{"id":77,"date":"2010-05-03T18:29:56","date_gmt":"2010-05-03T18:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/?p=77"},"modified":"2013-07-14T18:41:00","modified_gmt":"2013-07-14T18:41:00","slug":"07-atlantide-le-prove-del-dna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/2010\/07-atlantide-le-prove-del-dna\/","title":{"rendered":"07. ATLANTIDE: LE PROVE DEL DNA"},"content":{"rendered":"<p><i>Atlantide: le prove del DNA<\/p>\n<p>Pellerossa, Baschi e Berberi derivano dallo stesso misterioso lignaggio genetico<\/p>\n<p><\/i><\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2006 il giornalista e documentarista Will Hart aveva pubblicato una raccolta di ricerche in merito alla<b>\u00a0somiglianza di struttura del DNA tra i popoli nativi del Nord America, i Berberi e la misteriosa etnia dei Baschi<\/b>, tanto da far sospettare una matrice genetica comune.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la ricerca genetica ha prodotto risultati inaspettati che hanno aperto le porte a nuove e strabilianti ipotesi sui misteri della storia antica antidiluviana. I risultati hanno anche provocato inevitabili polemiche e suscitato intensi dibattiti in materia di antropologia, storia ed evoluzionismo.<\/p>\n<p><em>La Teoria dell&#8217;Attraversamento dello Stretto di Bering<\/em><\/p>\n<p>L\u2019indagine inizi\u00f2 innocentemente con quei genetisti che volevano capire come la\u00a0<b>decodificazione dei geni umani\u00a0<\/b>avrebbe potuto gettare una luce sui segreti della nostra complessa, misteriosa e spesso controversa origine e storia.<\/p>\n<p>Gli antropologi e gli storici hanno a lungo pensato che l&#8217;America fosse stata popolata da asiatici che attraversavano un ponte di terra che collegava il Nord America all\u2019Asia, durante l&#8217;ultima era glaciale. Questa teoria prese il nome di \u201cTeoria dell&#8217;attraversamento dello Stretto di Bering\u201d, evento che doveva essersi verificato circa<b>\u00a012.000 anni fa<\/b>(inutile rimarcare la significativa ricorrenza di tale data).<\/p>\n<p>L&#8217;analisi genetica su campioni di DNA dei nativi americani ebbe inizio nel 1980 e benefici\u00f2 di un considerevole sviluppo grazie al rapido progresso tecnologico che negli anni \u201990 si ebbe in questo campo.<\/p>\n<p>In effetti, i primi risultati confermavano la teoria generalmente accettata, accertando un chiaro legame tra il DNA dei nativi americani e i campioni raccolti da popolazioni autoctone nella Siberia-Asia.<\/p>\n<p>Tuttavia gli studi rivelavano che il modello di migrazione doveva essere molto pi\u00f9 complesso di quello fino ad allora immaginato dagli antropologi.<\/p>\n<p><i>Quattro lignaggi genetici<\/i><\/p>\n<p>I primi risultati hanno mostrato che le trib\u00f9 native americane erano composte da\u00a0<b>quattro distinti lignaggi genetici<\/b>. Queste quattro linee evolutive sono presenti in tutto il Nord, il Centro e il Sud America. Tuttavia, solo tre di essi sono stati ugualmente riscontrati nelle popolazioni asiatico-siberiane. Il quarto era invece riconducibile a<b>gruppi di popolazione aborigena del sud-est asiatico<\/b>, Cina, Giappone, Melanesia e Polinesia.<\/p>\n<p>In termini storici l\u2019analisi genetica del DNA mitocondriale \u00e8 stata tradotta in un modello di migrazione molto diversificato e complesso, che include\u00a0<b>flussi migratori di genti che raggiungono l\u2019America\u00a0<\/b>via mare, sia da est che da ovest, in tempi remotissimi.<\/p>\n<p>Molti antropologi, archeologi e storici hanno dunque ipotizzato che le migrazioni dall\u2019Asia devono aver avuto luogo circa 20.000 anni fa. Secondo l\u2019analisi del DNA si dovrebbe collocare la prima ondata di migrazione tra 38.000 e forse 50.000 anni fa!<\/p>\n<p>A causare ulteriori cardiopalma agli antropologici ortodossi e agli archeologi accademici sta il fatto che negli ultimi anni<b>\u00a0l\u2019analisi al radiocarbonio<\/b>\u00a0di numerosi reperti provenienti dal Sud America, dalla California e dalla costa sud-occidentale degli Stati Uniti ha fornito risultati perfettamente coerenti con le conclusioni della ricerca sul DNA.<\/p>\n<p>Del resto si sapeva dell\u2019origine asiatica delle popolazioni native del Nord America, provata dai flussi migratori dalla Siberia attraverso la terra-ponte che univa a nord l\u2019Asia all\u2019attuale Alaska. Il fatto \u00e8 che ora si sta retrodatando di molto tale flusso e in pi\u00f9 si sono trovate le prove di\u00a0<b>un\u2019altra imponente migrazione di gruppi provenienti dal Giappone e dalla Polinesia, via mare, iniziata nella remota antichit\u00e0<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019analisi del DNA indica che l&#8217;<b>Asia\u00a0<\/b>\u00e8 da considerarsi come la regione ancestrale delle trib\u00f9 native americane.<\/p>\n<p><i>Il lignaggio X<\/i><\/p>\n<p>Nel 1997 venne scoperto un altro lignaggio: il \u201c<b>lignaggio X<\/b>\u201d, l\u2019analisi del quale potr\u00e0 svelare i segreti del nostro passato collettivo.<\/p>\n<p>Il 4% dei nativi americani, dall&#8217;Alaska alla punta del Sud America, non rientrano in nessuna delle quattro principali linee genetiche di cui abbiamo parlato.<\/p>\n<p>Gli scienziati ipotizzavano che tali lignaggi \u201cminori\u201d avessero origine da interazioni con gruppi europei e africani sin dai tempi di Colombo. Ci\u00f2 si \u00e8 rivelato essere vero per circa 1,5% di nativi americani, per\u00f2 il 2,5% sono risultati appartenere alla \u201cstirpe X\u201d.<\/p>\n<p>Una volta che questo piccolo gruppo di DNA mitocondriale venne identificato, il problema fu quello di stabilirne l\u2019origine.<\/p>\n<p>Nonostante il fatto che i precedenti dati genetici costringevano gi\u00e0 l&#8217;ortodossia scientifica a fare alcuni cambiamenti nei modelli migratori e nella rispettiva cronologia, il paradigma di base era comunque confermata. Ma la scoperta di una misteriosa linea X (sconosciuta), derivante non da oriente ma da occidente, la cui origine in America risale a pi\u00f9 di 30.000 anni fa, cambia tutto.<\/p>\n<p>In un primo momento gli antropologi parlavano di un incrocio di razze avvenuto dopo la scoperta dell\u2019America da parte di Colombo. Ma evidentemente non \u00e8 cos\u00ec se i campioni di DNA rinvenuti nella zona dei Grandi Laghi risultano avere un\u2019origine di gran lunga pi\u00f9 remota.<\/p>\n<p>Il lignaggio X \u00e8 stato trovato solo in una manciata di trib\u00f9 sparse in tutto il paese. Le trib\u00f9 Yakima e Sioux nel nord-ovest e i Navajo nel sud-ovest, hanno il ceppo X in circa il 5% delle loro popolazioni. Mentre le maggiori concentrazioni si trovano nelle trib\u00f9 Ojibway, Oneota e Nuu-Chah-Nulth, dove il riscontro sale al 25%.<\/p>\n<p><i>Le teorie di Edgar Cayce<\/i><\/p>\n<p>xAlcuni ricercatori indipendenti (associati alla\u00a0<b>Edgar Cayce Association<\/b>) affermarono che tali dati sostenevano le teorie su Atlantide che il sensitivo aveva divulgato gi\u00e0 nel 1930. Secondo Cayce \u2013 noto perch\u00e9 molte delle sue visioni diedero effettivamente indizi corretti alla ricerca archeologica &#8211; alcuni rifugiati di Atlantide migrarono nella regione nord-orientale degli Stati Uniti, a formare la nazione Irochese. In effetti, \u00e8 proprio in quelle trib\u00f9 che \u00e8 stata trovata la pi\u00f9 alta concentrazione di gruppo X.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2013\/07\/05Cayce.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-103\" alt=\"05Cayce\" src=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2013\/07\/05Cayce.jpg\" width=\"234\" height=\"260\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cayce sosteneva anche che, mentre alcuni di questi profughi andarono a sud-ovest, altri migrarono proprio nella regione dei Grandi Laghi. Questo significa che le sue visioni di sensitivo sono perfettamente coerenti con il modello di distribuzione della linea X.<\/p>\n<p>Il sensitivo \u2013 una sorta di Rol americano, per intenderci &#8211; aveva anche dato le date di queste migrazioni, anch\u2019esse in pieno accordo con i risultati del DNA.<\/p>\n<p>Ovviamente pi\u00f9 che dell\u2019Asia, Cayce si riferiva esplicitamente alle<b>origini atlantidee<\/b>\u00a0dei principali flussi migratori verso le Americhe.<\/p>\n<p>In effetti l\u2019elemento X \u00e8 praticamente assente in Asia. Se ne trova in piccole quantit\u00e0 presso la trib\u00f9 Altai, situata nel deserto dei Gobi (immediatamente risuona qualcosa vero?). Questa \u00e8 l&#8217;unica popolazione in Asia, che presenta questo gruppo e come tali costituiscono una piccola isola genetica.<\/p>\n<p>Ovviamente gli antropologi ortodossi hanno avuto modo di chiudere il caso sostenendo che il gruppo X in Nord America ha le sue radici ancestrali in Siberia-Asia, fine della storia.<\/p>\n<p>Il deserto del Gobi \u00e8 distante circa 13.000 km dalla sezione nord-est degli Stati Uniti. In pratica gli ortodossi vogliono sostenere che questa trib\u00f9 ha coperto tale distanza \u2013 a piedi &#8211; trasferendo i suoi geni dalla loro patria ancestrale fino ai Grandi Laghi senza \u201cinseminare\u201d nessun\u2019altra parte dell&#8217;Asia, dell\u2019Alaska, del Canada, o tra Washington e l&#8217;America del Nord-Est. In effetti, tutti gli antropologi e gli storici sanno che questo non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Nel 1932 \u2013 quando si era ben lontani dalla possibilit\u00e0 di analisi del DNA mitocondriale &#8211; Cayce sosteneva che &#8220;\u2026le isole di Atlantide occupavano una vasta area tra il Golfo del Messico e il Mediterraneo. Testimonianze di questa civilt\u00e0 perduta si trovano nei Pirenei e in Marocco, cos\u00ec come in Honduras, nello Yucatan e in America&#8221;.<\/p>\n<p>Sui Pirenei, la catena montuosa inserita tra Francia e Spagna, vivono i<b>\u00a0Baschi<\/b>, e in Marocco un altro gruppo umano piuttosto antico, i<b>\u00a0Berberi<\/b>. Sorprendentemente, queste due popolazioni \u2013 una in Europa e l\u2019altra in Nord-Africa &#8211; contengono la\u00a0<b>pi\u00f9 alta frequenza di linea X<\/b>!<\/p>\n<p><i>I Baschi e i Berberi<\/i><\/p>\n<p>I Baschi hanno da sempre tenuto sotto scacco antropologi, linguisti e storici, perch\u00e9, anche se sono di origina caucasica, non sono in sintonia con il resto delle popolazioni europee. La loro lingua non \u00e8 legata ad alcun altra lingua al mondo. Prima dell&#8217;avvento della genetica, si erano usati i gruppi sanguigni A-B-O per studiare le relazioni tra le popolazioni umane, nonch\u00e9 i loro modelli di migrazione. I baschi si rivelarono essere unici pure in termini di gruppi sanguigni: sono la popolazione che contengono i pi\u00f9 alti livelli di RH- e di gruppo O nel mondo (anche in questo caso a qualcuno potrebbe risuonare qualcosa vero?), e tra i pi\u00f9 bassi che ne contengano di tipo B.<\/p>\n<p>Ora, ci\u00f2 che Cayce suggeriva \u2013 ma se indaghiamo negli ambienti esoterici e teosofici europei scopriamo che non era certo il solo &#8211; era che alcune dei naufraghi di Atlantide ripiegarono verso Ovest e si stabilirono in America, fondando gli Irochesi. Altri verso Est, fino alla penisola iberica, dunque nei Pirenei (i Baschi), e verso la costa occidentale del Nord Africa, presso quella che ancora oggi si chiama catena montuosa dell&#8217;Atlante (Berberi).<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i Berberi guarda caso anche per loro vale lo stesso discorso: sono l\u2019altro gruppo che contiene la pi\u00f9 alta frequenza di gruppo X nel mondo.<\/p>\n<p>E&#8217; una coincidenza che questi popoli diversi condividono una stirpe molto raro DNA mitocondriale?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Atlantide: le prove del DNA Pellerossa, Baschi e Berberi derivano dallo stesso misterioso lignaggio genetico Gi\u00e0 nel 2006 il giornalista e documentarista Will Hart aveva pubblicato una raccolta di ricerche in merito alla\u00a0somiglianza di struttura del DNA tra i popoli nativi del Nord America, i Berberi e la misteriosa etnia dei Baschi, tanto da far 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