{"id":10,"date":"2010-06-07T10:53:31","date_gmt":"2010-06-07T10:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/carlodorofatti\/index.php?entry=entry100607-125331"},"modified":"2013-07-14T18:55:17","modified_gmt":"2013-07-14T18:55:17","slug":"13-lesoterismo-degli-scacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/2010\/13-lesoterismo-degli-scacchi\/","title":{"rendered":"13. L&#8217;ESOTERISMO DEGLI SCACCHI"},"content":{"rendered":"<p>La storia degli scacchi \u00e8 millenaria. Indubbiamente ci <b>giungono dall\u2019oriente<\/b>: dall\u2019India, dalla Cina, dalla Persia, ma \u00e8 difficile darne una datazione d\u2019origine precisa. Nella tomba di Nefertari, moglie di Ramsete II, troviamo rappresentata, in un bassorilievo, proprio la regina impegnata nel gioco.<\/p>\n<p>Sappiamo della loro esistenza in India gi\u00e0 da molti secoli prima dell\u2019era cristiana, sotto la forma del \u201cciaturraja\u201d. In sanscrito significava \u201cle quattro parti di un tutto\u201d e il gioco faceva riferimento alle strategie ed alle armi del tempo: fanteria, cavalleria, elefanti e carri di battaglia. Si trattava infatti di un gioco di <b>simulazione bellica<\/b> tra due eserciti in miniatura guidati da un re e da un generale consigliere e costituiti di otto fanti, due cavalli, due elefanti e due carri da guerra.<\/p>\n<p>Tra realt\u00e0 e leggenda, ritroviamo il gioco degli scacchi nelle narrazioni del \u201cLibro dei Re\u201d di Abdul Qazim Hassan, il poeta persiano visse attorno all\u2019anno 1000. Infatti, dall\u2019India il gioco si trasmise in Persia gi\u00e0 nel VI secolo d.C., per poi permeare la <b>cultura araba<\/b>. \u201cShatmat\u201d (scacco matto) \u00e8 una parola persiana\/araba che significa \u201cre ucciso\u201d. Dal mondo arabo, il gioco si diffuse nell\u2019Impero bizantino, in Spagna e quindi in tutta Europa, attraverso mercanti e crociati. Tuttavia, da alcune tracce ritrovate a Pompei, si direbbe che in Italia il gioco fosse gi\u00e0 conosciuto, addirittura dal I sec. a.C.<\/p>\n<p>Il gioco si diffonde in tutta <b>Europa<\/b>, dove subisce una serie di modifiche: per esempio, dall\u2019arabo \u201cfirz\u201d(generale o consigliere) si arriva al francese \u201cfierce \u2013 fierge \u2013 vierge\u201d quindi \u201cvergine\u201d, ovvero la \u201cregina\u201d. Gli elefanti diventano alfieri (dal latino medievale \u201calphinus\u201d) e il carro da battaglia si trasforma in torre (o \u201crocco\u201d, dalla parola araba \u201crukhkh\u201d).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2010\/06\/13_sc1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-137\" alt=\"13_sc1\" src=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2010\/06\/13_sc1.jpg\" width=\"279\" height=\"231\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gioco era prerogativa degli aristocratici, e lo troviamo in ambienti \u201ciniziatici\u201d: veniva considerato uno strumento per lo studio della strategia militare, ma anche un \u201crito\u201d per la divinazione e la propiziazione. Se ne fece risalire l\u2019origine mitica all\u2019eroe greco Palamede.<\/p>\n<p>Il gioco degli scacchi, scienza e arte nel contempo, <b>sviluppa <\/b>l\u2019attenzione, la concentrazione, la memoria, il discernimento e <b>numerose altre qualit\u00e0 dell\u2019intelletto e dello spirito<\/b>. Ed \u00e8 a sua volta una pratica meditativa, esoterica, grazie al ricco simbolismo che \u00e8 metafora degli eventi della vita, della lotta per l\u2019esistenza, della vittoria, della sconfitta, del sacrificio, della vita e della morte. Innalza la mente in una lotta trascendente, nel contesto di uno scenario interiore e sacrale.<\/p>\n<p>Le corrispondenze magiche si rendono evidenti nel <b>simbolismo della scacchiera e dei numeri<\/b>. 8 caselle per lato, per un totale di 64 caselle che si intrecciano nel gioco del bianco e del nero, del bene e del male: simbolismo riproposto nei templi massonici. Il numero 8 rappresenta la completezza dei cicli vitali e la stabilit\u00e0 interiore, e il suo quadrato, il numero 64 ha valore numerologico 10 (6+4), numero fondamentale nella tradizione pitagorica.<\/p>\n<p>Ogni giocatore si muove su 16 elementi, ovvero il quadrato di 4, simbolo della volont\u00e0 umana (che muove i pezzi) e, numerologicamente, 1+6 = 7, simbolo di ogni perfezione ideale cui tendere.<\/p>\n<p>Il fatto di elevare i numeri a potenza indica, nella tradizione orientale, lo sviluppo dei loro significati sul piano macrocosmico. Per cui ecco la doppia lettura dei numeri coinvolti nel gioco che si trasforma in una rappresentazione dell\u2019ordine naturale e cosmico.<\/p>\n<p>Ogni movimento \u00e8 un atto di creazione inserito in <b>un\u2019alchimia complessa di moti possibili<\/b>, di contrasti e di alleanze, riflessi di meccaniche cosmiche e nel contempo di percorsi evolutivi personali&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia degli scacchi &egrave; millenaria. Indubbiamente ci <b>giungono dall&rsquo;oriente<\/b>: dall&rsquo;India, dalla Cina, dalla Persia, ma &egrave; difficile darne una datazione d&rsquo;origine precisa. Nella tomba di Nefertari, moglie di Ramsete II, troviamo rappresentata, in un bassorilievo, proprio la regina impegnata nel gioco.<\/p>\n<p>Sappiamo della loro esistenza in India gi&agrave; da molti secoli prima dell&rsquo;era cristiana, sotto la forma del &ldquo;ciaturraja&rdquo;. In sanscrito significava &ldquo;le quattro parti di un tutto&rdquo; e il gioco faceva riferimento alle strategie ed alle armi del tempo: fanteria, cavalleria, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/carlodorofatti\/images\/13_sc2.jpg\" width=\"292\" height=\"229\" border=\"0\" alt=\"\">elefanti e carri di battaglia. Si trattava infatti di un gioco di <b>simulazione bellica<\/b> tra due eserciti in miniatura guidati da un re e da un generale consigliere e costituiti di otto fanti, due cavalli, due elefanti e due carri da guerra.<\/p>\n<p>Tra realt&agrave; e leggenda, ritroviamo il gioco degli scacchi nelle narrazioni del &ldquo;Libro dei Re&rdquo; di Abdul Qazim Hassan, il poeta persiano visse attorno all&rsquo;anno 1000. Infatti, dall&rsquo;India il gioco si trasmise in Persia gi&agrave; nel VI secolo d.C., per poi permeare la <b>cultura araba<\/b>. &ldquo;Shatmat&rdquo; (scacco matto) &egrave; una parola persiana\/araba che significa &ldquo;re ucciso&rdquo;. Dal mondo arabo, il gioco si diffuse nell&rsquo;Impero bizantino, in Spagna e quindi in tutta Europa, attraverso mercanti e crociati. Tuttavia, da alcune tracce ritrovate a Pompei, si direbbe che in Italia il gioco fosse gi&agrave; conosciuto, addirittura dal I sec. a.C.<\/p>\n<p>Il gioco si diffonde in tutta <b>Europa<\/b>, dove subisce una serie di modifiche: per esempio, dall&rsquo;arabo &ldquo;firz&rdquo;(generale o consigliere) si arriva al francese &ldquo;fierce &ndash; fierge &ndash; vierge&rdquo; quindi &ldquo;vergine&rdquo;, ovvero la &ldquo;regina&rdquo;. Gli elefanti diventano alfieri (dal latino medievale &ldquo;alphinus&rdquo;) e il carro da battaglia si trasforma in torre (o &ldquo;rocco&rdquo;, dalla parola araba &ldquo;rukhkh&rdquo;).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/carlodorofatti\/images\/13_sc1.jpg\" width=\"279\" height=\"231\" border=\"0\" alt=\"\">Il gioco era prerogativa degli aristocratici, e lo troviamo in ambienti &ldquo;iniziatici&rdquo;: veniva considerato uno strumento per lo studio della strategia militare, ma anche un &ldquo;rito&rdquo; per la divinazione e la propiziazione. Se ne fece risalire l&rsquo;origine mitica all&rsquo;eroe greco Palamede.<\/p>\n<p>Il gioco degli scacchi, scienza e arte nel contempo, <b>sviluppa <\/b>l&rsquo;attenzione, la concentrazione, la memoria, il discernimento e <b>numerose altre qualit&agrave; dell&rsquo;intelletto e dello spirito<\/b>. Ed &egrave; a sua volta una pratica meditativa, esoterica, grazie al ricco simbolismo che &egrave; metafora degli eventi della vita, della lotta per l&rsquo;esistenza, della vittoria, della sconfitta, del sacrificio, della vita e della morte. Innalza la mente in una lotta trascendente, nel contesto di uno scenario interiore e sacrale.<\/p>\n<p>Le corrispondenze magiche si rendono evidenti nel <b>simbolismo della scacchiera e dei numeri<\/b>. 8 caselle per lato, per un totale di 64 caselle che si intrecciano nel gioco del bianco e del nero, del bene e del male: simbolismo riproposto nei templi massonici. Il numero 8 rappresenta la completezza dei cicli vitali e la stabilit&agrave; interiore, e il suo quadrato, il numero 64 ha valore numerologico 10 (6+4), numero fondamentale nella tradizione pitagorica.<\/p>\n<p>Ogni giocatore si muove su 16 elementi, ovvero il quadrato di 4, simbolo della volont&agrave; umana (che muove i pezzi) e, numerologicamente, 1+6 = 7, simbolo di ogni perfezione ideale cui tendere. <\/p>\n<p>Il fatto di elevare i numeri a potenza indica, nella tradizione orientale, lo sviluppo dei loro significati sul piano macrocosmico. Per cui ecco la doppia lettura dei numeri coinvolti nel gioco che si trasforma in una rappresentazione dell&rsquo;ordine naturale e cosmico.<\/p>\n<p>Ogni movimento &egrave; un atto di creazione inserito in <b>un&rsquo;alchimia complessa di moti possibili<\/b>, di contrasti e di alleanze, riflessi di meccaniche cosmiche e nel contempo di percorsi evolutivi personali.<\/p>\n","protected":false},"author":660,"featured_media":138,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"coauthors":[9],"class_list":["post-10","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/660"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":121,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10\/revisions\/121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=10"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}