{"id":8,"date":"2010-06-21T10:27:26","date_gmt":"2010-06-21T10:27:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/carlodorofatti\/index.php?entry=entry100621-122726"},"modified":"2013-07-14T18:50:30","modified_gmt":"2013-07-14T18:50:30","slug":"15-i-codici-di-nut-e-lo-zodiaco-di-denderah-parte-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/2010\/15-i-codici-di-nut-e-lo-zodiaco-di-denderah-parte-13\/","title":{"rendered":"15. I CODICI DI NUT E LO ZODIACO DI DENDERAH &#8211; PARTE 1\/3"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Monica Caron<\/p>\n<p>Ho conosciuto Monica attraverso il Web: qualche tempo fa infatti mi mand\u00f2 un suo dettagliato studio sullo zodiaco di Denderah. Ci conoscemmo di persona a Torino, in occasione di una mia conferenza. Io credo molto nell\u2019intuizione personale e nella ricerca indipendente: pi\u00f9 volte mi sono imbattuto in persone che \u2013 pur non avendo specifici titoli accademici \u2013 hanno dato un grande contributo alla ricerca. Penso ad esempio al giornalista Graham Hancock e all\u2019ingegnere civile Robert Bauval, cari amici che hanno dato prova di grande intuizione e soprattutto di grande passione, oggi agli onori della fama mondiale.<\/p>\n<p>Come ho fatto con Armando Mei, ho deciso ora di chiedere un\u2019intervista a <b>Monica Caron<\/b>, che riporto qui in tre parti.<\/p>\n<p>Molte ipotesi di Monica sembreranno bizzarre e del tutto audaci le ricostruzioni fatte. Eppure, a mio avviso, nel suo racconto, molto pi\u00f9 articolato nella tesi completa che Monica ha avuto la gentilezza di inviarmi, c\u2019\u00e8 <i>qualcosa <\/i>che mi colpisce: che mi tocca nel profondo.<\/p>\n<p><b>&#8211; Cara Monica, parlami delle tue ricerche, della loro origine e delle ipotesi che hai voluto formulare.<\/b><\/p>\n<p>Il mio lavoro si basa sullo studio delle possibili correlazioni tra le rappresentazioni della <b>dea Hathor<\/b> e della <b>dea Nut<\/b> con lo zodiaco di Denderah.<\/p>\n<p>La dea Nut rappresentava la volta celeste e il ciclo siriaco.<\/p>\n<p>Sirio-Sothis scompariva \u201cnel Duat\u201d, o mondo sotterraneo e non era pi\u00f9 visibile fino alla sua ricomparsa che non segnava soltanto l\u2019inizio dell\u2019anno, ma annunciava anche l\u2019imminenza dell\u2019inondazione del Nilo. Si riteneva che in questo periodo Sothis fosse morta e che quindi si stesse purificando. Solo dopo la sua ricomparsa si festeggiava la rinascita.<\/p>\n<p>\u00c8 stato scoperto che la trib\u00f9 dei <b>Dogon <\/b>nello stato del Mali, si tramandava questa antica conoscenza, di cui, <i>dal punto di vista archeologico, non si spiega l\u2019origine<\/i>: il sistema di Sirio \u00e8 composto da Sirio A e B. Sirio A \u00e8 la stella principale, che potremmo assimilare alla dea Iside. La trib\u00f9 dei Bozo nel Mali, che \u00e8 affine ai Dogon, descrive Sirio B come la \u201cstella dell\u2019occhio\u201d. Gli Egizi, come sappiamo, rappresentavano Osiride anche sotto forma di \u201cocchio\u201d e Iside nei cieli era la stella imperitura, la sua compagna. Questo per dire che le radici della mitologia egizia potrebbero affondare davvero nella \u201cnotte dei tempi\u201d.<\/p>\n<p>Nel dipinto pi\u00f9 rappresentativo di Nut, di cui ci occupiamo in particolare in questa sede, appare un particolare che ricorda la prua di un\u2019imbarcazione. Si pu\u00f2 notare chiaramente il taglio trasversale, proprio per dare la parvenza di una barca. Come si vede, ci sono cinque rematori, di cui quello centrale si distingue per il copricapo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2010\/07\/13Ag.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-129\" alt=\"13Ag\" src=\"https:\/\/anima.tv\/carlodorofatti\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2010\/07\/13Ag-300x221.gif\" width=\"300\" height=\"221\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul dipinto tutti i rematori hanno in mano un remo, ma visto che i remi sono 5, per rendere evidente il numero 50 sono state messe a fianco dieci tacche. Questo numero corrisponde al numero dei rematori dell\u2019imbarcazione celeste che ricorda la mitica imbarcazione con a capo <b>Giasone<\/b> e i 50 Argonauti, la nave degli Annunaki, o addirittura Enki che nel mito sumerico compare sempre nella sua dimora in fondo all\u2019Abzu, o <i>Abisso di acqua dolce<\/i>.<\/p>\n<p><b>&#8211; Vuoi quindi tentare un aggancio anche con la mitologia sumera?<\/b><\/p>\n<p>In effetti Enki sarebbe figlio di Anu, re di <b>Nibiru<\/b>, pianeta da cui sarebbero discesi i progenitori dell&#8217;umanit\u00e0. Fu proprio Enki ad avvisare e consigliare al <b>proto-No\u00e8 <\/b>dei sumeri, dell\u2019imminente catastrofe che incombeva sull\u2019umanit\u00e0, e a far costruire un\u2019arca, prima del diluvio. Nelle pagine storiche, il proto-No\u00e8 libera dall\u2019arca degli uccelli per far si che vadano in cerca di terra asciutta, proprio come fece il No\u00e8 ebraico e il mitico Giasone affinch\u00e9 si trovasse la via attraverso le Rupi Erranti.<\/p>\n<p>Il Dio Enki veniva associato a <b>Oannes<\/b>, il misterioso pesce umano, creatura anfibia, detto anche il Signore delle Onde. L\u2019unico disegno originale degli scavi di Kouyunjik \u2013 in Iraq \u2013 tuttora conservato al British Museum, rappresenta una scultura del Dio che regge una cesta misteriosa. Anche l\u2019uccello del dipinto sembra portare a tracolla la stessa cesta.<\/p>\n<p>Anche nella tradizione Dogon abbiamo degli esseri anfibi, met\u00e0 uomo met\u00e0 pesce. Il Dio dell\u2019universo Amma invi\u00f2 questi esseri sulla Terra: i <b>Nommo<\/b>, detti \u201cPadroni dell\u2019Acqua\u201d, i \u201cConsiglieri\u201d o gli \u201cIstruttori\u201d. &#8220;La sede dei Nommo \u00e8 nell\u2019acqua&#8221;. Ci\u00f2 corrisponde alla tradizione babilonese, in cui il dio Ea, come il sumerico Enki, viveva in acqua e veniva a volte associato a Oannes.<\/p>\n<p>&#8220;Scesero sulla Terra su di un\u2019arca, che approd\u00f2 a nord-est del paese, l\u2019Egitto, nella arida terra della Volpe. <i>A nord le Pleiadi, a est Venere, a ovest la Stella con la Grande Coda, a sud Orione<\/i>. Ne uscirono dei &#8216;quadrupedi&#8217; che la trascinarono fino ad una cavit\u00e0, poi la cavit\u00e0 si riemp\u00ec d\u2019acqua&#8221;.<\/p>\n<p>Essi descrivono anche il suono dell\u2019atterraggio. \u201c<i>Mentre scendeva, la parola del Nommo usc\u00ec dalla sua bocca. L\u2019arca era rosso fuoco e quando atterr\u00f2 divenne bianca. In cielo era apparsa una stella luminosissima, che scomparve quando i Nommo se ne andarono<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Secondo la leggenda i Nommo ritorneranno: ci sar\u00e0 una loro \u201c<i>resurrezione<\/i>\u201d, e in cielo apparir\u00e0 una stella detta <i>ie pelu tol<\/i>, rappresentata come \u201c<i>l\u2019occhio del Nommo risorto<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Interessanti le <b>similitudini con la tradizione del Dio Osiride<\/b>. Sempre vicino alla testa di Nut, c\u2019\u00e8 un occhio con il remo, forse per indicare i rematori, o visto che l\u2019occhio rappresenta anche Osiride, volevano sottolineare che lui governava la barca?<\/p>\n<p>Continua&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Monica Caron<\/p>\n<p>Ho conosciuto Monica attraverso il Web: qualche tempo fa infatti mi mand&ograve; un suo dettagliato studio sullo zodiaco di Denderah. Ci conoscemmo di persona a Torino, in occasione di una mia conferenza. Io credo molto nell&rsquo;intuizione personale e nella ricerca indipendente: pi&ugrave; volte mi sono imbattuto in persone che &ndash; pur non avendo specifici titoli accademici &ndash; hanno dato un grande contributo alla ricerca. Penso ad esempio al giornalista Graham Hancock e all&rsquo;ingegnere civile Robert Bauval, cari amici che hanno dato prova di grande intuizione e soprattutto di grande passione, oggi agli onori della fama mondiale.<\/p>\n<p>Come ho fatto con Armando Mei, ho deciso ora di chiedere un&rsquo;intervista a <b>Monica Caron<\/b>, che riporto qui in tre parti. <\/p>\n<p>Molte ipotesi di Monica sembreranno bizzarre e del tutto audaci le ricostruzioni fatte. Eppure, a mio avviso, nel suo racconto, molto pi&ugrave; articolato nella tesi completa che Monica ha avuto la gentilezza di inviarmi, c&rsquo;&egrave; <i>qualcosa <\/i>che mi colpisce: che mi tocca nel profondo.<\/p>\n<p><b>&#8211; Cara Monica, parlami delle tue ricerche, della loro origine e delle ipotesi che hai voluto formulare.<\/b><\/p>\n<p>Il mio lavoro si basa sullo studio delle possibili correlazioni tra le rappresentazioni della <b>dea Hathor<\/b> e della <b>dea Nut<\/b> con lo zodiaco di Denderah. <\/p>\n<p>La dea Nut rappresentava la volta celeste e il ciclo siriaco.<\/p>\n<p>Sirio-Sothis scompariva &ldquo;nel Duat&rdquo;, o mondo sotterraneo e non era pi&ugrave; visibile fino alla sua ricomparsa che non segnava soltanto l&rsquo;inizio dell&rsquo;anno, ma annunciava anche l&rsquo;imminenza dell&rsquo;inondazione del Nilo. Si riteneva che in questo periodo Sothis fosse morta e che quindi si stesse purificando. Solo dopo la sua ricomparsa si festeggiava la rinascita.<\/p>\n<p>&Egrave; stato scoperto che la trib&ugrave; dei <b>Dogon <\/b>nello stato del Mali, si tramandava questa antica conoscenza, di cui, <i>dal punto di vista archeologico, non si spiega l&rsquo;origine<\/i>: il sistema di Sirio &egrave; composto da Sirio A e B. Sirio A &egrave; la stella principale, che potremmo assimilare alla dea Iside. La trib&ugrave; dei Bozo nel Mali, che &egrave; affine ai Dogon, descrive Sirio B come la &ldquo;stella dell&rsquo;occhio&rdquo;. Gli Egizi, come sappiamo, rappresentavano Osiride anche sotto forma di &ldquo;occhio&rdquo; e Iside nei cieli era la stella imperitura, la sua compagna. Questo per dire che le radici della mitologia egizia potrebbero affondare davvero nella &ldquo;notte dei tempi&rdquo;.<\/p>\n<p>Nel dipinto pi&ugrave; rappresentativo di Nut, di cui ci occupiamo in particolare in questa sede,  appare un particolare che ricorda la prua di un&rsquo;imbarcazione. Si pu&ograve; notare chiaramente il taglio trasversale, proprio per dare la parvenza di una barca. Come si vede, ci sono cinque rematori, di cui quello centrale si distingue per il copricapo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/carlodorofatti\/images\/13Ag.gif\" width=\"600\" height=\"443\" border=\"0\" alt=\"\"><\/p>\n<p>Sul dipinto tutti i rematori hanno in mano un remo, ma visto che i remi sono 5, per rendere evidente il numero 50 sono state messe a fianco dieci tacche. Questo numero corrisponde al numero dei rematori dell&rsquo;imbarcazione celeste che ricorda la mitica imbarcazione con a capo <b>Giasone<\/b> e i 50 Argonauti, la nave degli Annunaki, o addirittura Enki che nel mito sumerico compare sempre nella sua dimora in fondo all&rsquo;Abzu, o <i>Abisso di acqua dolce<\/i>. <\/p>\n<p><b>&#8211; Vuoi quindi tentare un aggancio anche con la mitologia sumera?<\/b><\/p>\n<p>In effetti Enki sarebbe figlio di Anu, re di <b>Nibiru<\/b>, pianeta da cui sarebbero discesi i progenitori dell&#8217;umanit&agrave;. Fu proprio Enki ad avvisare e consigliare al <b>proto-No&egrave; <\/b>dei sumeri, dell&rsquo;imminente catastrofe che incombeva sull&rsquo;umanit&agrave;, e a far costruire un&rsquo;arca, prima del diluvio. Nelle pagine storiche, il proto-No&egrave; libera dall&rsquo;arca degli uccelli per far si che vadano in cerca di terra asciutta, proprio come fece il No&egrave; ebraico e il mitico Giasone affinch&eacute; si trovasse la via attraverso le Rupi Erranti. <\/p>\n<p>Il Dio Enki veniva associato a <b>Oannes<\/b>, il misterioso pesce umano, creatura anfibia, detto anche il Signore delle Onde. L&rsquo;unico disegno originale degli scavi di Kouyunjik &ndash; in Iraq &ndash; tuttora conservato al British Museum, rappresenta una scultura del Dio che regge una cesta misteriosa. Anche l&rsquo;uccello del dipinto sembra portare a tracolla la stessa cesta.<\/p>\n<p>Anche nella tradizione Dogon abbiamo degli esseri anfibi, met&agrave; uomo met&agrave; pesce. Il Dio dell&rsquo;universo Amma invi&ograve; questi esseri sulla Terra: i <b>Nommo<\/b>, detti &ldquo;Padroni dell&rsquo;Acqua&rdquo;, i &ldquo;Consiglieri&rdquo; o gli &ldquo;Istruttori&rdquo;. &#8220;La sede dei Nommo &egrave; nell&rsquo;acqua&#8221;. Ci&ograve; corrisponde alla tradizione babilonese, in cui il dio Ea, come il sumerico Enki, viveva in acqua e veniva a volte associato a Oannes. <\/p>\n<p>&#8220;Scesero sulla Terra su di un&rsquo;arca, che approd&ograve; a nord-est del paese, l&rsquo;Egitto, nella arida terra della Volpe. <i>A nord le Pleiadi, a est Venere, a ovest la Stella con la Grande Coda, a sud Orione<\/i>. Ne uscirono dei &#8216;quadrupedi&#8217; che la trascinarono fino ad una cavit&agrave;, poi la cavit&agrave; si riemp&igrave; d&rsquo;acqua&#8221;. <\/p>\n<p>Essi descrivono anche il suono dell&rsquo;atterraggio. &ldquo;<i>Mentre scendeva, la parola del Nommo usc&igrave; dalla sua bocca. L&rsquo;arca era rosso fuoco e quando atterr&ograve; divenne bianca. 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