{"id":10,"date":"2009-01-07T15:30:28","date_gmt":"2009-01-07T15:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/lattuada\/index.php?entry=entry090107-163028"},"modified":"2013-07-17T13:57:58","modified_gmt":"2013-07-17T13:57:58","slug":"20-proviamo-a-fare-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/2009\/20-proviamo-a-fare-la-pace\/","title":{"rendered":"20. PROVIAMO A FARE LA PACE"},"content":{"rendered":"<p>Il fatto che l\u2019unit\u00e0 di sopravvivenza sia l\u2019organismo-ambiente mette in risalto quanto una visione del mondo che si basi sulla competizione e sul controllo nei confronti dell\u2019altro sia di per s\u00e9 patologica. <b>Non esiste evoluzione se non evolve anche chi ci sta intorno<\/b>, non esiste beneficio se quello che facciamo non \u00e8 benefico anche per chi ci sta intorno, sia il nostro organismo, il partner, i figli, i genitori, i nostri simili o l\u2019ambiente. Allo stesso modo non si capisce come si possa combattere un tumore distruggendo le sue cellule con chemioterapici o irradiazioni e pensare di poter raggiungere la guarigione: si potr\u00e0 raggiungere al massimo la sopravvivenza, una tregua armata durante la quale la vendetta cova sotto la cenere. Se condivisione, coevoluzione, libert\u00e0, rispetto dell\u2019autonomia sono le condizioni per l\u2019evoluzione, non si capisce come sia possibile pensare di curare un organismo vivente senza tenerne conto. La ricerca scientifica con imponenti mezzi sta combattendo la sua battaglia contro il cancro, la domanda \u00e8: perch\u00e9 non risponde con la pace anzich\u00e9 con la guerra, perch\u00e9 non abbandona il vecchio testamento (occhio per occhio) per il nuovo (chi di spada ferisce di spada perisce)? <b>A chi giova continuare a combattere<\/b>?<\/p>\n<p><b>L\u2019invito \u00e8<\/b>: <i>proviamo a fare la pace<\/i>. Proviamo a fermarci, ad ascoltare, a dialogare, a comprendere la vera natura del cancro ed il vero messaggio che il nostro organismo ci sta inviando attraverso quelle cellule impazzite.<\/p>\n<p>Si potrebbe rispondere che queste argomentazioni sono pure speculazioni filosofiche e i fatti invece sono che, mentre negli anni trenta guariva un malato di cancro su cinque in seguito a terapia, oggi ne guarisce uno su due. Allora il suggerimento sarebbe quello di considerare che ai nostri giorni, ogni anno compaiono dieci milioni di nuovi casi di tumore. Cosa \u00e8 pi\u00f9 scientifico, compiere acrobazie statistiche nel tentativo di dimostrare che le terapie funzionano, ignorando lo spaventoso aumento dei nuovi casi, le guarigioni spontanee, le guarigioni che sarebbero comunque avvenute o quelle realizzate con altri metodi di cura, o fermarsi e riflettere?<\/p>\n<p>Se tra i principali caratteri dell\u2019evoluzione figurano l\u2019aumento progressivo di complessit\u00e0, di coordinazione, di interdipendenza tra i diversi livelli, come pu\u00f2 la scienza perseverare ad occuparsi solo del piano biologico trascurando gli aspetti energetici, emotivi, mentali, sociali, ambientali, spirituali? Come \u00e8 possibile che una metodologia palesemente in contrasto con il buon senso comune possa affermarsi come dispensatrice di garanzie di validit\u00e0?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 nel vento, diceva Bob Dylan, ma anche dentro di noi, se vogliamo trovarla.<\/p>\n<p>Veniamo ora alla questione della stabilit\u00e0. La nostra societ\u00e0 \u00e8 improntata sulla ricerca di stabilit\u00e0: sicurezza, privacy, assicurazioni, certezze, spiegazioni, successo, ricchezza, risparmi, pensioni. La vita ci risponde: se un sistema non diventa instabile non pu\u00f2 evolvere, quanto pi\u00f9 un sistema si \u00e8 allontanato dall\u2019equilibrio tanto pi\u00f9 numerose saranno le scelte disponibili.<\/p>\n<p>Le <b>possibilit\u00e0 creative<\/b>, nascono dalla disponibilit\u00e0 al cambiamento, dal coraggio di mettere in discussione le proprie certezze, di allontanarsi dall\u2019equilibrio prodotto dalle proprie abitudini e convinzioni per potersi aprire allo slancio trasformativo dell\u2019esistenza, al potenziale di auto-guarigione dell\u2019organismo.<\/p>\n<p>continua..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fatto che l&rsquo;unit&agrave; di sopravvivenza sia l&rsquo;organismo-ambiente mette in risalto quanto una visione del mondo che si basi sulla competizione e sul controllo nei confronti dell&rsquo;altro sia di per s&eacute; patologica. <b>Non esiste evoluzione se non evolve anche chi ci sta intorno<\/b>, non esiste beneficio se quello che facciamo non &egrave; benefico anche per chi ci sta intorno, sia il nostro organismo, il partner, i figli, i genitori, i nostri simili o l&rsquo;ambiente. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/lattuada\/images\/MANO-MANO.jpg\" width=\"229\" height=\"161\" border=\"0\" alt=\"\">Allo stesso modo non si capisce come si possa combattere un tumore distruggendo le sue cellule con chemioterapici o irradiazioni e pensare di poter raggiungere la guarigione: si potr&agrave; raggiungere al massimo la sopravvivenza, una tregua armata durante la quale la vendetta cova sotto la cenere. Se condivisione, coevoluzione, libert&agrave;, rispetto dell&rsquo;autonomia sono le condizioni per l&rsquo;evoluzione, non si capisce come sia possibile pensare di curare un organismo vivente senza tenerne conto. La ricerca scientifica con imponenti mezzi sta combattendo la sua battaglia contro il cancro, la domanda &egrave;: perch&eacute; non risponde con la pace anzich&eacute; con la guerra, perch&eacute; non abbandona il vecchio testamento (occhio per occhio) per il nuovo (chi di spada ferisce di spada perisce)? <b>A chi giova continuare a combattere<\/b>? <\/p>\n<p><b>L&rsquo;invito &egrave;<\/b>: <i>proviamo a fare la pace<\/i>. Proviamo a fermarci, ad ascoltare, a dialogare, a comprendere la vera natura del cancro ed il vero messaggio che il nostro organismo ci sta inviando attraverso quelle cellule impazzite. <\/p>\n<p>Si potrebbe rispondere che queste argomentazioni sono pure speculazioni filosofiche e i fatti invece sono che, mentre negli anni trenta guariva un malato di cancro su cinque in seguito a terapia, oggi ne guarisce uno su due. Allora il suggerimento sarebbe quello di considerare che ai nostri giorni, ogni anno compaiono dieci milioni di nuovi casi di tumore. Cosa &egrave; pi&ugrave; scientifico, compiere acrobazie statistiche nel tentativo di dimostrare che le terapie funzionano, ignorando lo spaventoso aumento dei nuovi casi, le guarigioni spontanee, le guarigioni che sarebbero comunque avvenute o quelle realizzate con altri metodi di cura, o fermarsi e riflettere?<\/p>\n<p>Se tra i principali caratteri dell&rsquo;evoluzione figurano l&rsquo;aumento progressivo di complessit&agrave;, di coordinazione, di interdipendenza tra i diversi livelli, come pu&ograve; la scienza perseverare ad occuparsi solo del piano biologico trascurando gli aspetti energetici, emotivi, mentali, sociali, ambientali, spirituali? Come &egrave; possibile che una metodologia palesemente in contrasto con il buon senso comune possa affermarsi come dispensatrice di garanzie di validit&agrave;?<\/p>\n<p>La risposta &egrave; nel vento, diceva Bob Dylan, ma anche dentro di noi, se vogliamo trovarla.<\/p>\n<p>Veniamo ora alla questione della stabilit&agrave;. La nostra societ&agrave; &egrave; improntata sulla ricerca di stabilit&agrave;: sicurezza, privacy, assicurazioni, certezze, spiegazioni, successo, ricchezza, risparmi, pensioni. La vita ci risponde: se un sistema non diventa instabile non pu&ograve; evolvere, quanto pi&ugrave; un sistema si &egrave; allontanato dall&rsquo;equilibrio tanto pi&ugrave; numerose saranno le scelte disponibili.<\/p>\n<p>Le <b>possibilit&agrave; creative<\/b>, nascono dalla disponibilit&agrave; al cambiamento, dal coraggio di mettere in discussione le proprie certezze, di allontanarsi dall&rsquo;equilibrio prodotto dalle proprie abitudini e convinzioni per potersi aprire allo slancio trasformativo dell&rsquo;esistenza, al potenziale di auto-guarigione dell&rsquo;organismo. 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