{"id":1191,"date":"2015-07-23T10:18:45","date_gmt":"2015-07-23T10:18:45","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/?p=1191"},"modified":"2015-07-23T10:33:06","modified_gmt":"2015-07-23T10:33:06","slug":"170-effetto-tong-len-trasformare-il-dolore-in-benessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/2015\/170-effetto-tong-len-trasformare-il-dolore-in-benessere\/","title":{"rendered":"170. EFFETTO TONG-LEN: TRASFORMARE IL DOLORE"},"content":{"rendered":"<p>Caro viandante, in questa estate infuocata che tocca picchi mai visti prima dal\u00a01821, eccetto un assaggio nel 2003, voglio renderti partecipe della mia esperienza che mi ha portato enorme consapevolezza, comprensione e soprattutto guarigione.<\/p>\n<p>Dopo anni in cui ho lasciato vincere l\u2019ego, trascurando un trauma avuto una quindicina d\u2019anni fa, cio\u00e8 una gran botta al naso che mi devi\u00f2 il setto, prendo il coraggio a quattro mani\u00a0e&#8230; decido\u00a0di\u00a0agire! La deviazione al setto e la calcificazione dovuta al trauma, nel tempo, arrivano a ostruire una narice, creando continue riniti, vestiboliti, utiti ecc. inoltre sembra influire sull\u2019aumento della perdita di vista.<\/p>\n<p><strong>Temevo l\u2019operazione<\/strong>, poich\u00e9 avevo sentito dire che la ripresa era lenta e l\u2019intervento piuttosto invasivo. Inoltre viene\u00a0effettuata l\u2019anestesia totale. Il fatto di rimanere un\u2019ora incosciente, perdere i sensi, \u201candare via dal mio tempio\u201d perdendo il controllo del \u201cmio castello\u201d, mi turbava parecchio. Come spesso accade per chi \u00e8 su\u00a0un percorso evolutivo, quando compi il primo passo verso l\u2019ostacolo, a patto sia nella sincerit\u00e0,<strong> il Cosmo collabora<\/strong> affinch\u00e9 il tuo cammino avvenga in armonia. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Mi trovavo alla visita chirurgica, avevo appena terminato di dialogare con il medico sui dettagli dell\u2019intervento, e l\u2019assistente mi disse di passare per l\u2019ufficio poich\u00e9 c\u2019era una persona che voleva vedermi. Con mia grande sorpresa si trattava di un mio amico anestesista che aveva deciso di collaborare proprio con la clinica presso la quale avrei fatto il mio intervento! Fantastico! L\u2019ho visto subito come un segno!\u00a0Il 2 luglio quindi, inizio la mia esperienza, di cui qui riporto un per me prezioso diario.<\/p>\n<h2>02.07.2015 Dove sono io?<\/h2>\n<p>Ho dormito bene stanotte, non avrei creduto. Mi spinge una strana forza che non chiamerei proprio \u201ccoraggio\u201d, un misto tra inconsapevolezza del dolore e una buona soglia di determinazione a\u00a0volercela fare. Come quando ero al termine della gravidanza e sapevo che la bambina da qualche parte doveva uscire. Strane forze miste alla disperazione e all\u2019emozione si mettono in moto in casi simili.<\/p>\n<p>Ore 7.00. Arrivo in clinica. Scartoffie varie di prassi da compilare per la privacy.\u00a0Foto al viso su quello che lo stesso chirurgo denomina \u201cil muro del pianto\u201d. Segnature della zona da operare con pennarello blu.<\/p>\n<p>Ore 8.00. Saluto Andrea, il mio compagno, ed entro nell\u2019ascensore con Matteo, l\u2019anestesista, e con l\u2019otorino. Cerco di valutare la serenit\u00e0 dei medici e si fa spazio la mia domanda: \u201cTutto bene dottore?<strong> Il suo cuore \u00e8 sereno?<\/strong> Ha dormito bene?\u201d risposta sibillina: \u201cIn pace!\u201d<\/p>\n<p>La strumentista mi accompagna in una stanza, mi fa spogliare, indossare un camice aperto sul dietro, una cuffia con cui sigilla i capelli con il cerotto.\u00a0Gaetano, l\u2019infermiere, mi preleva e mi accompagna in sala operatoria. Senza perdere un secondo mi si fa stendere su di un lettino sagomato, molto stretto, al braccio destro mi si applica il misuratore di pressione, al sinistro l\u2019ago per la flebo: inizio a sentire il mio battito in stereofonia! Contemporaneamente mi si applica sulla gamba una placca in metallo. Matteo mi dice: \u201cTi girer\u00e0 un po\u2019 la testa, \u00e8 l\u2019effetto iniziale dell\u2019anestesia\u201d. Game over!<\/p>\n<p>Una voce dal nulla mi dice: \u201cMonia, apri gli occhi!\u201d Vedo Andrea sulla mia destra che mi chiede se va tutto bene, segretamente (neanche tanto) sconvolto. Non so che faccia ho, non so come davvero mi sento, non ha importanza, sono altre le sensazioni: la coscienza \u00e8 sempre stata qui, non me ne sono mai andata via, il mio ego \u00e8 andato. Realizzo solo dopo ore il suo arrivo. Incredibile! L\u2019io, Monia, non aveva alcuna importanza. Importava solamente l\u2019esistenza stessa. La mia mente era debole, ero tutta coscienza espansa. Potenza!<\/p>\n<h2>03.07.2015 Tutto passa<\/h2>\n<p>Carit\u00e0 per questo povero corpo! <strong>Tutto \u00e8 faticoso<\/strong>: respirare, parlare, deglutire il sangue che arriva a fiotti, mangiare e tutto questo attraverso lo stesso canale, che duole, grattato dal tubo servito per la respirazione. Mi fanno male i denti, la cervicale costretta a una posizione poco naturale per ore.<\/p>\n<p>Penso ai medici e alle loro mani che hanno lavorato sul mio tempio (divenuto improvvisamente un fagotto scomodo e malconcio), rompendo, tagliando, cucendo\u2026 Penso agli infermieri, al loro lavoro prima, durante e dopo. Penso ai miei polmoni tenuti in movimento dal respiratore, a Matteo e alla mia vita in questo corpo resa improvvisamente dipendente dalle sue \u201calchimie d\u2019anestesista\u201d. All\u2019amorevolezza del chirurgo che mi carezza la guancia durante un controllo, al sorriso sornione dell\u2019otorino. Penso alle loro storie, alle loro vite, trascorse cos\u00ec, ogni giorno, con in mano la vita e il benessere o meno delle persone. Grata, <strong>molto grata a tutti<\/strong>!<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Mia figlia mi viene a fare visita, le viene un attacco d\u2019ansia a vedermi cos\u00ec. Vuole rimanere dalla nonna. Povera! Io mi guardo allo specchio quando vado al bagno. So che sono io, anche se non mi riconosco. Ci\u00f2 che pi\u00f9 mi impressiona sono gli occhi, che mi osservano pietosi, dietro al velo del dolore. Assenti a loro\u00a0stessi, come a me.<\/span><\/p>\n<p>Andrea \u00e8 confuso, mi ha vista entrare in un modo e uscire in quest\u2019altro: occhi gonfi e spenti, occhiaie viola gonfie, viso tumefatto, tutta un tampone! Passer\u00e0! La cosa buona del dolore \u00e8 proprio questa.<\/p>\n<h2>04.07.2015 Gara d\u2019amore<\/h2>\n<p>Non sono preoccupata per il mio aspetto, sento che \u00e8 stato fatto un buon lavoro al di l\u00e0 di ci\u00f2 che ora si vede.<\/p>\n<p>Ore 8.00. Mi tolgono i tamponi. Una esperienza senz\u2019altro: sembra che tutto il contenuto del cervello sgusci via dai fori del naso. Mi ricorda certi interventi degli imbalsamatori egizi.\u00a0I miei genitori, la mia famiglia si stringe intorno a me e mi fa sentire tutto il loro amore. Mia madre mi regala un anello con una perla. Senz\u2019altro un simbolo di come dal dolore possa nascere qualcosa di bellissimo.<\/p>\n<p>Non sono molte le persone a sapere dell\u2019intervento, ho preferito cos\u00ec. Quando mi sento bene riesco anche a postare sui\u00a0social, nessuno si \u00e8 accorto di nulla.\u00a0Le due classi di futuri motivatori Human Project della nostra accademia mi scrivono ogni giorno. \u00c8 come se<strong> l\u2019energia di amore<\/strong> nel servizio di tutte le persone di cui mi sono presa cura in tanti anni arrivasse tutta in un colpo, anche da persone differenti da quelle aiutate, con gesti diversi. Il bene del mondo mi travolge e io mi lascio permeare. Una gara d\u2019amore \u00e8 in corso.<\/p>\n<h2>05.07.2015 Respiro<\/h2>\n<p>Mi sveglio per le consuete medicazioni. Sono a casa, nel mio bagno, per qualche minuto sento gli odori: la pip\u00ec del mio cane espletata sul tappetino assorbente durante la notte, acre, forte, pungente. Inizio ad annusare qua e l\u00e0, felice: voglio urlare di gioia! &#8230;\u00a0Gioia e tripudio durano poco, perch\u00e9 il naso \u00e8 nuovamente tappato, ma mi \u00e8 bastato a sentire che c\u2019\u00e8 l\u2019alba l\u00e0 fuori, e mi sta aspettando!<\/p>\n<h2>06.07 Come trasformare il dolore in benessere<\/h2>\n<p>Da questo giorno in avanti \u00e8 stata tutta una consapevolezza in crescita, in cui respiravo il dolore del mondo e usciva il benessere. Mi chiama Lara, la mia amica coordinatrice dei centri tibetani e mi rende consapevole che questa tecnica esiste! Si chiama Tong-Len!<\/p>\n<p>La pratica del <strong>Tong-Len<\/strong> significa \u201cdare e ricevere\u201d, ed \u00e8 una tecnica meditativa di enorme utilit\u00e0 e consapevolezza, che oltre a fare del bene, fa bene e sviluppa il senso di compassione.<\/p>\n<p>Si tratta, in buona sostanza, di <strong>prendere su di s\u00e9 il dolore<\/strong> (sia fisico sia\u00a0mentale) di una persona, del mondo, di un particolare evento e<strong> trasformarlo in gioia<\/strong>, possibilit\u00e0, guarigione, amore&#8230; dall&#8217;effetto immediato (garantisco!); distrugge gli attaccamenti che l\u2019io conserva volentieri come cimeli preziosi e anche stantii.<\/p>\n<p>Sono proprio l\u2019ego e gli attaccamenti la causa di tutta la sofferenza umana, dei disastri e della chiusura delle menti collettive, causa dei mali che vediamo. Coltivare la compassione produce bene-volenza: amore verso gli altri.\u00a0Cos\u00ec, nei picchi di dolore massimo, inspiravo i mali del mondo ed espiravo bene-volenza. E il mio dolore acquisiva un nuovo significato, si innalzava, si rendeva sacro (sacrificio), e diventava puro. Passava tramutandosi.<\/p>\n<p>Questa pratica, oltre che preziosa per innalzare la consapevolezza collettiva e trasmutare il male del mondo in possibilit\u00e0 bene-vola, \u00e8 anche molto potente per provare benessere. Inoltre sono innumerevoli i meriti che si possono accumulare come effetto collaterale. Si tratta di una vera e propria <strong>benedizione<\/strong> e si producono guarigioni. In tal modo viene bene-detto il gesto e si trasmuta rapidissimo in bene-volenza collettiva.<\/p>\n<p><em>Om tat sat<\/em> allora! Ossia che il dolore serva a diventare consapevoli, che non sia inutile, o fine a se stesso. <em>Om Tat Sat<\/em> viandante! <em>Om Tat Sat<\/em>.<\/p>\n<p>Monia Zanon<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.pinterest.com\/pin\/410883165979368506\/\" target=\"_blank\">Credits Img<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro viandante, in questa estate infuocata che tocca picchi mai visti prima dal\u00a01821, eccetto un assaggio nel 2003, voglio renderti partecipe della mia esperienza che mi ha portato enorme consapevolezza, comprensione e soprattutto guarigione. 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