Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

43. LA MERAVIGLIA DELL’ALTROVE

22/11/19

Viaggiare è bello, molti di noi sono d’accordo con questa affermazione, anzi pensano che è talmente scontato che non vale la pena ragionarci sopra.

Tuttavia ci sono persone che non hanno questa spinta al viaggio, preferiscono il proprio ambiente conosciuto, dove ogni cosa è familiare. Se vanno in vacanza tendono a individuare il loro luogo, dove tornano sempre. Se si trovano in montagna conoscono ogni sentiero e ogni albero. Se invece scelgono il mare ogni centimetro di spiaggia non ha segreti per loro; in questi luoghi hanno familiarità con i titolari dei vari bar e trattorie, con il tabaccaio e con tutti i negozianti, perché lì si sentono come a casa.

Viaggiare vuol dire andare alla scoperta di quell’altrove che ci apre a nuove esperienze ed emozioni sensoriali.

Il mare è sempre il mare, ma quando ti affacci sulle scogliere della Bretagna vivi la sua intensità in un modo particolare, mentre lo senti diverso se sei sulla banchina di Howth in Irlanda, dove il vento ti stordisce e il rumore dei gabbiani ti assorda.

Quando scopri il mondo percepisci che stai entrando in una dimensione nuova, ogni altrove si conosce appunto con tutti i sensi: con la vista incontri panorami affascinanti, con l’udito ti misuri con suoni e ritmi melodici diversi, con il gusto sperimenti sapori intriganti mai provati, con il tatto sfiori tessuti con intrecci e consistenze particolari, mentre con l’olfatto riempi i polmoni di profumi inebrianti o stuzzicanti. Tutto ciò ti arricchisce e completa.

L’esploratore che è in noi viaggia aperto alla conoscenza, che significa vivere l’altrove il meno possibile da turista; per farlo dobbiamo necessariamente cercare di vivere in quel luogo seguendo gli usi locali. Alcuni di noi, purtroppo, quando si trovano all’estero cercano subito ristoranti dove si possa mangiare all’italiana perché degli spaghetti e della pasta proprio non ne possono fare a meno.

Tuttavia viaggiare perde la sua magia quando è una fuga. Non c’è luogo dove possiamo andare che ci porti lontano dal nostro disagio. Il nostro malessere inquina la nostra esperienza e non ce la fa vivere fino in fondo.

Andare per il mondo è un cammino di conoscenza di luoghi stranieri, ma in un processo come questo noi impariamo anche molto su noi stessi.

Nel viaggiare dobbiamo mettere in campo il cambiamento, lasciare la nostra zona confort, le nostre abitudini, il nostro letto, sperimentarci con ciò che è sconosciuto per noi. Questo significa a volte metterci alla prova, in alcuni i casi non riuscire ad avere tutto sotto controllo: capire e riuscire a farci capire.

Viaggiare è bello, ne sono proprio convinta, e tutte le esperienze provate diventano il nostro bagaglio di vita.

In pratica

Poi esiste, per chi non può viaggiare ma vorrebbe, quell’altrove mentale che ci può dare l’emozione di un luogo attraverso la lettura di un libro o con la vista di un documentario ed è bello ugualmente, perché l’esploratore che è in noi viene comunque nutrito. Esistono poi, più o meno in tutta Italia, locali etnici che ci possono far sperimentare l’emozione di gustare cibi mai provati. Un popolo si conosce anche dal cibo che mangia e da lì possiamo aprire nuovi orizzonti alle nostre visioni.

Inoltre molto spesso ci sono persone che non viaggiano perché non sanno con chi andare, per fortuna ci sono moltissime associazioni a cui aderire che organizzano viaggi più o meno brevi, basta cercarle e provare.

Come si fa quindi ad abbattere le nostre resistenze a viaggiare? Sicuramente, se ne abbiamo, vuol dire che siamo refrattari al cambiamento in quasi tutti gli aspetti della nostra vita, in questo caso ci aiuterà tantissimo Rock Water, un fiore di Bach che scioglie i nostri pensieri e ogni resistenza ad aprirci al nuovo. Poi sperimentiamoci in piccoli viaggi verso città italiane, e ne abbiamo così tante che valgono la pena di un viaggio e la scelta è vastissima. A Venezia si può andare in giornata e così a Firenze, Cremona, Mantova, Como, Bologna, Parma, Torino: gioielli da vedere, alla scoperta dei monumenti, delle strade e del cibo, perché ognuna di loro offre meraviglie. Allora bando a ogni indugio, se impariamo a viaggiare poi non ci fermerà più nessuno.

Jose Maffina

Autrice de I codici della felicità

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