posto non ne sapeva niente, addirittura negarono la presenza di quella gente anche il giorno prima. Questo non dette pace a Gambhira e da allora, per lui, fu un segno del destino. Incominciò a cercare la spiegazione di quello che gli era successo consultando molte persone più o meno esperte, dai religiosi sino ai sensitivi o cosiddetti medium, ma non ebbe da loro un appagamento nelle risposte. Durante queste ricerche conobbe altre persone che avevano vissuto esperienze simili alla sua ed arrivarono insieme alla conclusione che si doveva cercare dentro se stessi.

1974 – Impararono, così, varie tecniche di meditazione. Trovato un posto tranquillo tra i monti, cinque di loro cominciarono questa avventura di ricerca. Passò un anno e molti risultati individuali si verificarono in loro, ma una risposta alla loro ricerca non uscì appagata, allora decisero di sospendere e così fecero.

1976 – Passò del tempo e ad alcuni di loro tormentava il fatto di non aver risolto il quesito. In particolare, tre di loro ripresero le ricerche contando sulla meditazione che sembrava un metodo valido. Ripartirono per i monti con la speranza, questa volta, di riuscire. Molti furono gli ostacoli da superare e, quando ormai decisi a ritornare alla vita normale, una sera un po’ nuvolosa apparve loro una grande luce. Ritornò in loro una grande voglia di continuare ma questa volta con una gioia nel cuore. Passarono ancora diversi giorni e quella luce riapparve ma questa volta molto più grande e coinvolgente li avvolse tutti e tre e vibrarono dentro di loro dei suoni e videro dei segni che prontamente Erbos (uno dei tre) tracciò a terra con un bastone. Quei suoni e simboli sono stati per lungo tempo studio di Massimo, Erbos e Gambhira.

1978 – Abbandonate tutte le loro attività, lavorando su quello che a loro era stato trasmesso riuscirono ad avere risultati sbalorditivi, era giunto il momento di sistemare e dare un ordine al tutto per poterlo quindi adoperare. I risultati furono altrettanto sbalorditivi ma reali. Incominciarono così a diffondere la loro esperienza. Da qui l’origine del nome Can Tien che significa: vedere la luce. A distanza di anni quel piccolo gruppo imboccò strade diverse.

1980 – Dall’8 maggio per Erbos la meditazione da eremita, per Massimo divulgare il Can Tien oltre oceano, Gambhira è rimasto in Italia dove guida gruppi per divulgare questo meraviglioso metodo.

Gianfranco Vignando ha portato il Can Tien in Lomabardia e opera per favorirne la diffusione in tutta Italia.

Sito web: www.can-tien.org