Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

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46. LE STAGIONI E I COLORI: L’ESTATE

Dopo la festosa girandola di colori sprigionata dalle gemme primaverili, che, in un mistero d’incanto e di bellezza paragonabile all’innamoramento (43. Le stagioni e i colori: la primavera), ridesta speranza e desiderio di vita, ecco l’estate.

Terminata la prima fioritura, per un attimo la natura sembra prendere un profondo respiro e il verde nuovo delle foglie subentra alla pioggia di petali, ma subito riesplodono i colori, più intensi e più duraturi, e soprattutto capaci di trasmettersi dai fiori ai frutti: se prima il colore si era fatto messaggio olfattivo, ora diviene sapore (lo stesso percorso che propongo negli esercizi di Meditazione Cromatica).

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Quel fremito nascosto, covato a lungo nella pausa invernale, dove il bianco e il nero, il grigio e il marrone assumevano il valore della gestazione e dell’attesa (41. Le stagioni e i colori: l’inverno), ora si manifesta e si espande con tutta la sua potenza: ai tenui e delicati colori primaverili subentra l’energia vitale del rosso, dell’arancione e del giallo.

Il termine stesso «estate», dal latino aestas, racchiude l’idea di «calore», «ardore» (aestus), un «ribollire» (aestuare), un «ondeggiare» di correnti e di energie, che ritroviamo nella parola «estuario», proprio perché lo scorrere del fiume sembra ribollire incontrandosi col flusso marino. E come il corso d’acque fluisce e si perde nell’abisso, così la natura assurge alla sua pienezza, a un turgore di maturità che reca già in sé un presentimento di decadenza, ma anche i semi destinati alla vita futura.

Nella metafora esistenziale agli anni “verdi” della primavera subentra la maturità della stagione estiva, l’età in cui la vita «dà i suoi frutti». Freschezza e delicatezza si mutano allora in ardore e concretezza, ma l’intensificarsi della fioritura sembra un costante richiamo alla poesia dello spirito accanto alla materialità del frutto.

E i “richiami” cromatici sono davvero straordinari. Tra i rampicanti più diffusi ricordiamo la clematide, col suo vasto assortimento di colori: rosa chiaro e scuro, porpora, malva, blu e bianco, e il gelsomino, con i piccoli fiori bianco-rosa dall’intensa fragranza.

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Nel verde dominante della vegetazione, ovvero nel colore dell’amore, fin dall’antichità sacro ad Afrodite-Venere, spicca il rosso, il colore complementare, e lo troviamo nelle note cromatiche dei papaveri, dei gerani, delle primule, che mantengono per tutta l’estate le promesse augurali primaverili, dei garofani, ma soprattutto nella rosa, anch’essa simbolo d’amore. Secondo il mito il suo rosso avrebbe origine dal sangue di Afrodite, che si punse con un rovo correndo in aiuto di Adone, mortalmente ferito da un cinghiale, mentre dal sangue del bel giovane nacquero gli anemoni rossi.

Il rosso, colore dell’energia vitale, al confine fra le realtà invisibili (raggi infrarossi) e il mondo visibile della materia, domina anche nei frutti: fragole, ciliegie, pesche, uva, mele, susine, ribes, mirtilli e soprattutto quel grande (è proprio il caso di dirlo) dono che è l’anguria, ricca d’acqua, con potassio, magnesio, calcio e, in particolare, licopene, un antiossidante naturale che contribuisce a ridurre il rischio di tumori.

L’arancione, il colore della gioia di vivere e della crescita, che unisce la materialità del rosso alla solarità del giallo e che gli antichi ritenevano sacro a Dioniso, simbolo della forza generante della natura, ci offre il profumo e il sapore nelle albicocche, ad alto contenuto di betacarotene, calcio, magnesio e potassio, e così pure nel melone, ricco di carotenoidi, vitamina A e vitamina E, nonché regolatore naturale della pressione sanguigna. Che dire della pesca, in cui i tre colori dell’estate si mescolano in varie sfumature? Questo succoso frutto, che sembra assommare anche i sapori dell’estate, è ricco di sodio e di vitamina C e quindi un vero toccasana per la pelle.

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L’estate, dunque, ci offre una straordinaria esperienza sinestetica dei colori: tattile, visiva, olfattiva e gustativa. Manca solo l’aspetto uditivo, ma non dimentichiamo che i colori sono radiazioni elettromagnetiche, onde di energia che vibrano con diverse frequenze, proprio come le note musicali. E forse in un particolare momento, di fronte a un tramonto estivo o a un’alba che illumina il mare, le vette o una pianura ricca di fiori e di frutti, chiudendo gli occhi, potremmo anche intendere la musica dei colori.

Cesare Peri

 

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30/07/18
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