{"id":510,"date":"2018-07-02T16:16:09","date_gmt":"2018-07-02T14:16:09","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/ericapoli\/?p=510"},"modified":"2018-07-02T16:24:58","modified_gmt":"2018-07-02T14:24:58","slug":"58-jung-ha-anticipato-le-neuroscienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/ericapoli\/2018\/58-jung-ha-anticipato-le-neuroscienze\/","title":{"rendered":"58. JUNG HA ANTICIPATO LE NEUROSCIENZE"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"entry-title\"><span style=\"color: #666699;\"><em>Articolo di Florinda Belli per <span style=\"text-decoration: underline;\"><a style=\"color: #666699; text-decoration: underline;\" href=\"http:\/\/www.mutamenti.ch\/index.php\/2018\/06\/13\/erica-poli-jung-ha-anticipato-le-neuroscienze\/\" target=\"_blank\">mutamenti.ch<\/a><\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"entry-title\">\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><em>Erica Francesca Poli \u00e8 psichiatra, psicoterapeuta e couselor. Propone a chi la segue vari percorsi basati su metodi e strumenti diversi tra cui anche il Libro Rosso di Carl Gustav Jung, usato in modo personalissimo. Quale \u00e8 il rapporto della dottoressa Poli con Jung e la psicologia analitica?<\/em><\/p>\n<p><strong>Oggi la psicanalisi \u00e8 per cos\u00ec dire passata in secondo piano. \u00a0Spesso le si preferiscono le neuroscienze e gli approcci corporei. Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>Le neuroscienze hanno cambiato il paradigma perch\u00e9 hanno dato delle evidenze scientifiche ad alcuni aspetti che hanno spostato l\u2019attenzione dalla riflessione intellettuale al sentito, al percepito. C\u2019\u00e8 un termine inglese che rende molto bene quest\u2019idea: <em>felt sense<\/em>,\u00a0il senso del percepito. In altre parole il prestare un\u2019attenzione esplorativa, non giudicante, amorevole al tuo percepito. Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 molto raffinata della nostra corteccia, unita all\u2019attivazione del sistema limbico, che \u00e8 invece il cervello pi\u00f9 antico quello che condividiamo con i mammiferi e che \u00e8 quello della vita istintiva che regola sia il vissuto emozionale che la vita vegetativa e ormonale. Quindi una specie di crocevia tra la mente e il corpo. Il <em>felt sense<\/em>\u00a0unisce capacit\u00e0 riflessiva e capacit\u00e0 istintiva ed \u00e8 quello che fa fare quel salto di neuroplasticit\u00e0 che trasforma il carattere. Questo tipo di ascolto viene usato come dicevo da tutte le tecniche corporee, ma il termine \u00e8 stato coniato da Eugene T. Gendlin, un filosofo che ha creato la tecnica del Focusing. Tutte le tecniche corporee che provengono dalle neuroscienze si basano su questa attenzione al percepito. Si \u00e8 notato che quando prestiamo attenzione non con la mente, ma con il sentire, a un certo punto, quasi magicamente, accade quello che viene chiamato un <em>body shift<\/em>, un cambiamento fisico perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una straordinaria interazione tra il dato corporeo e il significato. Per tornare alla psicanalisi, direi che sensazione e simbolo si integrano, il che secondo me \u00e8 molto junghiano.<\/p>\n<p><strong>Tuttavia la maggioranza degli psicanalisti junghiani contina a privilegiare il ragionamento intellettuale\u2026<br \/>\n<\/strong>Nella psicanalisi junghiana esiste comunque una profonda conoscenza dei miti, dei simboli. Jung ha passato la vita ad ascoltare il percepito.<\/p>\n<p><strong>Lei usa il Libro Rosso di Jung in un modo che si potrebbe definire poco ortodosso. Inoltre integra la psicanalisi con altre tecniche. Come \u00e8 arrivata a ci\u00f2?<br \/>\n<\/strong>Sono eclettica per natura. Credo che ci\u00f2 sia dovuto alla mia innata curiosit\u00e0, ma anche alla mia forma mentis che tende a integrare il sapere, a mettere in relazione una materia con l\u2019altra per avere un quadro pi\u00f9 grande. Ho sempre faticato a ragionare per compartimenti stagni. Per dare un\u2019idea del mio percorso: ho iniziato con un\u2019esperienza di ipnosi, poi ho seguito la Psicosintesi assagioliana, poi sono passata al \u201cR\u00eave \u00e9veill\u00e9\u201d di Desoille, da l\u00ec ho fatto la prima analisi junghiana, poi un\u2019analisi freudiana e infine mi sono aperta alle neuroscienze e a varie forme di psicoterapia centrate sulle emozioni e infine a tutta la parte energetica. La mia preparazione si potrebbe paragonare a una cassetta di attrezzi da cui io pesco a seconda della persona e della situazione. Tuttavia se dovessi citare un referente spirituale lo troverei sicuramente in Jung piuttosto che in Freud. Jung ha oltretutto un lato concreto che corrisponde al medico che c\u2019\u00e8 in me. Non voglio sembrare pretenziosa, ma sento grandi affinit\u00e0 con Jung: come me era psichiatra, ha lavorato in ospedale, poi ha aperto il suo studio e ha iniziato un suo percorso di ricerca, senza disdegnare gli aspetti esoterici perch\u00e9 \u00e8 stato un grande studioso di Alchimia e del mondo orientale. Tuttavia ha sempre avuto un approccio pi\u00f9 pragmatico che speculativo e astratto. Jung, come me, amava provare, sperimentare su di s\u00e9 ci\u00f2 che proponeva ai suoi pazienti.<\/p>\n<p><strong>I suoi seminari sul Libro Rosso sono percorsi brevissimi che secondo lei portano all\u2019individuazione, il massimo traguardo della psicanalisi junghiana. Per lei quindi l\u2019individuazione non \u00e8 ci\u00f2 che eventualmente si pu\u00f2 raggiungere solo dopo un lungo iter psicanalitico?<br \/>\n<\/strong>Jung \u00a0diceva una cosa che per me \u00e8 rimasta come un traguardo al quale tendere: secondo lui un bravo psicologo analitico (usava questo termine invece di psicanalista per distinguersi da Freud dal quale si era separato) ipoteticamente vede il paziente anche una volta sola. Questo perch\u00e9 trova immediatamente il complesso centrale, o il dilemma centrale attorno al quale il paziente si costella e glielo restituisce in una forma tale che egli lo possa integrare, raggiungendo l\u2019individuazione, che a mio modo di vedere \u00e8 un punto di arrivo ma anche un punto di partenza.<\/p>\n<p><strong>In che senso?<br \/>\n<\/strong>Nel senso che durante una seduta di psicoterapia ci sono dei momenti in cui si arriva alla congiunzione degli opposti. Il problema \u00e8 poi mantenerla e farla diventare testimonianza di vita, che \u00e8 quello che ha cercato di fare Jung. Jung infatti dice che la sua vita \u00e8 stata un viaggio di autorealizzazione dell\u2019inconscio. Quindi la cosa difficile \u00e8 permettere all\u2019inconscio di autorealizzarsi nella vita. Per arrivare a ci\u00f2 bisogna poter capire che la vita \u00e8 un viaggio attraverso gli eventi, le persone e gli incontri come fatti contingenti, come aspetti esteriori di un S\u00e9 che si sta manifestando. Bisogna saper rinunciare al controllo della mente. Il che \u00e8 molto orientale. Del resto Jung era vicino al pensiero orientale se \u00e8 vero che l\u2019ultimo testo che ha letto prima di lasciare il corpo \u00e8 stata una poesia Zen che fa capire la differenza tra la realt\u00e0 vista dalla mente che giudica e la realt\u00e0 vista dal S\u00e9 che vive nella natura. Quindi nelle sue ultime ore Jung ha riflettuto su un testo che parla della necessit\u00e0 di abdicare al bisogno di definire. Avere questo coraggio secondo me \u00e8 l\u2019individuazione. Sono certa che un bravo psicoterapeuta pu\u00f2 scoprire molto rapidamente quale \u00e8 il dilemma centrale di una persona. Il punto \u00e8 poi farlo arrivare al paziente e aiutarlo a incarnarlo. Anche qui Jung dice una cosa potentissima: \u201cAbita il tuo conflitto\u201d. In tutti i suoi lavori sull\u2019ombra, Jung afferma che solitamente i pazienti vengono da lui per essere liberati dal conflitto,\u00a0 mentre lui al contrario \u00e8 costretto a farli stare proprio l\u00ec, dove non vogliono stare.\u00a0Quindi, per tornare alla domanda, non penso che l\u2019individuazione sia inarrivabile, anzi, penso che quando avviene trasforma: la vita non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Ci vuole il coraggio di restarci.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima domanda: Jung diceva che se qualcuno giunge all\u2019individuazione, in un certo senso \u201csalva\u201d retroattivamente anche i suoi genitori e i suoi antenati. Ci\u00f2 naturalmente fa pensare alle Costellazioni familiari che per\u00f2 sembrano proporre il processo inverso, ossia: scopro i conflitti dei miei antenati per risolvere i miei. Che cosa ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Ho molti pazienti che arrivano da me dopo aver tentato vari percorsi, tra cui anche le Costellazioni. Da notare che ho studiato Hellinger e che le Costellazioni come le propone lui mi sembrano molto belle. Il problema \u00e8 che molti seguaci di Hellinger praticano le Costellazioni con una logica lineare, ossia con l\u2019idea che tutto sia regolato da un meccanismo di causa-effetto. Questa \u00e8 una delle trappole in cui cadono gli esseri umani e in particolare gli Occidentali. \u00c8 un meccanismo che presuppone un flusso di tempo dal passato al presente e al futuro, in altre parole qualcosa che \u00e8 successo prima determina ci\u00f2 che succede adesso. Quindi, i costellatori pensano che, trovata la causa, risolveranno il problema. Questo modo di pensare caratterizza anche la visione freudiana della psicanalisi: troviamo il trauma originario e il problema scomparir\u00e0. In realt\u00e0 si tratta di un\u2019illusione. Nel caso delle Costellazioni poi c\u2019\u00e8 l\u2019aggravante che devi affidarti al costellatore e al campo energetico, credendo tutto ci\u00f2 che ti viene detto. Non voglio dire che a volte non vi siano delle corrispondenze che colpiscono emotivamente e che ottengano un certo effetto. Tuttavia da quanto ho potuto constatare con i miei pazienti, da costellatori diversi si ottengono soluzioni diverse. Inoltre, anche energeticamente, non si tratta di un processo sempre favorevole perch\u00e9, se \u00e8 vera la fisica quantistica, o quantomeno se \u00e8 vero il concetto gi\u00e0 enunciato da Einstein che in realt\u00e0 il tempo \u00e8 curvo, allora tutti i tempi sono presenti assieme e quindi, dal momento in cui agisci \u00a0su un tempo in realt\u00e0 agisci su tutti gli altri, un po\u2019 come quando fai l\u2019upgrade del computer che modifica automaticamente tutti i file. Ma se qualcuno di questi file non sostiene il nuovo sofware, allora lo perdi e quindi rischi di perdere delle parti di te. Secondo me le Costellazioni vanno bene per esplorare varie ipotesi, ma non sono una terapia. Inoltre alimentano ancora una volta l\u2019idea meccanicistica che bisogna trovare un perch\u00e9 in qualcosa che \u00e8 successo prima. Jung cent\u2019anni fa aveva gi\u00e0 capito l\u2019assurdit\u00e0 di una simile teoria. Questo del resto \u00e8 stato uno dei motivi del suo disaccordo con Freud. Freud dice che l\u2019inconscio \u00e8 una specie di armadio per gli scheletri, un contenitore di fantasmi, di nevrosi. Per Jung invece l\u2019inconscio \u00e8 il serbatoio della nostra ricchezza, ci connette all\u2019incoscio collettivo e contiene tutti i simboli dell\u2019umanit\u00e0, anche i pi\u00f9 antichi. Quindi se Freud ha l\u2019idea molto meccanicistica di riportare il sintomo a un trauma, Jung articola. Se possiamo rappresentare il processo freudiano come un vettore che torna in un punto, il processo junghiano \u00e8 una ramificazione che tocca pi\u00f9 significati e li sposta su pi\u00f9 livelli. Perci\u00f2 quello che ha un significato nel piano di coscienza ordinario, nel piano dei simboli ne ha un altro e ti arricchisce.<br \/>\nJung in pratica aveva capito che prendersela con i propri antenati \u00e8 un metodo di basso profilo intellettuale e culturale. Afferma infatti che chi inizia il processo di individuazione comincia ad avvicinarsi all\u2019inconscio e l\u00ec trova gli archetipi, ossia dei grandi contenitori di signifcato, e solo grazie a questi pu\u00f2 cominciare a capire che posizione occupa. Jung afferma che il processo di individuazione non affranca dagli antenati, ma dall\u2019identificazione con il ruolo assunto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un bellissimo passaggio del vangelo di Giovanni che dice:<br \/>\n<em>In principio era il Verbo (<\/em>che viene tradotto anche con il Figlio)<br \/>\n<em>il Verbo era presso Dio<br \/>\n<\/em><em>e il Verbo era Dio<br \/>\n<\/em><em>tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui<br \/>\n<\/em><em>e senza di lui niente \u00e8 stato fatto di tutto ci\u00f2 che esiste. <\/em><\/p>\n<p>Quindi se in principio era il Logos, ossia il Figlio, ossia l\u2019emanazione di Dio, vuol dire che il Figlio, ossia noi, che giudichiamo l\u2019operato dei nostri genitori, siamo noi in principio. In realt\u00e0 \u00e8 solo il Verbo, ci\u00f2 che diciamo, che definisce ci\u00f2 che \u00e8 stato prima. <em>E il Verbo era presso Dio<\/em>, ossia il Figlio era presso il Padre. <em>E il Verbo era il Padre<\/em>, e il Figlio era il Padre. <em>E tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente \u00e8 stato fatto di tutto ci\u00f2 che esiste<\/em>. Senza il Figlio che riconosce, niente di ci\u00f2 che ha fatto il Padre esiste. Questo ribalta totalmente il problema: non \u00e8 il padre che causa la situazione. La causa \u00e8 il figlio che lo giudica. Il punto importante \u00e8 che, se capiamo questo, capiamo che siamo noi l\u2019ago della bilancia di ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 nella nostra vita, in base a come giudichiamo. Infatti nella prefazione al Libro Rosso, Sonu Shamdasani dice, citando Jung, che noi cominciamo a liberarci dall\u2019inconscio collettivo quando capiamo che il nostro destino \u00e8 determinato da ci\u00f2 che diciamo e dal nostro giudizio. Questo ribalta il concetto di causa-effetto e situa la causa nel presente, introducendo il principio quantistico di inversione del flusso del tempo, o il concetto di tempo circolare che era gi\u00e0 del mondo greco. Quindi, se il figlio smettesse di sentirsi vittima per entrare in un archetipo alchemico, capirebbe che ci\u00f2 che dice in bene o in male del Padre potr\u00e0 cambiare ci\u00f2 che esiste.<br \/>\nL\u2019individuazione \u00e8 semplicemente la congiunzione degli opposti che libera dall\u2019essere condizionati da ci\u00f2 che gli archetipi agiscono in noi. \u00c8 un passaggio coscienziale, \u00e8 un processo alchemico in cui la sostanza di cui siamo fatti cambia. Credevamo di essere fatti di paure, dolori, torti e invece cambiamo radicalmente.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 molto affascinante.<br \/>\n<\/strong>Il suo grande pregio \u00e8 di rendere la vita bella comunque. La vita \u00e8 un viaggio di autorealizzazione e non una sequela di imprevisti a cui dobbiamo far fronte. Se vivi in questo modo, scopri che la vita ha un senso, indipendentemente da ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dopo.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.ericapoli.it\" target=\"_blank\">www.ericapoli.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/cat-iframe\/?redirect=\/video-streaming\/__jung-opera-al-rosso-videocorso-streaming-download.php\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-515\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-515 size-full\" src=\"https:\/\/anima.tv\/ericapoli\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2018\/07\/videocorso-Poli-Jung.jpg\" alt=\"videocorso-Poli-Jung\" width=\"212\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Florinda Belli per mutamenti.ch Erica Francesca Poli \u00e8 psichiatra, psicoterapeuta e couselor. 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