{"id":58,"date":"2015-01-05T18:08:06","date_gmt":"2015-01-05T17:08:06","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/?p=58"},"modified":"2015-01-06T18:11:09","modified_gmt":"2015-01-06T17:11:09","slug":"01-lo-gnomo-bellissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/2015\/01\/05\/01-lo-gnomo-bellissimo\/","title":{"rendered":"01. LO GNOMO BELLISSIMO"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un pap\u00e0 che aveva promesso al suo bambino di leggergli una favola.\u00a0Tuttavia i libri di favole che possedeva il piccolo Benvenuto erano gi\u00e0 stati letti e riletti infinite volte. Cos\u00ec, quel giorno, il pap\u00e0 decise di recarsi con il figlioletto a comprare un libro di fiabe nuovo di zecca. La mamma li salut\u00f2 dalla finestra agitando il mestolo di legno; stava preparando una torta di ciliege che li avrebbe accolti &#8211; deliziosa &#8211; al ritorno. Benvenuto, che tutti chiamavano <strong>Ben<\/strong>, era molto eccitato mentre pap\u00e0 avviava l&#8217;automobile; quella sera stessa avrebbe potuto viaggiare con la fantasia. Niente lo rendeva pi\u00f9 felice di ascoltare il padre o la madre che recitavano per lui, di pagina in pagina, storie fantastiche. Vedeva scorrere le immagini piene di colori, e i personaggi prendere vita dietro i suoi occhi chiusi. Poi si addormentava, ed ecco la magia: ancora pi\u00f9 straordinaria e colorata, l&#8217;avventura continuava nei suoi sogni.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 lontana la libreria pap\u00e0?\u00bb Ben saltellava impaziente sul sedile posteriore, anche se aveva la cintura di sicurezza.<br \/>\n\u00abS\u00ec, un poco lontano, ma ne vale la pena. \u00c8 grande sai? La pi\u00f9 grande che abbia mai visto\u00bb.<br \/>\nMano a mano che scorreva il tempo, il panorama si faceva sempre meno familiare; Ben consider\u00f2 che stavano viaggiando gi\u00e0 da un pezzo, quindi chiese al padre: \u00abCi siamo persi?\u00bb<br \/>\n\u00abNo figliolo, non preoccuparti\u00bb.<br \/>\nI pap\u00e0 non si perdono, casomai fanno giri pi\u00f9 lunghi per esplorare il territorio, per questo motivo di solito non si fermano a chiedere informazioni sulla strada.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso scoppi\u00f2 un temporale. O forse si trattava di una tempesta perch\u00e9 pioveva a dirotto e il vento urlava fortissimo. Il pap\u00e0 ferm\u00f2 la macchina per prudenza, mentre il cielo diventava blu cobalto, poi verde smeraldo, poi rosso rubino. E quando tutto il cielo e tutto intorno fu color vermiglio, davanti agli occhi stupefatti dell&#8217;uomo e del bambino apparve una spirale gigantesca. Pareva un arcobaleno rotante, un tornado coloratissimo che turbinava minaccioso nella loro direzione. Prima che potessero scendere dall&#8217;automobile e fuggire, il vortice li risucchi\u00f2 con un frastuono assordante.<\/p>\n<p>Non appena il fragore cess\u00f2, scese un silenzio innaturale. Ben aveva tenuto gli occhi chiusi per lo spavento, e quando li riapr\u00ec, ci\u00f2 che vide fu ancor pi\u00f9 stupefacente del fantasmagorico ciclone. Giaceva disteso accanto al padre e l&#8217;auto era scomparsa.<br \/>\nSi guard\u00f2 intorno.\u00a0Il prato era celeste, con i fili d&#8217;erba blu come le genziane sui davanzali a casa della nonna. Gli alberi minuscoli come i bonsai dello zio e i fiori alti come i cipressi del cimitero dove dormiva il nonno.<br \/>\nAlz\u00f2 lo sguardo al cielo, che invece di essere azzurro era verde. Di un bel verde mela pallido, come la frutta della merenda a scuola. E lass\u00f9 splendevano tre soli rosa, un rosa tenero e gioioso, proprio come le rose che pap\u00e0 aveva regalato alla mamma per il loro anniversario.\u00a0Le nuvole invece erano batuffoli gialli come i pulcini di Amilcare, il contadino che portava le uova la domenica&#8230;\u00a0Insomma, era tutto fuori posto!<\/p>\n<p>Quando si riprese un poco dallo stupore grid\u00f2: \u00abPap\u00e0, pap\u00e0, ma dove siamo finiti?\u00bb<br \/>\nL&#8217;uomo apr\u00ec gli occhi in quel momento, si gir\u00f2 e rigir\u00f2 da tutte le parti, spalanc\u00f2 la bocca in un gigantesco sbadiglio e si riaddorment\u00f2. Ben loscosse a lungo e con tutta la forza che aveva, ma senza successo. Il pap\u00e0 era caduto in un sonno profondo, con le mani sotto la testa come cuscino, e un sorriso beato sul volto.\u00a0Il bimbo non sapeva che fare. Allora s&#8217;incammin\u00f2 con la speranza di trovare aiuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-72\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m1.jpg\" alt=\"m1\" width=\"203\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m1.jpg 322w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m1-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/p>\n<p>Ma, cammina cammina, non incontrava nessuno, solo enormi, profumatissimi fiori e piccoli alberi dai rami contorti. Fino a quando un fortissimo ronzio lo fece voltare di scatto.\u00a0<strong>Una coccinella grossa come un pollo<\/strong> era atterrata dietro di lui.<br \/>\n\u00abAhhh!\u00bb grid\u00f2 terrorizzato.<br \/>\n\u00abAiutooo!\u00bb grid\u00f2 la coccinella, e corse a nascondersi dietro lo stelo di un fiore grande come un tronco d&#8217;albero.<br \/>\n\u00abCosa sei?\u00bb chiese la coccinella dopo qualche istante di sgomento, facendo capolino con la antenne da dietro il fiore.<br \/>\n\u00abSono un bambino\u00bb rispose Ben con voce tremante.<br \/>\n\u00abE cos&#8217;\u00e8 un bambino?\u00bb la coccinella parlava ancora dal suo nascondiglio, sospettosa.<br \/>\n\u00abUn essere umano che deve crescere\u00bb.<br \/>\n\u00abE cos&#8217;\u00e8 un essere umano?\u00bb incalz\u00f2 l&#8217;insetto. Benvenuto ci pens\u00f2 un po&#8217; su e convenne che non sapeva spiegare una cosa del genere.<br \/>\n\u00abNon lo so, ma ho bisogno di aiuto, mi sono perso in questa bizzarra foresta e mio padre \u00e8 caduto in un sonno dal quale non vuole svegliarsi\u00bb.<br \/>\n\u00abBizzarra foresta? Ma ti sei guardato quanto sei strano tu?\u00bb<br \/>\nBenvenuto non volle insistere, non sottoline\u00f2 il fatto che le coccinelle nel suo mondo erano poco pi\u00f9 grandi di un seme di mela, e disse soltanto: \u00abInsomma, puoi aiutarmi o no?\u00bb<br \/>\n\u00abMmm&#8230; vediamo&#8230; ah s\u00ec, chiamo Farfalla Rosalba, ti porter\u00e0 in volo fino a Maggot, il villaggio degli gnomi; \u00e8 troppo distante da qui per andarci a piedi. Ti avverto, li spaventerai tutti con la tua diversit\u00e0 e forse non vorranno darti aiuto. Ma tu guardali intensamente negli occhi; hai uno sguardo buono, e da quello capiranno che non vuoi fare del male\u00bb.<br \/>\nMentre parlava in quel modo, era uscita dal nascondiglio e si era avvicinata al bambino per osservarlo meglio; i suoi occhietti neri si muovevano per squadrarlo su e gi\u00f9, gi\u00f9 e su. Continu\u00f2 in quel modo per diversi minuti.<br \/>\n\u00abBeh? Non chiami farfalla Rosalba?\u00bb disse infine Ben che si sentiva un po&#8217; a disagio, come quando era lui a mettere le coccinelle sotto la lente d&#8217;ingrandimento per osservarle meglio.<br \/>\n\u00abMa certo, l&#8217;ho gi\u00e0 fatto, \u00e8 in arrivo\u00bb.<br \/>\n\u00abIo per\u00f2 non ho sentito niente!\u00bb<br \/>\n\u00abE cosa dovevi sentire?\u00bb La coccinella, meravigliata da quella domanda, parl\u00f2 sgranando gli occhi che diventarono pi\u00f9 grandi.<br \/>\n\u00abDovevo sentire un grido, non so, un richiamo&#8230;\u00bb<br \/>\n<a href=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-71\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m2.jpg\" alt=\"m2\" width=\"225\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m2.jpg 300w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m2-227x300.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00abChe sciocchezza \u00e8 mai questa? Non mi sentirebbe, \u00e8 dall&#8217;altra parte della foresta!\u00bb<br \/>\n\u00abDunque come hai fatto ad avvertirla?\u00bb chiese Ben che non riusciva a capire.<br \/>\n\u00abCon la telepatia, che altro senn\u00f2?\u00bb<br \/>\n\u00abCon che cosa&#8230;?!\u00bb Il bambino era sempre pi\u00f9 confuso.<br \/>\n\u00abCon la telepatia, cio\u00e8 con il pensiero. Ma non sai proprio niente, tu!\u00bb disse l&#8217;insetto un poco spazientito.<\/p>\n<p>In quel momento il cielo verde divenne scuro, <strong>una farfalla gigantesca<\/strong> stava sorvolando le loro teste.\u00a0Si pos\u00f2 leggera, nonostante le dimensioni, sui petali di una rosa rossa, e Benvenuto pot\u00e9 ammirarla in tutta la sua magnificenza. Le immense ali color turchese erano screziate di blu mirtillo, blu come le antenne sottili e lunghe che dondolavano mosse dal vento.<br \/>\nParl\u00f2 con una voce aggraziata e lenta, dall&#8217;accento un po&#8217; vanitoso: \u00abLui chi \u00e8?\u00bb<br \/>\n\u00abUn essere chiamato bambino. Devi portarlo a Maggot, ha bisogno di aiuto\u00bb rispose la coccinella.<br \/>\nBen aveva la bocca spalancata dallo stupore e non sembrava in grado di parlare in quel momento. Senza perdere tempo Rosalba lo afferr\u00f2 e vol\u00f2 via con lui; leggera ma evidentemente forzuta, ondeggi\u00f2 nell&#8217;aria verde mela fino al villaggio.<br \/>\nLo deposit\u00f2 gentilmente a terra e disse: \u00abDa qui in poi devi proseguire solo. Meglio non sappia nessuno che ho aiutato una strano essere a raggiungere Maggot, il villaggio segreto degli gnomi; ma tu hai occhi innocenti e sono certa che non farai del male. Piuttosto, sii prudente, potrebbero lanciarti pietre\u00bb.\u00a0E se and\u00f2 svolazzando turchina.<\/p>\n<p>Il villaggio era prossimo, Ben sentiva persino canticchiare in lontananza. Mentre affrettava il passo, vide qualcuno seduto all&#8217;ombra dei petali di una gerbera bianca, appoggiato allo stelo grosso come il tronco di una quercia. Sembrava un bambino, ma non poteva vederlo bene perch\u00e9 nascondeva il viso tra le mani, e quando fu pi\u00f9 vicino si accorse che piangeva.<br \/>\n\u00abTi sei perso anche tu?\u00bb gli chiese.<br \/>\nA quelle parole la creatura alz\u00f2 lo la testa e Ben pot\u00e9 guardarlo in volto. Non era un bambino; i suoi tratti non rispettavano le proporzioni di una faccia umana, ma la sua bellezza era tale da togliere il fiato. Aveva la pelle diafana, talmente diafana da mandare bagliori d&#8217;argento, e gli occhi <a href=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnom.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-77 \" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnom.jpg\" alt=\"gnom\" width=\"199\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnom.jpg 300w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnom-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>grandi almeno il doppio di quelli di un bimbo, trasparenti e luminosi come due cristalli di ametista. La sua lunga chioma color platino luccicava come i fili dell&#8217;albero di natale. Tutta la figura di quell&#8217;essere esprimeva una straordinaria armonia. Si alz\u00f2 in piedi, facendo leva sulle mani a quattro dita.<br \/>\nBenvenuto, che a quella visione pens\u00f2 di essere morto e che quello fosse in realt\u00e0 il paradiso, disse balbettando: \u00abSei&#8230; Sei un angelo?\u00bb<br \/>\nLa creatura ricominci\u00f2 a piangere, e tra le lacrime rispose: \u00ab<strong>Sono uno gnomo<\/strong>&#8230; Nemmeno tu mi hai riconosciuto!\u00bb<br \/>\n\u00abScusami, io non ho mai visto uno gnomo. A dire il vero non ho mai visto nemmeno un angelo, ma pare che siano bellissimi, e tu lo sei&#8230;\u00bb<br \/>\nNon lo avesse mai detto! Lo gnomo pass\u00f2 dal pianto ai singhiozzi disperati. Ben era mortificato e confuso. \u00abPerch\u00e9 piangi?\u00bb<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 sono bello!\u00bb rispose la creatura d&#8217;argento soffiandosi il minuscolo naso.<br \/>\n\u00abMa la bellezza \u00e8 una cosa bella&#8230; Cio\u00e8, voglio dire&#8230; \u00e8 un dono meraviglioso. Tu non lo vuoi?\u00bb<br \/>\n\u00abMi rende diverso da tutti, il prossimo ride di me e io mi sento cos\u00ec solo!\u00bb<br \/>\n\u00abNel mio mondo la bellezza \u00e8 la cosa pi\u00f9 desiderata, pi\u00f9 preziosa&#8230; almeno credo\u00bb mentre pronunciava quelle parole, Ben comprese che in quello stranissimo luogo era davvero tutto al contrario!\u00a0\u00abQuindi gli gnomi sono brutti?\u00bb aggiunse.<br \/>\n\u00abS\u00ec, magnificamente brutti\u00bb rispose <strong>Silverdon<\/strong> \u2013 quello era il suo nome \u2013 con la voce triste e un&#8217;espressione sconsolata.<br \/>\n\u00abAndiamo al villaggio, voglio vedere come sono fatti quelli della tua razza\u00bb.<br \/>\n\u00abTireranno le pietre a tutti e due, perch\u00e9 anche tu sei diverso\u00bb.<br \/>\n\u00abNon abbiamo scelta. Io devo chiedere aiuto per tornare a casa e, tu, vuoi restare qui tutto solo a morire di tristezza?\u00bb<\/p>\n<p>Benvenuto prese per mano il nuovo amico stringendo tutte e quattro le sue dita, e insieme camminarono fino Maggot.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-69\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m4.jpg\" alt=\"m4\" width=\"199\" height=\"126\" \/><br \/>\nEra preoccupato ma doveva farsi coraggio per entrambi. Ci misero pi\u00f9 tempo del previsto perch\u00e9 Silverdon aveva uno strano modo di camminare: saltellava a piccoli passi sui piedi scalzi, anch&#8217;essi a quattro dita.<\/p>\n<p>Infine ecco il villaggio. La prima cosa che vide Ben furono le <strong>case degli gnomi<\/strong>: enormi funghi dal cappello rosso o bruno, tutti con porta e finestre piccine. Quella che pareva la strada principale era costeggiata su entrambi i lati da una fila ordinata di margherite altissime, come un viale alberato che al posto degli alberi ha i fiori. E i funghi-casa pi\u00f9 grandi erano dotati di balconi, con vasi dove crescevano piccoli alberi al posto dei fiori.\u00a0Un gran via vai di gnomi affollava la strada, parevano tutti molto affaccendati.<\/p>\n<p>Silverdon aveva affrettato il passo e camminava a testa china stringendo pi\u00f9 forte la mano di Ben. Non voleva farsi notare, anzi, avrebbe proprio voluto nascondersi. Ma lui e il bambino erano molto pi\u00f9 alti rispetto a tutti gli gnomi ed era impossibile passare inosservati. Infatti, ben presto, qualcuno cominci\u00f2 a indicarli col dito, a sghignazzare o a scansarsi per evitare un contatto accidentale.<a href=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnomobrutt.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-79\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnomobrutt.jpg\" alt=\"gnomobrutt\" width=\"176\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnomobrutt.jpg 416w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/gnomobrutt-208x300.jpg 208w\" sizes=\"auto, (max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/><\/a><br \/>\nBenvenuto guardava questi esseri piccoli e gobbi dalla pelle grigiastra. Con i loro nasoni, le grandi bocche storte dai radi denti aguzzi e gli occhi sporgenti come palle; erano&#8230; proprio brutti! Come potevano, loro, considerare brutto Silverdon?<\/p>\n<p>\u00abAndiamo, svelto\u00bb, Silverdon trascin\u00f2 Benvenuto in un vicolo stretto stretto, e da l\u00ec, di corsa fino a casa sua. Quando apr\u00ec la porta, una signora gnomo gli corse incontro e lo abbracci\u00f2 cos\u00ec forte che pareva volesse stritolarlo, anche se era pi\u00f9 piccola di lui.<\/p>\n<p>\u00abTesoro, mi hai fatto stare cos\u00ec in pena!\u00bb Era la madre di Silverdon, e Ben comprese che<strong> le mamme sono proprio mamme ovunque<\/strong>, anche in un mondo fatto al rovescio come quello.<br \/>\nFinalmente si accorse di lui. Spalanc\u00f2 gli occhi a palla e disse: \u00abOhhh, abbiamo un ospite!\u00bb\u00a0Poi rivolgendosi al figlio: \u00abHai portato un nuovo amico? Hai fatto bene!\u00bb E la sua bocca grande si apr\u00ec in un sorriso dolcissimo, scoprendo i denti radi e aguzzi.<br \/>\nMentre faceva accomodare Ben sopra un fiore di giglio reciso, continuava a fissarlo. Il cuore le batteva forte, di compassione ma anche di conforto, perch\u00e9 stava pensando che non era pi\u00f9 l&#8217;unica mamma di uno sfortunato gnomo bello. Da qualche parte, un&#8217;altra povera mamma condivideva il suo tormento.<br \/>\nSilverdon parve leggerle quel pensiero: \u00abMamma, lui non \u00e8 uno gnomo, \u00e8 un bambino, viene da un altro mondo\u00bb.<br \/>\n\u00abOhhh&#8230; e di che razza sono i bambini?\u00bb disse la signora gnomo delusa, ma piena di curiosit\u00e0.<br \/>\n\u00abRazza umana, si chiama cos\u00ec, per\u00f2 non so spiegare cosa sia\u00bb, rispose Ben.<br \/>\n\u00abE sono tutti&#8230; ehm&#8230; come te, nel tuo mondo?\u00bb<br \/>\nLa mamma aveva abbassato la voce; temeva di offendere il suo ospite con quella domanda ma doveva assolutamente saperlo se esisteva un paese dove tutti sono sfortunatamente belli come il suo figliolo!<br \/>\nBen cap\u00ec e rispose: \u00abS\u00ec, nel mio mondo siamo fatti cos\u00ec. Da noi \u00e8 tutto al rovescio. E la bellezza \u00e8 una grande fortuna!\u00bb<br \/>\n\u00abDavvero?\u00bb\u00a0Gli occhi di mamma gnomo si illuminarono.<br \/>\n\u00abDavvero\u00bb, continu\u00f2 Benvenuto. \u00abUna creatura come Silverdon sarebbe considerata meravigliosa dagli esseri umani; magari un po&#8217; fuori dal comune, ma certamente molto apprezzata. Anzi, sarebbe vista quasi come una divinit\u00e0!\u00bb<br \/>\nLe quattro dita delle mani di mamma gnomo cominciarono a tremare e i suoi occhi si fecero lucidi come se stesse per piangere. Il cuore pareva scoppiarle nel petto dalla gioia. Poi, l&#8217;espressione di meraviglia del suo volto si tramut\u00f2 in una smorfia di dolore e disse: \u00abBambino, ti prego, porta Silverdon con te, nel tuo mondo, portalo via da qui&#8230;\u00bb<br \/>\nL&#8217;amore di una madre non ha confini, trascende anche la sofferenza di strapparsi un figlio dalle braccia pur di saperlo felice e al sicuro. E mamma gnomo era pronta al sacrificio.<br \/>\n\u00abSe Silverdon \u00e8 d&#8217;accordo, io sar\u00f2 felice di portarlo a casa mia, per\u00f2 devo sapere come tornarci&#8230; a casa mia!\u00bb<br \/>\n\u00abAndiamo da Frudolg, il capo villaggio, lui conosce tutto di ogni cosa, potr\u00e0 aiutarci\u00bb disse la signora mentre allungava al bambino e al figlio due foglie cucite a foggia di cappuccio.\u00a0Ma Silverdon questa volta rifiut\u00f2 di nascondere il volto sotto al cappuccio per non spaventare, con la sua bellezza, il popolo di Maggot. La presenza di Ben lo rendeva forte, non era pi\u00f9 l&#8217;unico bello in circolazione e non voleva pi\u00f9 nascondere la sua diversit\u00e0 n\u00e9 provarne vergogna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-65\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m8.jpg\" alt=\"m8\" width=\"224\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m8.jpg 408w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m8-259x300.jpg 259w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>Nella piazza del villaggio c&#8217;era il fungo-municipio, <strong>la residenza di Frudolg<\/strong>. Quando la signora gnomo, Silverdon e Benvenuto furono al suo cospetto, il vecchio gnomo li ricevette con un po&#8217; di imbarazzo e lo sguardo basso. Era a disagio ogni volta che incontrava Silverdon e sua madre, e ora, di sfortunati giovani deformati dalla bellezza, ce n&#8217;erano addirittura due!<br \/>\nBenvenuto espose subito i fatti senza perdere tempo.<\/p>\n<p>Il vecchio ascolt\u00f2 con grande attenzione, e si gratt\u00f2 a lungo la barba mentre rifletteva, prima di rispondere. Poi cominci\u00f2 a tracciare strani segni sopra a un tavolo cosparso di sabbia, utilizzando un rametto di quercia nana. Dopo numerosi e complicati calcoli disse: \u00abCi sar\u00e0 presto un&#8217;altra tempesta cosmica, un evento raro. Dobbiamo sbrigarci, il <strong>varco spazio-tempo<\/strong> \u00e8 in chiusura e la porta si trova nella Radura di Noll, presso il\u00a0Cristallo Sacro. Ma \u00e8 protetta da un guardiano terribile, l&#8217;elfo Palantir\u00bb.<br \/>\n\u00abVarco spazio-tempo? Di cosa si tratta?\u00bb chiese Ben che non aveva mai sentito parlare di una cosa del genere.<br \/>\n\u00abL&#8217;universo \u00e8 immenso, figliolo. E non solo le distanze da un punto all&#8217;altro del cosmo sono incalcolabili, ma esistono anche universi paralleli molto differenti. Come lo \u00e8 il tuo dal mio. L&#8217;unico modo di viaggiare attraverso i mondi \u00e8 con questi specialissimi tunnel\u00bb.<br \/>\nBenvenuto non era affatto sicuro di aver capito, ma pens\u00f2 che avrebbe chiesto spiegazioni pi\u00f9 precise al suo pap\u00e0, quindi non disse altro.<\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 viaggiare anche Silverdon con il bambino e andare con lui nel suo mondo?\u00bb\u00a0La mamma gnomo aveva parlato con i pugni serrati al petto, trepidante di speranza e di dolore.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 vuoi sbarazzarti del tuo amato figlio?\u00bb chiese il capo villaggio stupito.<br \/>\nRispose Benvenuto per lei:\u00a0\u00abPerch\u00e9 il mio mondo \u00e8 fatto al contrario e la bellezza da noi non \u00e8 un difetto ma una benedizione. Silverdon \u00e8 talmente bello e speciale che sarebbe amato e venerato quasi come un Dio\u00bb.<br \/>\n\u00abDavvero?\u00bb esclam\u00f2 Frudolg al colmo dello stupore, ma gli credette, perch\u00e9 Ben aveva parlato rivolgendo lo sguardo a sinistra, che nel linguaggio del corpo significa dire la verit\u00e0, e il saggio gnomo conosceva il linguaggio del corpo. Inoltre il bambino aveva occhi innocenti, e quelli non mentono mai.<br \/>\nSi trattava di informazioni importanti, doveva valutare molto bene la faccenda. Riprese ad accarezzare la sua barba giallognola nel silenzio rispettoso dei tre convenuti.\u00a0Dopo una lunga pausa disse: \u00abSe dunque la bellezza e la bruttezza non sono la stessa cosa per tutte le creature dell&#8217;universo, allora non si tratta di una verit\u00e0 assoluta. Significa che non esiste il bello e il brutto, bens\u00ec <strong>ciascuno \u00e8 fatto a suo modo, unico e irripetibile<\/strong>. Come mai eravamo all&#8217;oscuro di tutto questo? Ahhh, quei pelandroni dei nostri messaggeri! Invece di andare in giro a raccogliere la conoscenza, se ne stanno a grattarsi la pancia e bere sidro! Questa rivelazione deve diventare patrimonio di tutti. Far\u00f2 un esposto pubblico perch\u00e9 l&#8217;intera comunit\u00e0 di Maggot sappia la verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-66 size-full\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m7.jpg\" alt=\"m7\" width=\"200\" height=\"291\" \/><\/p>\n<p>Poi afferr\u00f2 le mani della mamma di Silverdon e riprese: \u00abNon crucciarti madre, non dovrai rinunciare a tuo figlio, d&#8217;ora in poi tutti qui lo guarderanno come un essere speciale e nessuno avr\u00e0 pi\u00f9 timore di lui. Perbacco, non vogliamo diventare famosi per essere un un popolo barbaro e ignorante!\u00bb<br \/>\nLa signora gnomo scoppi\u00f2 in un pianto commosso e, dopo anni di tormento, prov\u00f2 di nuovo cosa significa essere felice.<br \/>\nBen aveva un groppo in gola perch\u00e9 non aveva mai pensato al <strong>dolore che provoca la diversit\u00e0<\/strong>. Dal canto suo Silverdon, che ancora non poteva credere a quel miracolo, si specchi\u00f2 nella tinozza del sidro e per la prima volta gli piacque l&#8217;immagine che vide.<br \/>\n\u00abSbrighiamoci!\u00bb Il capo villaggio impugn\u00f2 il suo bastone nodoso e condusse tutti fuori da Maggot, fino alla foresta dei girasoli.<\/p>\n<p>Attraversarono uno sconfinato campo di granoturco azzurro; il guado di un ruscello dall&#8217;acqua rosa (perch\u00e9 ci si specchiavano i tre soli rosa, altrimenti sarebbe stata trasparente); una prateria insidiosa di piccole querce i cui rami graffiavano le caviglie; la ripida montagna dei fiori bianchi di saponaria, pi\u00f9 scivolosa di una pista da sci e che scalare richiese un sacco di tempo e scivoloni. E infine<strong> giunsero alla Radura di Noll<\/strong>. Ora dovevano affrontare il terribile Palantir, l&#8217;elfo guardiano.<\/p>\n<p>\u00abPalantir! Qui tre viandanti chiedono di parlare con te!\u00bb Il capo villaggio grid\u00f2 con voce sorprendentemente alta e il suo richiamo echeggi\u00f2 per tutta la vallata.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 chiami il temibile elfo, invece di farci passare di nascosto? Credevo che dovessimo sfuggirgli!\u00bb chiese Ben spaventato.<br \/>\n\u00abBambino, l&#8217;elfo guardiano non \u00e8 solo. Ha un esercito di Otimors, i terribili elfi dalle unghie a sciabola. Se attraversassimo la radura senza il lasciapassare di Palantir, ci affetterebbero\u00a0come carote!\u00bb<\/p>\n<p>Frudolg non aveva nemmeno finito di parlare che, apparso chiss\u00e0 da dove, ecco, davanti a loro, <strong>l&#8217;altissimo e minaccioso Palantir<\/strong>. Incuteva davvero paura con quelle enormi orecchie appuntite, gli occhi obliqui e trasparenti come cristallo e i lunghissimi capelli bianchi come la neve che scendevano sulla veste di velluto blu come la notte. Rivolse uno sguardo verso il basso a quei temerari che osavano disturbarlo. Ben aveva invece timore anche solo ad alzare lo sguardo su di lui.<\/p>\n<p>Tocc\u00f2 al capo villaggio parlare, ovviamente: \u00abPalantir, permettici di attraversare la Radura di Noll e raggiungere il Cristallo Sacro, prima che si chiuda il portale spazio-tempo. Questo giovane umano deve tornare nel suo mondo\u00bb.<br \/>\n\u00abConosci la Legge, uno di voi quattro deve rispondere alla mia domanda e se fallisce morir\u00e0. Vuoi esporre a morte certa te stesso o qualcuno dei tuoi amici?\u00bb<br \/>\nLa legge degli elfi di Noll era ferrea. Per accedere alla loro terra si doveva dimostrare una saggezza rara: la sfacciataggine di tentare la sorte, senza possederla, si pagava con la vita.<br \/>\n\u00abNon abbiamo scelta! Ebbene, poni la tua domanda, risponder\u00f2 io\u00bb, disse Frudolg, offrendo eroicamente se stesso.<br \/>\n\u00abNo, non \u00e8 giusto, sono io che devo tornare a casa, falla a me la domanda!\u00bb Benvenuto non riusciva a credere alle parole coraggiose che gli erano appena scappate di bocca.<br \/>\n\u00abNo, falla a me la domanda\u00bb, disse Silverdon, con la sua voce armoniosa come un canto.<br \/>\n\u00abNo, falla a me!\u00bb implor\u00f2 la mamma, che non avrebbe potuto sopportare il sacrificio del figlio.<\/p>\n<p>\u00abBene!\u00bb tuon\u00f2 Palantir. \u00abLa far\u00f2 a tutti voi. Chi dar\u00e0 la risposta per primo esporr\u00e0 se stesso alla morte. La domanda \u00e8 questa:<strong> qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 preziosa di tutto l&#8217;universo?<\/strong>\u00bb<br \/>\n\u00abLa conoscenza!\u00bb disse Frudolg.<br \/>\n\u00abLa giustizia!\u00bb disse Ben.<br \/>\n\u00abLa libert\u00e0!\u00bb disse Silverdon.<br \/>\n\u00abL&#8217;amore!\u00bb grid\u00f2 mamma gnomo.<br \/>\nRisposero tutti e quattro insieme.<br \/>\nIn quel momento il cielo fu oscurato da una moltitudine di ali. Farfalla Rosalba sollev\u00f2 Benvenuto. La coccinella grossa come un pollo, che guarda un po&#8217; si chiamava Pollon, prese il capo villaggio. Il coleottero d&#8217;oro Dorione, cugino di Pollon, acchiapp\u00f2 mamma gnomo. E la libellula Loralilla, cognata di Rosalba, afferr\u00f2 Silverdon.<br \/>\nPrima che Palantir potesse reagire, erano tutti salvi, in volo verso il nascondiglio segreto del Cristallo Sacro.<\/p>\n<p>\u00abCome sapevate che avevamo bisogno di soccorso?\u00bb chiese Ben appeso alle sottili zampe di Rosalba, mentre dondolava nell&#8217;aria verde mela.<br \/>\n\u00abOh, che domande, bambino! Il tam tam no?\u00bb<br \/>\n\u00abIl&#8230; cosa?\u00bb<br \/>\n\u00abIl tam tam, il passa parola telepatico! Come credi che facciamo pettegolezzo altrimenti, noi che viviamo in questo mondo sconfinato?\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-68\" src=\"https:\/\/anima.tv\/graziacatelli\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m5.jpg\" alt=\"m5\" width=\"177\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m5.jpg 300w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/36\/2015\/01\/m5-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/>In breve raggiunsero la loro destinazione e furono tutti depositati gentilmente a terra. Beh, non proprio tutti; Pollon plan\u00f2 in modo un po&#8217; maldestro e fece sbattere il nasone a Frudolg che le lanci\u00f2 un&#8217;occhiataccia.<br \/>\n\u00abDi qua!\u00bb disse poi lo gnomo alzando il suo bastone, e condusse il gruppo verso un baobab.<br \/>\nAnche se gli alberi di quella terra erano nani, essendo il baobab un albero relativamente gigante, era abbastanza grande da ospitare l&#8217;ingresso di una caverna sotterranea. Scesero tutti, anche gli amici insetti, stringendo le ali. E l\u00ec, nel buio, splendeva un enorme cristallo di quarzo.<br \/>\n\u00abOhhh!\u00bb esclamarono tutti insieme. Nessuno di loro, tranne il vecchio gnomo, aveva mai avuto il privilegio di trovarsi al cospetto del <strong>Cristallo Sacro<\/strong>, il custode millenario di una delle rare porte spazio-tempo dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Benvenuto e Silverdon si guardarono. Gli occhi ametista dello gnomo bellissimo mandavano bagliori di stelle nella luce magica della caverna. Era giunto per loro il momento di separarsi; e forse per sempre. Appoggiarono la fronte una contro l&#8217;altra, senza parlare, e i capelli castani di Ben si mischiarono ai riccioli platino di Silverdon.<br \/>\n\u00abAddio, caro amico gnomo\u00bb, disse Ben.<br \/>\n\u00abAddio, caro amico umano\u00bb, disse Silverdon.<br \/>\nPollon si soffiava il naso, anche se non ce lo aveva il naso, ma insomma doveva pur esternare in qualche modo la commozione che provava il suo tenero cuore d&#8217;insetto!<br \/>\nRosalba invece disse con la sua voce suadente: \u00abSe fate pratica con la telepatia, potrete comunicare da qualunque distanza o pianeta dell&#8217;intera creazione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSu su, svelti, il portale si sta chiudendo!\u00bb esort\u00f2 Frudolg. \u00abAllontanatevi tutti, e tu, bambino, appoggia la mano destra sulla punta del Cristallo Sacro\u00bb.<br \/>\nDall&#8217;interno della caverna si ud\u00ec un fragore tremendo, fuori urlava la tempesta. In quel momento il Cristallo si accese di una luce abbagliante, e Ben, che aveva la mano destra appoggiata sulla punta, scomparve sotto gli occhi spalancati e stupefatti dei suoi amici.<\/p>\n<p>Si ritrov\u00f2 sul sedile posteriore dell&#8217;automobile, la quale stava girando vorticosamente risucchiata dal tornado, e il pap\u00e0 era di nuovo sveglio e al posto di guida.<br \/>\n\u00abTieniti forte, figliolo!\u00bb grid\u00f2.<br \/>\nMa Benvenuto non aveva paura. In verit\u00e0 si stava chiedendo quale fosse la risposta giusta alla domanda dell&#8217;elfo Palantir: <strong>qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 preziosa dell&#8217;universo intero?<\/strong>\u00a0E, una volta cessato l&#8217;uragano, sarebbe tornato a casa o precipitato dentro un&#8217;altra fantastica avventura?<\/p>\n<p>(fine)<\/p>\n<p><em>Grazia Catelli Siscar\u00a0<\/em>\u00e8\u00a0autrice del libro\u00a0<a href=\"https:\/\/anima.tv\/cat-iframe\/?redirect=\/libri\/__i-viaggi-di-timoteo.php\" target=\"_blank\"><em>I Viaggi di Timoteo &#8211;\u00a0<\/em><em>Incontri con l\u2019Angelo e altre creature straordinarie <\/em><\/a>(Anima Edizioni)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/cat-iframe\/?redirect=\/libri\/__i-viaggi-di-timoteo.php\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/cop\/i\/w164\/i-viaggi-di-timoteo.jpg\" alt=\"I Viaggi di Timoteo Grazia Catelli Siscar\" data-zoom-image=\"http:\/\/cs.ilgiardinodeilibri.it\/cop\/i\/w640\/i-viaggi-di-timoteo.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un pap\u00e0 che aveva promesso al suo bambino di leggergli una favola.\u00a0Tuttavia i libri di favole che possedeva il piccolo Benvenuto erano gi\u00e0 stati letti e riletti infinite volte. Cos\u00ec, quel giorno, il pap\u00e0 decise di recarsi con il figlioletto a comprare un libro di fiabe nuovo di zecca. 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