{"id":654,"date":"2020-09-10T12:16:39","date_gmt":"2020-09-10T10:16:39","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/ericapoli\/?p=654"},"modified":"2020-09-10T12:25:04","modified_gmt":"2020-09-10T10:25:04","slug":"71-inconscio-bene-male-abitano-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/ericapoli\/2020\/71-inconscio-bene-male-abitano-insieme\/","title":{"rendered":"71. NEL NOSTRO INCONSCIO BENE E MALE ABITANO INSIEME"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 103\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-657\" src=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli.png\" alt=\"\" width=\"1050\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli.png 1050w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli-300x186.png 300w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli-1024x634.png 1024w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2020\/09\/71-Poli-768x475.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cellulare, documenti.<\/em><br \/>\n<em>Tutto quanto custodito,<\/em><br \/>\n<em>nel gabbiotto, alla soglia,<\/em><br \/>\n<em>di presidio all\u2019infinito.<\/em><br \/>\n<em>Sto arrivando,<\/em><br \/>\n<em>nello stomaco gelato<\/em><br \/>\n<em>del gigante assopito,<\/em><br \/>\n<em>domicilio costruito<\/em><br \/>\n<em>all\u2019indirizzo piu\u0300 lontano<\/em><br \/>\n<em>dallo spazio e dal tempo<\/em><br \/>\n<em>che si possa immaginare.<\/em><br \/>\n<em>Tutta occhi,<\/em><br \/>\n<em>per ascoltare<\/em><br \/>\n<em>ogni piccolo sussulto,<\/em><br \/>\n<em>cosa hai fatto?<\/em><br \/>\n<em>Non ricordi, non lo sai o non ci credi.<\/em><br \/>\n<em>Sei un uomo,<\/em><br \/>\n<em>e per adesso<\/em><br \/>\n<em>niente altro mi interessa.<\/em><br \/>\n<em>Ti ricordi come e\u0300 andata,<\/em><br \/>\n<em>me ne parli,<\/em><br \/>\n<em>per favore,<\/em><br \/>\n<em>mentre io tutto seguo,<br \/>\nfuorche\u0301 le tue parole.<br \/>\nCerco ombre disegnate sul tuo volto e nel respiro,<br \/>\nle pupille e le tue spalle,<br \/>\ne il tono muscolare,<br \/>\nansia e rabbia, sempre loro,<br \/>\nsi fan vive sotto il ghiaccio.<br \/>\nMa sei triste, ora vedo,<br \/>\nlieve e rapido un accenno,<br \/>\nio son qui per valutare,<br \/>\nma i miei occhi son veloci,<br \/>\npiu\u0300 di un monito al dovere.<br \/>\nLa sorpresa del tuo sguardo<br \/>\nmi conferma il mio sentore,<br \/>\nniente per dissimulare,<br \/>\ntutta emozione da liberare.<br \/>\nPorta aperta su<br \/>\ndi un nudo,<br \/>\nsecondino avanti e indietro,<br \/>\nma il pudore non si addice<br \/>\nal dolore da scontare.<br \/>\nNudo e vivo,<br \/>\ntu mi dici,<br \/>\ne lo vedo, non c\u2019e\u0300 dubbio.<br \/>\nSei un uomo<br \/>\ne per adesso<br \/>\nniente altro mi interessa.<br \/>\nSono uscita, dovro\u0300 tornare;<br \/>\ncellulare, documenti&#8230;<br \/>\nmetter via gli occhi per andare,<br \/>\nsilenziosa rimuginare che<br \/>\nhan visto vita<br \/>\ndove non si puo\u0300 dire.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 105\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 106\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h2>Alle origini della poesia<\/h2>\n<p><strong>Ma chi te lo fa fare di andare in carcere?<\/strong> Me lo son chiesta anch\u2019io la prima volta, mentre depositavo all\u2019ingresso i documenti e il cellulare. Sensazione di nudita\u0300 estrema, smarrimento. Nessun riferimento, nessun contatto. Una telefonata come un miraggio. Poi arrivi davanti a lui che devi valutare. Un assassino, che ti parla della mamma, delle visite che aspetta, del freddo che fa. Tu sei il perito del Tribunale. Tu non appartieni a quel mondo. E lo guardi e molte emozioni contrastanti si muovono&#8230; perche\u0301 <strong>e\u0300 un essere umano, esattamente come te<\/strong>. Si\u0300, potresti essere tu, come chiunque. Gli stessi bisogni, le stesse piccole quotidiane esigenze che diventano grandissime nella lente di ingrandimento che il carcere pone su ogni cosa.<\/p>\n<p>Le prime volte e\u0300 strano, poi ti abitui. Si\u0300, ti abitui. Conosci tutti al centro clinico dove ti fan fare le visite&#8230; con la porta aperta. La porta aperta! E tu che la prima volta, ingenua e tenace paladina del tuo atto medico prima di tutto, hai tentato di chiuderla sotto gli occhi attoniti della guardia e tanto piu\u0300 del detenuto. Poi ti abitui anche a quello, e fai domande, intime, pesantissime, mentre passano li\u0300 accanto&#8230; ascoltano persino, in una rappresentazione scenica che pero\u0300 e\u0300 reale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 107\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>A un certo punto si stravolge tutto. <strong>Le emozioni umane sono uguali dappertutto e per chiunque<\/strong>. Impari che l\u2019atto non e\u0300 la persona. Cominciano le domande, sul senso della pena, sulla detenzione, sulla riabilitazione, sul lavoro che svolgi, sul senso ultimo e profondo del tuo essere li\u0300. Per ora so soltanto che l\u2019essere umano e\u0300 prima di ogni cosa e che la vita dirompe nonostante tutto e per fortuna.<\/p>\n<p>Mi sono scoperta anche piu\u0300 scomoda di quel che pensavo, piu\u0300 tenace, piu\u0300 battagliera&#8230; una spina nel fianco mi han detto. Non mi dispiace, in fondo ho solo cominciato.<\/p>\n<h2>Riflessione: il mio rapporto con il male<\/h2>\n<p>Per questa ragione questa poesia vi invita a riflettere sui giudizi che emettete, sulla vostra idea di bene e di male, su come vi sentite diversi da chi disapprovate, sul senso di separazione che ognuno di noi coltiva in se\u0301 e che gli fa credere che a lui o a lei certe cose non possono capitare.<\/p>\n<p>Tempo fa, durante un corso, uno dei partecipanti, essendo a conoscenza anche del versante forense della mia professione, mi chiese cosa ne pensassi delle madri che uccidono i figli, se fosse vero che la causa di tutto era la depressione e come mi fossi sentita periziandole.<\/p>\n<p>La risposta che diedi stupi\u0300 anche me stessa perche\u0301 mi diede prova del lungo lavoro di trasformazione che la frequentazione delle carceri aveva prodotto in me. Spiegai che <strong>l\u2019atto era cosa differente dalla persona<\/strong> e che, se l\u2019atto era giustamente da condannare, la persona, in un\u2019ottica che sarebbe degna della piu\u0300 classica delle tragedie greche, rappresenta quel soggetto che incarna anche per tutti gli altri il male di quell\u2019atto. Quelle donne, quelle madri \u201cdegeneri\u201d agiscono nel reale una dinamica fantasmatica che vive nell\u2019inconscio di ogni madre, ma che di solito rimane tabu\u0300, cioe\u0300 proibita e saldamente controllata per il bene del gruppo, come ci insegna Freud, appunto, in <em>Totem e tabu\u0300<\/em>: fare e disfare il figlio come un oggetto proprio. Quelle madri, con il loro agire, permettono alle altre di pensare: \u201cIo non farei mai una cosa del genere\u201d, \u201cIo non sono come lei\u201d, \u201cLei era malata, aveva la depressione\u201d, e in termini sistemici, le salvano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 108\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Percio\u0300 bene la condanna dell\u2019atto, ma altrettanto necessaria la <strong>profonda compassione per la persona<\/strong>, che dovrebbe essere vista non come diversa, ma come espressione di una dinamica dell\u2019umano che la societa\u0300 tutta ha il dovere di affrontare, con strumenti atti al recupero vero del soggetto, con mezzi che lo aiutino nel terribile, ma necessario viaggio nella colpa, che quando accade, e l\u2019ho visto con i miei occhi, trasforma le persone in esseri nuovi, e conferisce loro (un po\u2019 come nel personaggio manzoniano di Lodovico-Fra\u2019 Cristoforo) la potenza e il coraggio di chi si redime nel cuore.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 109\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Nel nostro inconscio <strong>bene e male abitano assieme<\/strong>, luce e ombra sono presenti, intrecciate e mescolate. Inutile voler credere il contrario. Chi opera la scissione tra bene e male dentro di se\u0301, chi rifiuta l\u2019oscuro, la tenebra, la rabbia, l\u2019invidia dentro di se\u0301, alimenta ombre nei sotterranei della propria psiche e, paradossalmente, sono sempre la rigidita\u0300, il manicheismo, il controllo a generare gli atti peggiori.<\/p>\n<p>E\u0300 proprio quando facciamo nostra<strong> l\u2019idea di dover \u201ccombattere il male\u201d<\/strong> che diventiamo pericolosi per il nostro prossimo e per noi stessi. Il male, come ci insegna ogni tradizione di saggezza antica, incluso Gesu\u0300 Cristo, non va combattuto ne\u0301 tantomeno eliminato: esso e\u0300 parte integrante e necessaria della vita stessa.<\/p>\n<p>Percio\u0300 provate a riflettere sul rapporto che avete con il male. Come lo sentite? Ne avete paura? Lo giudicate negativo? Oppure lo vedete come una forza intrecciata al bene? Come affrontate il problema del male nell\u2019essere umano?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 110\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Dobbiamo comprendere, come scrive Jung nella lettera a Padre Victor White, che quando si affronta il male \u201csi ha piu\u0300 che mai bisogno della minima particella di bene. Si tratta di fare in modo che la luce continui a risplendere nelle tenebre, e la vostra candela non ha senso se non nell\u2019oscurita\u0300\u201d. Finche\u0301 <strong>condanniamo il male negli altri<\/strong>, perdiamo la possibilita\u0300 di percepirlo in noi e in realta\u0300 vi restiamo legati. Non c\u2019e\u0300 altra via che quella di accettare il male, senza amarlo e senza odiarlo, comprendendo che esso fa parte della vita.<\/p>\n<p>Sempre Jung ci ispira la piu\u0300 ardua delle riflessioni: \u201cL\u2019incontro con se stessi e\u0300 una delle esperienze piu\u0300 sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto cio\u0300 che e\u0300 negativo sul mondo circostante. Chi e\u0300 in condizione di <strong>vedere la propria ombra<\/strong> e di sopportarne la conoscenza ha gia\u0300 assolto una piccola parte del compito\u201d.<\/p>\n<p>Sopportare la piena conoscenza di se\u0301, questo e\u0300 l\u2019unico vero antidoto al male. Una societa\u0300 che promuova nella scuola, nella cultura, nell\u2019educazione la conoscenza di se\u0301 e la presa di coscienza degli opposti dentro di se\u0301, e\u0300 una societa\u0300 in pace, e\u0300 una societa\u0300 divina.<\/p>\n<p>Come, infatti, ci lascia scritto Eraclito, l\u2019oscuro: \u201cIl dio e\u0300 giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazieta\u0300 fame, e muta come il fuoco, quando si mescola ai profumi e prende nome dall\u2019aroma di ognuno di essi\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p><em>Erica F. Poli<\/em><\/p>\n<p>Dal libro <a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__poiesis-psicoterapia-poesia-erica-francesca-poli.php?x_frame_secure=1&amp;pn=621\"><em>Poiesis \u2013 Psicoterapia in poesia <\/em><\/a>(Anima Edizioni)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilgiardinodeilibri.it\/libri\/__poiesis-psicoterapia-poesia-erica-francesca-poli.php?x_frame_secure=1&amp;pn=621\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Libro-Poiesis-Poli-2.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vuoi ricevere le novit\u00e0 di Anima.TV? Iscriviti alla newsletter qui: <a href=\"https:\/\/anima.tv\/form-iscrizione-newsletter\/\">https:\/\/anima.tv\/form-iscrizione-newsletter\/<\/a><\/p>\n<p>Vuoi aiutarci a darti di pi\u00f9? 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