{"id":23,"date":"2008-11-13T10:22:08","date_gmt":"2008-11-13T10:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/lattuada\/index.php?entry=entry081113-112208"},"modified":"2013-07-17T13:50:07","modified_gmt":"2013-07-17T13:50:07","slug":"07-la-differenza-che-fa-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/2008\/07-la-differenza-che-fa-la-differenza\/","title":{"rendered":"07.LA DIFFERENZA CHE FA LA DIFFERENZA"},"content":{"rendered":"<p><i>Perch\u00e9? Non so mai il perch\u00e9 di niente. Perch\u00e9? E\u2019 una domanda sbagliata.<\/i><\/p>\n<p>J. Hillman<\/p>\n<p>Ma entriamo nel merito ora di questa nuova visione che sta imponendo al pensiero scientifico moderno un radicale cambiamento.<\/p>\n<p>Come ci ricorda F. Capra, per la visione olistico-sistemica esiste una \u201c<i>essenziale interrelazione e interdipendenza di tutti i fenomeni: fisici, biologici, psicologici, sociali, culturali*<\/i>.\u201d La transazione, vale a dire la \u201c<i>interazione simultanea reciprocamente interdipendente tra componenti multipli**<\/i>\u201d e come vedremo, il concetto di transe (<i>transe<\/i>&#8211; <i>azione<\/i>) assume un ruolo centrale nella comprensione del funzionamento dei sistemi viventi.<\/p>\n<p>La natura dei sistemi viventi, infatti, \u00e8 intrinsecamente dinamica. Come ci ricorda Paul Weiss \u201d<i>La forma vivente deve essere considerata essenzialmente come un indicatore aperto, o come un indizio, della dinamica dei processi formativi sottostanti***<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Tali processi formativi caratterizzano ogni organismo vivente come un sistema aperto che nasce, cresce e muore secondo un ciclo evolutivo regolato da retroazioni (feedback). Questo significa che, a differenza delle macchine che sono un sistema chiuso, il quale una volta costruito procede dall\u2019ordine al disordine, i sistemi viventi posseggono una certa capacit\u00e0 di auto-organizzarsi. Mentre le macchine procedono secondo modelli lineari di causa effetto (a-b), i sistemi viventi funzionano secondo modelli ciclici, ritmici (a-b, b-c, c-a), che rivelano un alto grado di flessibilit\u00e0 e plasticit\u00e0 interne (dinamismo intrinseco).<\/p>\n<p>Se ci fermiamo a riflettere sul nostro comportamento ogni volta che ci troviamo di fronte ad un sintomo, gi\u00e0 ci rendiamo conto di quale insegnamento la nuova visione ci stia impartendo.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento pi\u00f9 diffuso quando abbiamo un problema, una malattia o un disagio \u00e8 senz\u2019altro quello di chiederci perch\u00e9, di cercare di capire e di trovare una soluzione. Ma questo andrebbe bene se noi fossimo delle macchine la cui attivit\u00e0 \u00e8 determinata semplicemente dalla loro struttura; il guasto in una macchina pu\u00f2 essere determinato da una sola causa, di fronte ad una macchina che non funziona possiamo chiederci perch\u00e9 non funziona, scomporla nelle sue parti e indagare fino a trovare il guasto e provvedere a ripararlo. Chiederci perch\u00e9 di fronte ai nostri disturbi significa fare la cosa sbagliata, significa semplicemente cercare di esorcizzare il problema dandogli una spiegazione: \u201cho mal di testa, il medico mi ha detto che ho la cervicale, ho mal di stomaco, devo aver preso freddo, sono depresso, deve essere questo tempaccio\u201d. Qualcuno potrebbe obiettare a questo punto che non siamo tutti cos\u00ec superficiali, c\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 coscienziosamente disposto a fare approfondite indagini: \u201cHo fatto gli esami ma sono tutti a posto, il medico mi ha detto che non ho niente, solo che io sono sempre stanco; ho il colesterolo alto devo mangiare meno grassi, ho fatto la mammografia, il medico mi ha detto che ho un nodulo al seno, se si ingrossa dovr\u00f2 toglierlo; ho fatto la TAC, ho l\u2019ernia al disco, dovr\u00f2 farmi operare\u201d. C\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 disposto ad indagare l\u2019inconscio per cercare le risposte nel suo passato: \u201cho l\u2019ansia tutta colpa di mia madre che non mi ha amato, sono depressa non ho ricevuto il seno, \u00e8 tutta la rabbia che non esprimo nei confronti di mio padre\u201d. Da dove nasce questa spinta irrefrenabile a comportarci come macchine, sofisticate ma macchine?<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro al buon senso comune, \u00e8 sostenuto dalla nuova visione della scienza: ogni sistema vivente \u00e8 il risultato di fattori multipli interconnessi che si influenzano a vicenda. Eppure, anche se non ci resta che concordare idealmente di fronte all\u2019evidenza, continuiamo a comportarci come se non lo sapessimo. Ecco quindi una prima grande linea di confine, una differenza che fa la differenza: <b>sapere o comportarsi come se si sapesse, coscienza o coscienza della coscienza, conoscenza o consapevolezza<\/b>.<\/p>\n<p>La conoscenza si chiede perch\u00e9, la consapevolezza riconosce il come, la conoscenza separa per comprendere, la consapevolezza coglie l\u2019unit\u00e0 e l\u2019interconnessione del fenomeno qui e ora. Pi\u00f9 avanti indagheremo a fondo la vera natura della conoscenza e della consapevolezza, ora ci limiteremo a sottolineare che lo strumento adeguato per occuparci di sistemi viventi \u00e8 la consapevolezza. La <b>consapevolezza<\/b> non pensa, ma <i>osserva<\/i>, <i>ascolta<\/i>.<\/p>\n<p>Di fronte ad un sintomo l\u2019individuo consapevole si comporta come se sapesse che esso \u00e8 il risultato di fattori multipli: <i>fisici, energetici, emotivi, mentali, spirituali, sociali, ambientali<\/i> e cos\u00ec via. Si render\u00e0 conto, pertanto, di quanto poco senso abbia chiedersi dei perch\u00e9 e cercher\u00e0, attraverso l\u2019esperienza interiore di riconoscere il \u201ccome\u201d. Cercher\u00e0 di osservare e di ascoltare cosa succede dentro di s\u00e9, ma per fare questo dovr\u00e0 assumersi la responsabilit\u00e0 del proprio malessere. L\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 \u00e8 la prima delle medicine, ma nessuno ce lo insegna. Come mai?<\/p>\n<p>La delega della responsabilit\u00e0 fa comodo al paziente che non deve impegnarsi a cambiare per guarire, fa comodo al medico che pu\u00f2 delegare alle macchine la diagnosi e al farmaco la cura, fa comodo alle case farmaceutiche e ai laboratori di analisi. L\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 non fa comodo a nessuno, ma richiede <i>impegno, sacrificio, sensibilit\u00e0, coraggio, onest\u00e0, creativit\u00e0, disponibilit\u00e0 al cambiamento<\/i>, in dono porta <b>amore<\/b> e <b>consapevolezza<\/b>. Amore per noi stessi, i nostri sintomi, i nostri simili, consapevolezza di ci\u00f2 che stiamo facendo e del suo significato.<\/p>\n<p><i>*<\/i> Capra F. (1987), <i>Il punto di svolta<\/i>, Feltrinelli, Milano, p. 221.<\/p>\n<p><i>**<\/i> Dewey J.- Bentley, A.F. (1949), <i>Knowing and the know<\/i>, Beacon Press, Boston, p. 103.<\/p>\n<p><i>***<\/i> Weiss P. (1971), <i>Within the Gates of Science and Beyond<\/i>, Hafner, New York, p. 284.<\/p>\n<p>continua..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><i>Perch&eacute;? Non so mai il perch&eacute; di niente. Perch&eacute;? E&rsquo; una domanda sbagliata.<\/p>\n<p>J. Hillman<\/i><\/p>\n<p>Ma entriamo nel merito ora di questa nuova visione che sta imponendo al pensiero scientifico moderno un radicale cambiamento.<\/p>\n<p>Come ci ricorda F. Capra, per la visione olistico-sistemica esiste una &ldquo;<i>essenziale interrelazione e interdipendenza di tutti i fenomeni: fisici, biologici, psicologici, sociali, culturali*<\/i>.&rdquo; La transazione, vale a dire la &ldquo;<i>interazione simultanea reciprocamente interdipendente tra componenti multipli**<\/i>&rdquo; e come vedremo, il concetto di transe (<i>transe<\/i>&#8211; <i>azione<\/i>) assume un ruolo centrale nella comprensione del funzionamento dei sistemi viventi. <\/p>\n<p>La natura dei sistemi viventi, infatti, &egrave; intrinsecamente dinamica. Come ci ricorda Paul Weiss &rdquo;<i>La forma vivente deve essere considerata essenzialmente come un indicatore aperto, o come un indizio, della dinamica dei processi formativi sottostanti***<\/i>.&rdquo;<\/p>\n<p>Tali processi formativi caratterizzano ogni organismo vivente come un sistema aperto che nasce, cresce e muore secondo un ciclo evolutivo regolato da retroazioni (feedback). Questo significa che, a differenza delle macchine che sono un sistema chiuso, il quale una volta costruito procede dall&rsquo;ordine al disordine, i sistemi viventi posseggono una certa capacit&agrave; di auto-organizzarsi. Mentre le macchine procedono secondo modelli lineari di causa effetto (a-b), i sistemi viventi funzionano secondo modelli ciclici, ritmici (a-b, b-c, c-a), che rivelano un alto grado di flessibilit&agrave; e plasticit&agrave; interne (dinamismo intrinseco). <\/p>\n<p>Se ci fermiamo a riflettere sul nostro comportamento ogni volta che ci troviamo di fronte ad un sintomo, gi&agrave; ci rendiamo conto di quale insegnamento la nuova visione ci stia impartendo.<\/p>\n<p>L&rsquo;atteggiamento pi&ugrave; diffuso quando abbiamo un problema, una malattia o un disagio &egrave; senz&rsquo;altro quello di chiederci perch&eacute;, di cercare di capire e di trovare una soluzione. Ma questo andrebbe bene se noi fossimo delle macchine la cui attivit&agrave; &egrave; determinata semplicemente dalla loro struttura; il guasto in una macchina pu&ograve; essere determinato da una sola causa, di fronte ad una macchina che non funziona possiamo chiederci perch&eacute; non funziona, scomporla nelle sue parti e indagare fino a trovare il guasto e provvedere a ripararlo. Chiederci perch&eacute; di fronte ai nostri disturbi significa fare la cosa sbagliata, significa semplicemente cercare di esorcizzare il problema dandogli una spiegazione: &ldquo;ho mal di testa, il medico mi ha detto che ho la cervicale, ho mal di stomaco, devo aver preso freddo, sono depresso, deve essere questo tempaccio&rdquo;. Qualcuno potrebbe obiettare a questo punto che non siamo tutti cos&igrave; superficiali, c&rsquo;&egrave; anche chi &egrave; coscienziosamente disposto a fare approfondite indagini: &ldquo;Ho fatto gli esami ma sono tutti a posto, il medico mi ha detto che non ho niente, solo che io sono sempre stanco; ho il colesterolo alto devo mangiare meno grassi, ho fatto la mammografia, il medico mi ha detto che ho un nodulo al seno, se si ingrossa dovr&ograve; toglierlo; ho fatto la TAC, ho l&rsquo;ernia al disco, dovr&ograve; farmi operare&rdquo;. C&rsquo;&egrave; anche chi &egrave; disposto ad indagare l&rsquo;inconscio per cercare le risposte nel suo passato: &ldquo;ho l&rsquo;ansia tutta colpa di mia madre che non mi ha amato, sono depressa non ho ricevuto il seno, &egrave; tutta la rabbia che non esprimo nei confronti di mio padre&rdquo;. Da dove nasce questa spinta irrefrenabile a comportarci come macchine, sofisticate ma macchine?<\/p>\n<p>E&rsquo; chiaro al buon senso comune, &egrave; sostenuto dalla nuova visione della scienza: ogni sistema vivente &egrave; il risultato di fattori multipli interconnessi che si influenzano a vicenda. Eppure, anche se non ci resta che concordare idealmente di fronte all&rsquo;evidenza, continuiamo a comportarci come se non lo sapessimo. Ecco quindi una prima grande linea di confine, una differenza che fa la differenza:  <b>sapere o comportarsi come se si sapesse, coscienza o coscienza della coscienza, conoscenza o consapevolezza<\/b>.<\/p>\n<p>La conoscenza si chiede perch&eacute;, la consapevolezza riconosce il come, la conoscenza separa per comprendere, la consapevolezza coglie l&rsquo;unit&agrave; e l&rsquo;interconnessione del fenomeno qui e ora. Pi&ugrave; avanti indagheremo a fondo la vera natura della conoscenza e della consapevolezza, ora ci limiteremo a sottolineare che lo strumento adeguato per occuparci di sistemi viventi &egrave; la consapevolezza. La <b>consapevolezza<\/b> non pensa, ma <i>osserva<\/i>, <i>ascolta<\/i>.<\/p>\n<p>Di fronte ad un sintomo l&rsquo;individuo consapevole si comporta come se sapesse che esso &egrave; il risultato di fattori multipli: <i>fisici, energetici, emotivi, mentali, spirituali, sociali, ambientali<\/i> e cos&igrave; via. Si render&agrave; conto, pertanto, di quanto poco senso abbia chiedersi dei perch&eacute; e cercher&agrave;, attraverso l&rsquo;esperienza interiore di riconoscere il &ldquo;come&rdquo;. Cercher&agrave; di osservare e di ascoltare cosa succede dentro di s&eacute;, ma per fare questo dovr&agrave; assumersi la responsabilit&agrave; del proprio malessere. L&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; &egrave; la prima delle medicine, ma nessuno ce lo insegna. Come mai?<\/p>\n<p>La delega della responsabilit&agrave; fa comodo al paziente che non deve impegnarsi a cambiare per guarire, fa comodo al medico che pu&ograve; delegare alle macchine la diagnosi e al farmaco la cura, fa comodo alle case farmaceutiche e ai laboratori di analisi. L&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; non fa comodo a nessuno, ma richiede <i>impegno, sacrificio, sensibilit&agrave;, coraggio, onest&agrave;, creativit&agrave;, disponibilit&agrave; al cambiamento<\/i>, in dono porta <b>amore<\/b> e <b>consapevolezza<\/b>. Amore per noi stessi, i nostri sintomi, i nostri simili, consapevolezza di ci&ograve; che stiamo facendo e del suo significato.<\/p>\n<p><i>*<\/i> Capra F. (1987), <i>Il punto di svolta<\/i>, Feltrinelli, Milano, p. 221.  <\/p>\n<p><i>**<\/i> Dewey J.- Bentley, A.F. (1949), <i>Knowing and the know<\/i>, Beacon Press, Boston, p. 103.<\/p>\n<p><i>***<\/i> Weiss P. (1971), <i>Within the Gates of Science and Beyond<\/i>, Hafner, New York, p. 284.<\/p>\n<p>continua<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"coauthors":[6],"class_list":["post-23","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23\/revisions\/80"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/anima.tv\/lattuada\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=23"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}