{"id":113,"date":"2015-04-03T13:03:52","date_gmt":"2015-04-03T11:03:52","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/?p=113"},"modified":"2015-04-03T13:26:15","modified_gmt":"2015-04-03T11:26:15","slug":"04-apprendisti-maghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/2015\/04\/03\/04-apprendisti-maghi\/","title":{"rendered":"04. APPRENDISTI MAGHI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Medardo<\/strong> scalciava le gambe di ferro del banco mentre rovistava nello zaino. Gli era venuta in mente una modifica per il suo motore alimentato a patate e stava cercando il foglio con il progetto, doveva lavorarci subito! Intanto inclinava la sedia facendola sbattere contro il banco del compagno di scuola \u02d7 quello dietro di lui \u02d7 per vedere dalla finestra il passaggio di un Boeing 777 che si annunciava brontolando alto nel cielo.<br \/>\n\u00abMedardo, hai deciso di farmi impazzire anche oggi?\u00bb<br \/>\nLa maestra era seccata da tutto quel rumore durante la lezione di aritmetica.<br \/>\n\u00abNo signora maestra!\u00bb rispose con sincerit\u00e0Medardo.<br \/>\nNon aveva intenzione di dare fastidio, non lo stava mica facendo apposta, ma proprio non riusciva pi\u00f9 a stare fermo in quello spazio angusto tra il banco e la sedia. Inoltre aveva delle cose da fare!<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Gioele<\/strong>, ci fai l&#8217;onore di tornare tra noi?\u00bb<br \/>\nGioele non aveva sentito una parola della lezione, n\u00e9 il richiamo dell&#8217;insegnante rivolto a lui. In effetti \u02d7 da molti minuti ormai \u02d7 osservava un pettirosso planato sul davanzale della finestra. Gli sembrava che la deliziosa creatura girasse la testolina a destra e a sinistra per guardare proprio lui, prima con l&#8217;occhio destro e poi con quello sinistro. Arruffava le piume e si scuoteva tutto come se avesse i brividi, chiss\u00e0 se aveva freddo e fame&#8230;<br \/>\n\u00abGioele!\u00bb<br \/>\nL&#8217;intera classe scoppi\u00f2 a ridere, e quando Gioele usc\u00ec dai suoi pensieri con un sussulto \u02d7 al secondo e pi\u00f9 forte richiamo della maestra \u02d7 si accorse con imbarazzo che tutti lo stavano guardando.\u00a0Tutti tranne Medardo, il quale invece approfittava di quel momento per nascondere il suo prezioso disegno, prima che alla maestra venisse l&#8217;idea di confiscarlo. L&#8217;insegnante sembrava pi\u00f9 spazientita del solito, e Medardo era preoccupato perch\u00e9, se si fosse lamentata ancora una volta di lui con mamma e pap\u00e0, avrebbe passato un guaio!<\/p>\n<p>Medardo\u00a0non riusciva a capire cosa ci fosse\u00a0di tanto sbagliato nel suo comportamento, tuttavia ogni cosa che faceva sembrava appiccicargli addosso sempre pi\u00f9 <strong>l&#8217;etichetta di ribelle<\/strong>. Lo zio e la zia non perdevano occasione, durante gli spinosi pranzi della domenica, per ribadire quanto fosse pestifero e inadeguato. Naturale che provasse ogni volta la sensazione di sedere sopra le spine! La mamma elencava \u02d7 davanti a tutti e con la voce lamentosa di una vittima \u02d7 le sue marachelle della settimana, il pap\u00e0 vagheggiava su punizioni sempre pi\u00f9 severe e il resto dei parenti scuoteva la testa con disapprovazione.<br \/>\nI genitori lo avevano portato persino dal dottore, uno strano tipo che faceva troppe domande, un vero ficcanaso! Alla fine il medico gli aveva prescritto una &#8220;medicina magica&#8221; che doveva farlo diventare buono, ma che lo faceva sentire sempre stanco e ansioso. Quindi&#8230; forse era davvero cattivo come tutti dicevano? Un bambino buono resta seduto nel banco, ascolta la maestra ed \u00e8 obbediente. Medardo,\u00a0al contrario,\u00a0detestava le lunghe ore di scuola e temeva che una volta o l&#8217;altra gli si sarebbero paralizzate le gambe! Di tutto quello che diceva la maestra, era interessato solo ai racconti storici degli eroi perch\u00e9 <strong>anche lui voleva essere un eroe<\/strong>, un paladino dei pi\u00f9 deboli, e dava all&#8217;onore e all&#8217;amicizia il primo posto nella scala dei suoi valori.<br \/>\nInfine trovava inutili certe attivit\u00e0 che gli imponeva il padre: aveva cose molto pi\u00f9 importanti alle quali dedicare il suo tempo, come l&#8217;invenzione di nuovi motori o programmare una spedizione avventurosa in Amazzonia per la ricerca di combustibili alternativi.<\/p>\n<p>Anche Gioele aveva un sacco di problemi a scuola e in famiglia. A lui non piaceva parlare; amava riflettere sulle cose, interrogarsi sui misteri dell&#8217;universo, <strong>osservare le stelle<\/strong>. Quindi era sempre assorto ma, sfortunatamente, agli altri sembrava invece un po&#8217; tonto. Lo sembrava a scuola perch\u00e9 l&#8217;unica via di fuga del bambino da quel luogo poco interessante era <strong>vagare altrove con la mente<\/strong>, e lo sembrava ai genitori.<br \/>\nIl padre si dava da fare per &#8220;svegliare&#8221; il figlio, e lo trascinava alle partite di calcio o a qualche gita in motocicletta. Tuttavia Gioele detestava quel tipo di cose, e detestava \u02d7 come Medardo \u02d7 le riunioni familiari, dove i parenti parlavano di lui come se non fosse presente, oppure tanto sordo o stupido da non sentire le loro parole colme di delusione. Ma Gioele sentiva tutto, oh, se sentiva! Sarebbe potuto andare in estasi nell&#8217;annusare una rosa, o cadere in ginocchio sopraffatto dalla bellezza di un tramonto. O avere il cuore a pezzi alla vista di un&#8217;ingiustizia. Anche se pareva molto diverso da Medardo, aveva in comune con lui l&#8217;amore per gli eroi della storia e \u02d7 come il compagno \u02d7 nella sua scala dei valori <strong>l&#8217;amicizia e l&#8217;onore<\/strong> erano al primo posto.<br \/>\nAnche Gioele aveva subito &#8220;l&#8217;interrogatorio&#8221; di un dottore e anche lui doveva prendere una &#8220;medicina magica&#8221;, ma quella pasticca gli faceva venire attacchi d&#8217;ansia tremendi. Chiss\u00e0, forse avevano ragione tutti quanti, <strong>forse era davvero uno scemo<\/strong>! I bambini intelligenti parlano molto, anzi gridano per sovrastare le voci degli altri, sono assi dei videogiochi e amano lo sport. E lui non era come loro.<\/p>\n<p>\u00abLara!\u00bb La maestra ora richiamava l&#8217;attenzione di un&#8217;alunna.\u00a0\u00abOggi dovr\u00f2 prendere un&#8217;aspirina a causa vostra!\u00bb disse la donna toccandosi la fronte con il palmo di una mano.<\/p>\n<p><strong>Lara<\/strong> era la bambina pi\u00f9 eccentrica della scuola. Come Medardo, non stava mai ferma, e come Gioele si estraniava al punto che nessun richiamo avrebbe potuto farla tornare dai misteriosi viaggi della sua mente. Quando la maestra aveva urlato il suo nome, Lara non poteva sentirla perch\u00e9 era volata con la fantasia nel castello di una fattucchiera e riceveva istruzioni su magie di guarigione. Cos\u00ec avrebbe potuto guarire la nonna che era tanto malata!<br \/>\nCome i compagni di scuola Medardo e Gioele, anche la bambina non aveva alcun interesse per le lezioni della maestra, ma lei lo diceva forte e chiaro. <strong>Esprimeva sempre le sue opinioni<\/strong>, tuttavia sapeva dire le cose con un tale garbo e dolcezza, con un dosaggio cos\u00ec sapiente di autorevolezza e rispetto mescolati insieme, da non essere mai odiosa. Non si poteva detestarla ma nemmeno domarla. I genitori avevano tentato di portare anche lei da un dottore, ma non c&#8217;erano proprio riusciti perch\u00e9 Lara si era ribellata dando spiegazioni sensate e risolute. Nonostante tutto, nemmeno Lara aveva una vita facile e si sentiva un&#8217;aliena in mezzo a un mondo di umani troppo diversi da lei. Dov&#8217;erano gli eroi pieni di quel senso dell&#8217;onore che le apparteneva e che sentiva prorompere dal cuore? Il suo disagio era esattamente lo stesso provato da Medardo e da Gioele.<\/p>\n<p>ll giorno seguente, un altro giorno di scuola, poteva sembrare un mattino come tanti, ma la luce e i colori avevano una brillantezza speciale; Medardo, Gioele e Lara non avevano mai visto un\u00a0cielo cos\u00ec limpido!<\/p>\n<p>Quel giorno entr\u00f2 in aula anche l&#8217;uomo pi\u00f9 strano che i tre bambini avessero mai incontrato. Invece della solita maestra un po&#8217; trafelata, arriv\u00f2, con incedere lento e maestoso, <strong>una figura altissima, barbuta e vestita di nero<\/strong>. Il chiasso degli alunni cess\u00f2 di colpo e, nel silenzio generale, l&#8217;uomo and\u00f2 a sedersi alla cattedra. L&#8217;attenzione di tutti fu catturata dalla foggia del suo copricapo, una sorta di piramide tronca impreziosita da minuscoli simboli d&#8217;oro.<\/p>\n<p>\u00abLa maestra \u00e8 malata, sono il vostro supplente\u00bb disse con una voce profonda, tonante e melodiosa al tempo stesso.<br \/>\nI bambini non risposero, ancora sorpresi ma soprattutto impressionati dall&#8217;aspetto di quello strano insegnante. Non si sarebbe potuto dargli n\u00e9 un&#8217;et\u00e0 n\u00e9 una razza; sembrava vecchio ma aveva movenze da giovane, e sembrava occidentale ma aveva gli occhi da orientale. La cosa pi\u00f9 inquietante erano le mani dalle dita insolitamente lunghe, simili ai rami scheletriti di un albero. Inoltre la sua altezza era quasi smisurata. Nell&#8217;insieme faceva davvero paura!<\/p>\n<p>Quando si lev\u00f2 in piedi e si avvicin\u00f2 a un alunno in prima fila, il ragazzino sprofond\u00f2 sotto il banco.<br \/>\n\u00abCosa vi stava insegnando ieri la maestra?\u00bb\u00a0chiese il supplente, allungandosi verso l&#8217;alunno.<br \/>\nIl bimbo, spaventatissimo, balbett\u00f2 qualcosa senza senso. L&#8217;uomo allora gir\u00f2 lo sguardo attorno, in attesa della risposta da qualcun altro. Sembrava una sfida: chi aveva il coraggio di parlare per primo a quel personaggio tutto nero? Pareva che nessuno avrebbe mai vinto la gara perch\u00e9 tutti i bambini erano impietriti; tutti tranne quelli che si erano rifugiati sotto i banchi, naturalmente&#8230; e\u00a0tranne Medardo, Gioele e Lara che lo stavano guardando affascinati.<\/p>\n<p><strong>Il supplente si avvicin\u00f2 a Gioele<\/strong> e ripet\u00e9 la domanda. Il bambino lo guard\u00f2 intensamente e quasi gli occhi gli si riempirono di lacrime. Stava provando affetto per uno sconosciuto! Doveva essere impazzito! O forse non era uno sconosciuto?<br \/>\n\u00abAritmetica&#8230;\u00bb disse con una voce limpida e forte come non aveva mai tirato fuori dalla propria gola!<br \/>\n\u00abE quale operazione di aritmetica stava spiegando la tua maestra?\u00bb replic\u00f2 l&#8217;uomo.<br \/>\n\u00abNon lo so, signore\u00bb rispose candidamente Gioele. \u00abNon ero attento\u00bb.<br \/>\n\u00abHumm&#8230; certamente la natura \u00e8 molto pi\u00f9 interessante. I pettirossi,\u00a0per\u00a0esempio, sono creature straordinarie, cos\u00ec carini eppure tanto battaglieri&#8230;\u00bb<br \/>\nIl supplente non fin\u00ec la frase e gi\u00e0 si dirigeva verso il banco di Medardo. Gioele era interdetto. &#8220;Come faceva a sapere che mi ero distratto guardando un pettirosso?&#8221; pens\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abTu sai dirmi qualcosa di pi\u00f9 preciso?\u00bb disse l&#8217;insegnante <strong>rivolto a Medardo<\/strong>.<br \/>\n\u00abNo signore, ero distratto anch&#8217;io&#8230;\u00bb<br \/>\nMentre alzava lo sguardo su di lui, il bambino prov\u00f2 l&#8217;assurda sensazione di aver gi\u00e0 incontrato quello strano personaggio, chiss\u00e0 dove e chiss\u00e0 quando. In realt\u00e0 sapeva bene di non averlo mai visto prima, non dentro il mondo reale perlomeno!<br \/>\n\u00abCerto certo, \u00e8 ovvio, il tuo veicolo aveva bisogno di essere perfezionato prima di partire per un viaggio tanto lungo&#8230;\u00bb<br \/>\n&#8220;Come sa del disegno e del progetto sul mio viaggio?&#8221; pens\u00f2 Medardo con l&#8217;espressione pi\u00f9 stupita del mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;insegnante ora si era fermato <strong>davanti al banco di Lara<\/strong> che lo stava guardando negli occhi e sembrava ipnotizzata.<br \/>\n\u00abTu cosa sai dirmi circa la lezione di ieri?\u00bb le chiese quell&#8217;uomo cos\u00ec alto che svettava quasi fino al soffitto dell&#8217;aula.<br \/>\n\u00abLa maestra ci ha insegnato l&#8217;addizione, ma stavo pensando ad altro&#8230;\u00bb rispose Lara, anche lei con lo stesso sincero candore dei suoi compagni.<br \/>\n\u00abHum,\u00a0certo \u00e8 pi\u00f9 urgente apprendere la magia. Tua nonna ha la precedenza&#8230;\u00bb<br \/>\nInutile dire che anche Lara rimase di stucco. Il supplente della maestra le leggeva nel pensiero!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/04\/catelli2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-115 alignleft\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/04\/catelli2.jpg\" alt=\"catelli2\" width=\"184\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/04\/catelli2.jpg 277w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/04\/catelli2-213x300.jpg 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>\u00abBene ragazzi, andiamo a fare<strong> lezione di aritmetica nel bosco<\/strong>!\u00bb<br \/>\nA quel comando si alzarono tutti per seguire l&#8217;insegnante che stava gi\u00e0 uscendo dall&#8217;aula. Medardo, Gioele e Lara si guardarono a vicenda interdetti. Nessuno di loro aveva mai visto un bosco nelle vicinanze! Tuttavia, appena fuori dall&#8217;edificio \u02d7 dove prima c&#8217;era solo cemento \u02d7 eccolo l\u00ec il bosco, tenebroso, invitante e misterioso. Accipicchia, esisteva davvero!<\/p>\n<p>Come se lo strano insegnante li chiamasse telepaticamente, i tre ragazzini gli andarono dietro e, tenendosi per mano, s&#8217;inoltrarono dentro la vegetazione sempre pi\u00f9 fitta. Gli altri compagni di classe erano da qualche parte, ma sembrava che non esistessero pi\u00f9, c&#8217;erano solo Medardo, Gioele, Lara e lo strano maestro. Quando L&#8217;uomo si sedette ai piedi di una grande quercia, i tre bambini si accovacciarono davanti a lui come tre piccoli discepoli.<\/p>\n<p>\u00abDunque facciamo lezione adesso. Medardo, dovrai calcolare la lunghezza del tuo viaggio. Con questa <strong>speciale carta geografica<\/strong> puoi sommare le distanze delle tappe intermedie che avevi deciso. Luoghi molto interessanti!\u00bb<br \/>\nA quelle parole tir\u00f2 fuori da una manica del vestito nero una carta geografica arrotolata. Quando Medardo la prese e la srotol\u00f2 pot\u00e9 considerare che non ne aveva mai vista una simile! Se metteva il dito tra una citt\u00e0 e l&#8217;altra, compariva la distanza chilometrica; se toglieva il dito, il chilometraggio spariva! Era anche indicata la profondit\u00e0 dei mari e degli oceani, che si rendeva visibile dove sceglieva di toccarli.\u00a0Tuttavia, la cosa pi\u00f9 stupefacente erano i puntini lampeggianti che segnalavano la presenza di tesori nascosti e terre sprofondate in un lontanissimo passato!<\/p>\n<p>\u00abGioele, qui ci sono tutte <strong>le costellazioni della nostra galassia<\/strong>. Vorrei che tu mi dicessi quante sono in totale\u00bb.<br \/>\nL&#8217;uomo diede al bambino un libro dalle pagine color lapislazzulo; quando Gioele sfior\u00f2 le immagini delle stelle, queste si accesero! Apparivano anche i nomi delle costellazioni e la storia leggendaria legata a ciascuna di loro. Il ragazzo era gi\u00e0 in cielo dalla felicit\u00e0! Ora avrebbe potuto scoprire per quale motivo, per\u00a0esempio, l&#8217;Orsa Maggiore si chiamava in quel modo, e chi erano le dee e gli dei coinvolti nella vicenda. Tutto questo mentre imparava l&#8217;addizione!<\/p>\n<p>\u00abEcco un <strong>libro di magia<\/strong>, Lara. La ricetta per guarire i polmoni di tua nonna \u00e8 a pagina milleseicentodiciotto. D&#8217;ogni foglia, fiore o radice vi \u00e8 scritta la quantit\u00e0. Vorrei sapere quanto peseranno in tutto le erbe della pozione. Naturalmente prima di metterla a bollire!\u00bb L&#8217;uomo sorrise e allung\u00f2 alla bambina il libro, anche quello, sfilato da una manica.<br \/>\nLara non poteva credere ai suoi occhi: se toccava una ricetta, le illustrazioni delle piante diventavano tridimensionali, come fossero vive. Sembravano talmente reali che quasi profumavano di rugiada! Certamente in quel modo poteva imparare tante pozioni magiche e a distinguere le piante, mentre si esercitava in aritmetica!<\/p>\n<p>Quando la mattina giunse al termine, il pi\u00f9 bizzarro maestro del mondo salut\u00f2 i bambini con una strizzatina d&#8217;occhio e scomparve. Con lui sparirono anche gli incredibili testi scolastici sui quali i piccoli discepoli avevano studiato nel bosco.<\/p>\n<p><strong>Il mattino seguente<\/strong> avevano tutti e tre una gran fretta di tornare a scuola, riuscendo a stupire non poco i genitori, abituati a doverceli portare quasi con la forza! Tuttavia, quando Medardo, Gioele e Lara videro varcare la porta dell&#8217;aula dalla loro solita maestra, ebbero un moto di delusione; avevano proprio sperato di passare altro tempo con il fantastico supplente. Era guarita troppo in fretta la maestra!<\/p>\n<p>Lara chiese gentilmente alla donna se si sentisse meglio, dopo la sua malattia. L&#8217;insegnante parve molto stupita:\u00a0\u00abIo non sono stata male!\u00bb<br \/>\nMedardo balz\u00f2 in piedi e disse: \u00abIeri \u00e8 venuto un supplente, signora maestra, perch\u00e9 lei era a casa ammalata!\u00bb<br \/>\n\u00abNon dite sciocchezze bambini, ieri stavo benissimo ed ero qui con voi, in classe!\u00bb<\/p>\n<p>A quelle parole Medardo, Gioele e Lara si guardarono a vicenda quasi sconvolti. Cosa stava succedendo? Avevano fatto tutti e tre lo stesso sogno?\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">Corsero fuori tacitamente d&#8217;accordo: dovevano verificare se il bosco ci fosse\u00a0ancora, e forse avrebbero visto di nuovo l&#8217;insegnante, seduto sotto la quercia! Quando raggiunsero il piazzale dell&#8217;edificio trovarono solo cemento. Del bosco e della magnifica giornata di scuola pareva non esserci pi\u00f9 traccia, se non nella loro memoria. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Chi era dunque l&#8217;uomo che si era spacciato per supplente? <strong>Si trattava forse di un Mago?<\/strong> I tre bambini non avevano una spiegazione, ma da quel giorno divennero grandi amici perch\u00e9 condividevano un incredibile segreto. Medardo non pens\u00f2 mai pi\u00f9 di essere un ribelle, n\u00e9 Gioele un tonto o Lara un&#8217;aliena! Da allora\u00a0seppero di essere semplicemente bambini molto speciali, probabilmente degli apprendisti Maghi!<\/span><\/p>\n<p><em>Grazia Catelli Siscar<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Credits <a href=\"http:\/\/www.pinterest.com\/pin\/384213411932465888\/\" target=\"_blank\">Img1<\/a> <a href=\"http:\/\/www.pinterest.com\/pin\/415597871838681318\/\" target=\"_blank\">Img2<\/a>..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Medardo scalciava le gambe di ferro del banco mentre rovistava nello zaino. Gli era venuta in mente una modifica per il suo motore alimentato a patate e stava cercando il foglio con il progetto, doveva lavorarci subito! 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