Gioia & Benessere

L’ostacolo con cui dobbiamo misurarci lungo il nostro cammino evolutivo è la quotidianità, perché diventa la sabbia mobile in cui affondiamo e il sasso in cui inciampiamo. Questo blog si propone di dare semi di pensiero da nutrire e suggerimenti da sperimentare affinché il nostro sentire profondo sia allineato con le nostre azioni.

Jose Maffina

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07. QUANTO SIAMO IGNORANTI?

L’ignoranza per sua definizione viene considerata assenza di conoscenza, tuttavia vorrei proporvi un punto di vista diverso. Ritengo che c’è anche un’altra ignoranza da cui dobbiamo guardarci, oltre a quella che deriva dal non avere cultura, ed è quella relativa all’uso che viene fatto del sapere.

Quando ciò che apprendiamo – dati, nozioni, e tutti i tipi di informazione e conoscenze – non viene elaborato per la nostra crescita e per l’aiuto verso il nostro prossimo, ecco che viaggiamo nell’ignoranza e non siamo in grado di far fruttare positivamente tutti i semi che sono entrati dentro di noi. È come aver dentro un terreno arido privo di quella ricchezza che trasforma i semi in fiori che sbocceranno.

Un esempio che può sembrare banale riguarda il nostro comportamento nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. Quanta ignoranza abbiamo e manteniamo nella nostra vita quando non rispettiamo il nostro ambiente? Non certo perché non lo sappiamo, ma solo perché non lo portiamo nel cuore e lo facciamo crescere. Non è dentro di noi.

Bene o male dovremmo renderci conto che prima o poi tutti noi lasceremo la Terra e lo faremo nei modi in cui il nostro comportamento ci avrà guidato: devastatori che daranno in eredità alla prossima generazione problemi ambientali o persone che hanno amato il proprio ambiente in modo che chi verrà dopo di noi troverà un mondo più facile da gestire.

La barbarie è dentro di noi tutte le volte che non teniamo presente ciò che sappiamo. Se ci è abbastanza facile portare conoscenza là dove non ce ne è, è veramente impossibile estirpare questa ignoranza, dove la conoscenza “ignorata” risponde sempre a quell’impulso di cui molti di noi sono vittime, quella vocina che ogni tanto sentiamo e seguiamo, che ci dice “ma che me ne importa!” E, quando siamo lì, nuotiamo in un mare vischioso da cui è difficile uscire, perché è il mare dell’ignoranza.

Anche se la valutiamo da un punto di vista spirituale, l’ignoranza non è un’assenza di cognizioni che si possono apprendere, poiché l’Anima sa tutto e ha tutte le risposte. Da un punto di vista spirituale dobbiamo vedere l’ignoranza come la mancanza di connessione con l’Anima o, se vogliamo chiamarla in altro modo, il nostro profondo.

Non è quindi solo l’assunzione di cognizioni mentali che può portare l’Uomo a non essere ignorante: qualsiasi cosa si apprenda, se non diventa connessa con l’Anima, non porterà nessun frutto. È come un puzzle dove i pezzi rivelano il disegno solo se messi nel posto giusto.

Fuggire dall’ignoranza vuol dire ascoltare la voce del Sé che ci parla e ci conduce, e fa sì che ciò che apprendiamo sia finalizzato a compiere il nostro compito terreno. Solo allora l’ignoranza sarà dissolta nel nostro cuore.

7Il buio è l’assenza di Luce, è l’ombra del nostro muro interiore che ci impedisce di connetterci. Portare Luce dentro dissolve gli ostacoli che hanno fino a quel momento impedito l’ascolto interiore. L’ignoranza è il potere del buio su di noi: se lo ascoltiamo, l’ego ha il sopravvento sull’Anima e le nostre scelte diventano conseguenti all’ignoranza, che ci guida e ci impedisce di metterci sul nostro sentiero evolutivo o ci indirizza lontano dalla nostra meta.

Quando ci mettiamo in cammino lungo la nostra strada, cominciano ad arrivare nuove conoscenze, nuovi saperi, incontriamo persone che aprono la nostra mente. A volte però cerchiamo di razionalizzare ciò che ci sembra di non comprendere, in un processo logico mentale. Ma in questo ambito è impossibile. Non c’è nulla di logico; come vi dicevo prima, la rivelazione del puzzle avviene sempre a livello dell’anima. Più ci accaniamo a capire usando la mente e più allarghiamo la nostra ignoranza.

La percezione della conoscenza è una sensazione profonda dove non ci sono dati e contorni, ma solo un’armonia che ci invade, dentro di noi tutto si illumina, e non per “vedere” qualcosa, ma per percepire che ogni cosa è al suo posto, tutto è come dovrebbe essere e noi stiamo camminando nella giusta direzione: ogni passo è sicuro, ci sentiamo in sintonia con ciò che ci circonda… e non perché abbiamo capito, ma perché abbiamo lasciato la totale guida della nostra vita alla nostra Anima.

Come fare

Sintonizzarsi con il proprio profondo è un obiettivo comune a tutti quelli che vogliono iniziare un percorso evolutivo. Meditare è la pratica più semplice e più diffusa e la consiglio. Ho pubblicato due raccolte di meditazioni (in fondo all’articolo trovate le copertine di questi Libri+CD) e sono indispensabili per chi non ha tempo di unirsi a gruppi di meditazione, infatti chi li utilizza potrà riuscirci autonomamente.

Un altro modo per dissolvere l’ignoranza è anche quello di avere coscienza di sé: quanto viviamo la nostra vita con la percezione del nostro Sé profondo? Molto poco, visto che la nostra vita il più delle volte è un insieme di atti meccanici.

Una tecnica per imparare a essere presenti a noi stessi è quella della porta. Simbolicamente la porta rappresenta un passaggio da un luogo all’altro, da uno stato all’altro. Allora, tutte le volte che attraverserete una porta – e più porte avete in casa vostra meglio è – ecco, tutte le volte che le attraversate, entrate nella consapevolezza del vostro Sé, percepitevi come essenza, siate presenti a voi stessi. La connessione con l’anima avviene quando si diventa consapevoli.

Come al solito anche la floriterapia può aiutarci a fuggire dall’ignoranza. Un fiore di Bach molto utile per connetterci con la nostra Anima, dove troviamo tutte le risposte, è Cerato, detto anche il fiore dell’Illuminazione. Scioglie i dubbi della mente e porta la consapevolezza della resa interiore. Questo fiore è importante perché aiuta a sottoporsi alla guida del proprio Sé e, conseguentemente, si riesce a vivere in una dimensione più profonda. Utilizzatelo sempre puro, una goccia direttamente sulla lingua, 1 volta al giorno, oppure mettetene una goccia in un bicchiere d’acqua e sorseggiatelo.

Jose Maffina

CD-Visualizzazioni-2-Maffin     CD-Visualizzazioni-1-Maffin    

 

14/04/16
7-sqaured

Un commento a “07. QUANTO SIAMO IGNORANTI?”

  1. roberta

    Ciao grazie per queste parole così profonde ed importanti.E vero,dobbiamo veramente ammetterlo con sincerità. Non portiamo nel profondo il significato della nostra vita dove l’anima aspetta di essere parte attiva per darci nuove visioni e prospettive per poterla vivere pienamente inondata dalla sua luce divina.
    Una grande possibilità che ci viene offerta gratuitamente dall’universo. Tutto ci viene dato in nome dell’amore, una grande ricchezza! Accogliamo e ringraziamo!

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