{"id":12,"date":"2010-05-24T11:20:00","date_gmt":"2010-05-24T11:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/giulianoguerra\/index.php?entry=entry100524-132000"},"modified":"2013-07-18T11:09:06","modified_gmt":"2013-07-18T11:09:06","slug":"30-albina-e-maria-antonietta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/giulianoguerra\/2010\/30-albina-e-maria-antonietta\/","title":{"rendered":"30. ALBINA E MARIA ANTONIETTA"},"content":{"rendered":"<p>RIFLESSIONI IN TEMA DI CONSAPEVOLEZZA &#8211; II PARTE<\/p>\n<p>Al termine del primo colloquio con M. Antonietta, operatrice olistica in un qualificato centro medico di Mantova, le chiedo di poter conoscere, durante il successivo incontro, <b>sua madre<\/b>: la signora Albina.<\/p>\n<p>M. Antonietta \u00e8 una splendida donna di 25 anni, molto femminile, dolce ed intuitiva nella comunicazione. Il comportamento \u00e8 aggraziato. Stupisce pertanto il sintomo che porta al primo colloquio: <b>crisi bulimiche <\/b>ricorrenti con successivo vomito forzato che si procura per evitare \u201cdi assorbire nel suo corpo fisico\u201d il cibo ingerito in modo compulsivo. Condivide la visione dell\u2019uomo tripartito, costituito di corpo, mente ed <a href=\"https:\/\/anima.tv\/giulianoguerra\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/30_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-205 alignleft\" alt=\"30_01\" src=\"https:\/\/anima.tv\/giulianoguerra\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/30_01.jpg\" width=\"278\" height=\"215\" \/><\/a>anima. E\u2019 convinta dell\u2019esistenza dei corpi sottili e delle forme pensiero.<\/p>\n<p>Riferisce di essere consapevole dei meccanismi psicodinamici alla base dei suoi sintomi, ma \u00e8 pi\u00f9 forte di lei non riuscire a controllarsi.<\/p>\n<p>Certamente le sono stati utili i tre ricoveri in cliniche private, specializzate in disturbi dell\u2019alimentazione ed i diversi anni di psicoterapia (psicodinamica prima e cognitivo-comportamentale successivamente). E\u2019 grazie a queste terapie che ora ha una vita professionale appagante ed una relazione affettivo-sessuale soddisfacente con un compagno, coetaneo, con cui convive.<\/p>\n<p>Ma nonostante tutto ci\u00f2 il sintomo persiste e mi chiede di aiutarla a controllare le sue emozioni quando si scatenano, \u201ccostringendola\u201d, come in uno <b>stato confusivo-compulsivo<\/b>, alla bulimia con successivo vomito.<\/p>\n<p>All\u2019et\u00e0 di 19 anni, contro la volont\u00e0 di tutti i suoi familiari, \u201cha rotto un fidanzamento ufficiale, voluto dalla madre e dalla nonna, con un benestante coetaneo e compaesano di Rossano Calabro, in Calabria\u201d. La sua <b>ribellione al codice d\u2019onore della famiglia <\/b>le ha causato, per diversi anni, ritorsioni e minacce.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi riferisce: \u201cSono ancora piccola, ho bisogno della mia famiglia e di mia madre. Non riesco a sopportare l\u2019ostilit\u00e0 dei miei parenti. I miei genitori mi hanno lasciato dai nonni, in Calabria, per cercare lavoro al Nord. Io avevo tre anni. Da allora temo <b>l\u2019abbandono <\/b>ed ho sempre bisogno di molto amore. So che i miei problemi sono legati a questi due traumi. Dentro di me c\u2019\u00e8 una bambina ferita, di tre anni d\u2019et\u00e0, ed una adolescente di 14\/15 anni non riconosciuta nel suo bisogno di autonomia dalla famiglia. E\u2019 l\u00ec l\u2019origine di tutto. Ma \u00e8 pi\u00f9 forte di me ingurgitare il cibo e poi vomitarlo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/giulianoguerra\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/29_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-204 alignleft\" alt=\"29_01\" src=\"https:\/\/anima.tv\/giulianoguerra\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/29_01-218x300.jpg\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/29_01-218x300.jpg 218w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/07\/29_01.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a>E\u2019 evidente che M. Antonietta ha un Io normostrutturato ed il suo livello di consapevolezza \u00e8 elevato. Su queste basi solide \u00e8 possibile cercare soluzioni terapeutiche pi\u00f9 profonde e <b>intervenire sul piano dell\u2019anima <\/b>e delle energie sottili. Per questo motivo le chiedo di conoscere sua madre.<\/p>\n<p>La signora Albina accoglie cortesemente la mia richiesta e si presenta con la figlia M. Antonietta al secondo colloquio. E\u2019 una signora gradevole, di bell\u2019aspetto. Ostenta un atteggiamento allegro e socievole. E\u2019 disponibile a collaborare per aiutare la figlia. Mentre mi parla della sua vita mi trasmette la sensazione che soffra di depressione mascherata da sintomi fisici e da un comportamento che la porta a controllare le relazioni affettive. Un meccanismo inconscio in base al quale, esercitando un potere che la rassicura da abbandoni o da cambiamenti di ruolo, <b>inconsciamente manipola la relazione <\/b>con la figlia costringendola \u201cad uno stretto abbraccio\u201d che toglie libert\u00e0 e autonomia di movimenti.<\/p>\n<p>La sua biografia giustificherebbe questi comportamenti inconsci. Nasce in una famiglia numerosa (quartogenita di sei fratelli) e povera. Suo padre, dopo aver tentato l\u2019occupazione come pastore nell\u2019entroterra di Rossano Calabro, di fronte al dramma della morte delle sue pecore per una epidemia influenzale, legata ad una terribile annata di freddo e maltempo, decide di emigrare in Germania per cercare lavoro. Vi rimane per oltre 30 anni. E\u2019 ben comprensibile pensare che la piccola Albina abbia convissuto con stati d\u2019animo di paura per le difficolt\u00e0 economiche, l\u2019assenza del padre, la precariet\u00e0 della vita&#8230;<\/p>\n<p>Si sposa per modificare queste condizioni di vita, ma dopo pochi anni si ripete la solita storia. Il marito, piccolo imprenditore edile, si trova a perdere il lavoro. A fallire per varie circostanze negative. Si ripresenta la stessa situazione vissuta con il padre da piccola: <b>emigrare per cercare lavoro<\/b>.<\/p>\n<p>Albina segue il marito nel trasferimento al Nord ed \u201cabbandona\u201d la figlia, M. Antonietta, bambina di tre anni alla nonna, affinch\u00e9 la accudisca. Considerato il livello di consapevolezza raggiunto da M. Antonietta, soprattutto acquisito grazie alle psicoterapie precedenti e stimolato dalla sofferenza, unitamente alla valutazione clinica della struttura dell\u2019Io, decido di intervenire, tecnicamente, sul piano dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Favorisco uno stato di concentrazione meditativa. Applico una <b>pulizia delle forme pensiero <\/b>e creo una \u201catmosfera\u201d interpersonale che interconnette i loro corpi sottili pi\u00f9 elevati (corpo mentale superiore). E\u2019 M. Antonietta che interrompe per prima il silenzio creato appositamente nel setting terapeutico. Cos\u00ec si esprime, rivolta alla mamma: \u201cMi dispiace, ti perdono, ti ringrazio e ti voglio bene. Il mio bisogno di mamma e di famiglia mi tengono legata a te e viceversa. Le tue paure per la vita divengono le mie e viceversa. Da l\u00ec parte poi il mio disturbo con l\u2019alimentazione\u201d.<\/p>\n<p>Poi mi guarda e mi chiede: \u201c Dottore sono pronta, <b>mi assumo la responsabilit\u00e0 della mia vita<\/b>, mi aiuti a trasmutare le emozioni negative della rabbia e della paura\u201d. Su queste basi \u00e8 ora molto facile, tecnicamente, usando gli strumenti dell\u2019immaginazione e il potere \u201cnuminoso\u201d degli archetipi, aiutarla a trasformare le emozioni negative in qualit\u00e0 dell\u2019anima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIFLESSIONI IN TEMA DI CONSAPEVOLEZZA &#8211; II PARTE<\/p>\n<p>Al termine del primo colloquio con M. Antonietta, operatrice olistica in un qualificato centro medico di Mantova, le chiedo di poter conoscere, durante il successivo incontro, <b>sua madre<\/b>: la signora Albina.<\/p>\n<p>M. Antonietta &egrave; una splendida donna di 25 anni, molto femminile, dolce ed intuitiva nella comunicazione. Il comportamento &egrave; aggraziato. Stupisce pertanto il sintomo che porta al primo colloquio: <b>crisi bulimiche <\/b>ricorrenti con successivo vomito forzato che si procura per evitare &ldquo;di assorbire nel suo corpo fisico&rdquo; il cibo ingerito in modo compulsivo. Condivide la visione dell&rsquo;uomo tripartito, costituito di corpo, mente ed <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/giulianoguerra\/images\/30_01.jpg\" width=\"278\" height=\"215\" border=\"0\" alt=\"\">anima. E&rsquo; convinta dell&rsquo;esistenza dei corpi sottili e delle forme pensiero.<\/p>\n<p>Riferisce di essere consapevole dei meccanismi psicodinamici alla base dei suoi sintomi, ma &egrave; pi&ugrave; forte di lei non riuscire a controllarsi. <\/p>\n<p>Certamente le sono stati utili i tre ricoveri in cliniche private, specializzate in disturbi dell&rsquo;alimentazione ed i diversi anni di psicoterapia (psicodinamica prima e cognitivo-comportamentale successivamente). E&rsquo; grazie a queste terapie che ora ha una vita professionale appagante ed una relazione affettivo-sessuale soddisfacente con un compagno, coetaneo, con cui convive.<\/p>\n<p>Ma nonostante tutto ci&ograve; il sintomo persiste e mi chiede di aiutarla a controllare le sue emozioni quando si scatenano, &ldquo;costringendola&rdquo;, come in uno <b>stato confusivo-compulsivo<\/b>, alla bulimia con successivo vomito.<\/p>\n<p>All&rsquo;et&agrave; di 19 anni, contro la volont&agrave; di tutti i suoi familiari, &ldquo;ha rotto un fidanzamento ufficiale, voluto dalla madre e dalla nonna, con un benestante coetaneo e compaesano di Rossano Calabro, in Calabria&rdquo;. La sua <b>ribellione al codice d&rsquo;onore della famiglia <\/b>le ha causato, per diversi anni, ritorsioni e minacce.<\/p>\n<p>Cos&igrave; mi riferisce: &ldquo;Sono ancora piccola, ho bisogno della mia famiglia e di mia madre. Non riesco a sopportare l&rsquo;ostilit&agrave; dei miei parenti. I miei genitori mi hanno lasciato dai nonni, in Calabria, per cercare lavoro al Nord. Io avevo tre anni. Da allora temo <b>l&rsquo;abbandono <\/b>ed ho sempre bisogno di molto amore. So che i miei problemi sono legati a questi due traumi. Dentro di me c&rsquo;&egrave; una bambina ferita, di tre anni d&rsquo;et&agrave;, ed una adolescente di 14\/15 anni non riconosciuta nel suo bisogno di autonomia dalla famiglia. E&rsquo; l&igrave; l&rsquo;origine di tutto. Ma &egrave; pi&ugrave; forte di me ingurgitare il cibo e poi vomitarlo&rdquo;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/giulianoguerra\/images\/29_01.jpg\" width=\"230\" height=\"316\" border=\"0\" alt=\"\">E&rsquo; evidente che M. Antonietta ha un Io normostrutturato ed il suo livello di consapevolezza &egrave; elevato. Su queste basi solide &egrave; possibile cercare soluzioni terapeutiche pi&ugrave; profonde e <b>intervenire sul piano dell&rsquo;anima <\/b>e delle energie sottili. Per questo motivo le chiedo di conoscere sua madre.<\/p>\n<p>La signora Albina accoglie cortesemente la mia richiesta e si presenta con la figlia M. Antonietta al secondo colloquio. E&rsquo; una signora gradevole, di bell&rsquo;aspetto. Ostenta un atteggiamento allegro e socievole. E&rsquo; disponibile a collaborare per aiutare la figlia. Mentre mi parla della sua vita mi trasmette la sensazione che soffra di depressione  mascherata da sintomi fisici e da un comportamento che la porta a controllare le relazioni affettive. Un meccanismo inconscio in base al quale, esercitando un potere che la rassicura da abbandoni o da cambiamenti di ruolo, <b>inconsciamente manipola la relazione <\/b>con la figlia costringendola &ldquo;ad uno stretto abbraccio&rdquo; che toglie libert&agrave; e autonomia di movimenti.<\/p>\n<p>La sua biografia giustificherebbe questi comportamenti inconsci. Nasce in una famiglia numerosa (quartogenita di sei fratelli) e povera. Suo padre, dopo aver tentato l&rsquo;occupazione come pastore nell&rsquo;entroterra di Rossano Calabro, di fronte al dramma della morte delle sue pecore per una epidemia influenzale, legata ad una terribile annata di freddo e maltempo, decide di emigrare in Germania per cercare lavoro. Vi rimane per oltre 30 anni. E&rsquo; ben comprensibile pensare che la piccola Albina abbia convissuto con stati d&rsquo;animo di paura per le difficolt&agrave; economiche, l&rsquo;assenza del padre, la precariet&agrave; della vita&#8230;<\/p>\n<p>Si sposa per modificare queste condizioni di vita, ma dopo pochi anni si ripete la solita storia. Il marito, piccolo imprenditore edile, si trova a perdere il lavoro. A fallire per varie circostanze negative. Si ripresenta la stessa situazione vissuta con il padre da piccola: <b>emigrare per cercare lavoro<\/b>.<\/p>\n<p>Albina segue il marito nel trasferimento al Nord ed &ldquo;abbandona&rdquo; la figlia, M. Antonietta, bambina di tre anni alla nonna, affinch&eacute; la accudisca. Considerato il livello di consapevolezza raggiunto da M. Antonietta, soprattutto acquisito grazie alle psicoterapie precedenti e stimolato dalla sofferenza, unitamente alla valutazione clinica della struttura dell&rsquo;Io, decido di intervenire, tecnicamente, sul piano dell&rsquo;anima.<\/p>\n<p>Favorisco uno stato di concentrazione meditativa. Applico una <b>pulizia delle forme pensiero <\/b>e creo una &ldquo;atmosfera&rdquo; interpersonale che interconnette i loro corpi sottili pi&ugrave; elevati (corpo mentale superiore). E&rsquo; M. Antonietta che interrompe per prima il silenzio creato appositamente nel setting terapeutico. Cos&igrave; si esprime, rivolta alla mamma: &ldquo;Mi dispiace, ti perdono, ti ringrazio e ti voglio bene. Il mio bisogno di mamma e di famiglia mi tengono legata a te e viceversa. Le tue paure per la vita divengono le mie e viceversa. Da l&igrave; parte poi il mio disturbo con l&rsquo;alimentazione&rdquo;.<\/p>\n<p>Poi mi guarda e mi chiede: &ldquo; Dottore sono pronta, <b>mi assumo la responsabilit&agrave; della mia vita<\/b>, mi aiuti a trasmutare le emozioni negative della rabbia e della paura&rdquo;. 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