{"id":376,"date":"2012-01-17T10:58:05","date_gmt":"2012-01-17T10:58:05","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/?p=376"},"modified":"2013-06-25T21:02:31","modified_gmt":"2013-06-25T21:02:31","slug":"73-esperienza-a-medjugorje-e-tempo-di-lasciar-andare-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/2012\/73-esperienza-a-medjugorje-e-tempo-di-lasciar-andare-il-dolore\/","title":{"rendered":"73. ESPERIENZA A MEDJUGORJE: E&#8217; TEMPO DI LASCIAR ANDARE IL DOLORE"},"content":{"rendered":"<p>Caro viandante, vorrei condividere con te qualche pagina di quel che compone il mio diario di bordo, dove racconto come ho passato il mio fine anno 2011 e l&#8217;inizio del 2012.<\/p>\n<p><i>Mattino del 31\/12\/2011 &#8211; Medjugorje: Monte delle Apparizioni<\/i><\/p>\n<p>Eccomi qui a passare l\u2019ultimo giorno dell\u2019anno con il buttar via ci\u00f2 che non voglio pi\u00f9 nella mia vita. Sono in cima. I fedeli, silenziosi, si sparpagliano sugli aspri e ghiacciati sassi rossastri, in parte coperti dal fango della recente nevicata. Molte persone hanno scelto di arrivare quass\u00f9 a piedi scalzi. Il vento si mischia al sordo rumore dei massi del\u00a0monte, sotto le scarpe dei pellegrini. <a href=\"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2013\/04\/73mz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-381\" alt=\"73mz\" src=\"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2013\/04\/73mz.jpg\" width=\"300\" height=\"230\" \/><\/a>La terra qui \u00e8 rossa, quasi a ricordare il sangue versato dai Bosniaci, che cercano di dimenticare. Solo questa terra santa,<b>Medjugorje<\/b>, si \u00e8 salvata dai numerosi bombardamenti che hanno costellato questo territorio.<br \/>\nSiamo tutti qui\u00a0<b>in attesa di un messaggio<\/b>, di un respiro di sollievo.<\/p>\n<p>Damir, la nostra guida, ci ha suggerito di non pregare salendo, n\u00e9 chiedere nulla in questo monte, in cui tutti sembrano cercare qualcosa: \u201cLiberatevi!\u201d ci ha detto. \u201c<b>Liberatevi da tutto ci\u00f2 che non vi serve pi\u00f9<\/b>\u201d. E cos\u00ec facciamo, lungo ogni stazione misterica, come grani di un rosario vivente. A ogni stazione lasciamo parte di quel \u201cnoi\u201d che non ci \u00e8 pi\u00f9 funzionale, e ci sembra davvero che, a ogni nuova postazione, si arrivi un po\u2019 pi\u00f9 leggeri&#8230; fino a raggiungere la soglia di un paradiso. Sembrava una di quelle situazioni alla \u201cDante\u201d, nella quale ogni girone rappresenta una esperienza che agisce in noi: fuori e dentro, per chi lascia che sia.<\/p>\n<p>Ascolto il silenzio mentre salgo, ma senza voler arrivare, cos\u00ec, semplicemente&#8230; nessun luogo da raggiungere, nessuna preghiera. Tra una stazione e un\u2019altra sento vibrare un \u201cgrazie\u201d che si stacca da me. In alcuni momenti, anche cercando, non sento di dover lasciare nulla, niente di quel tanto che pensavo di dover mollare via da me.<b>Quel vuoto si \u00e8 presto trasformato in pace<\/b>. Semplicemente. I miei compagni di viaggio cercano di rispettarsi e di rispettare mentre condividono la salita, in silenzio, ognuno da solo, come quando si nasce e si muore.<\/p>\n<p>Penso che fino all\u2019altro ieri non sapevamo nemmeno con quale macchina avremmo fatto il viaggio, dato che, all\u2019ultimo momento, l\u2019agenzia dalla quale avevamo affittato l\u2019auto a 9 posti dall\u2019Italia, ci aveva dato forfait&#8230; e ora eccoci, con l\u2019imperturbabile multipla di Erik! Secondo me \u00e8 stata l\u2019auto a tramare tutto segretamente per non essere lasciata a casa, visto che comunemente era proprio lei a portarci sempre dovunque \ud83d\ude42 E ora sono qui! Col ben- venuto della neve che candida ci dona il suo silenzioso saluto.<\/p>\n<p><i>Pomeriggio del 31\/12\/2011 &#8211; Orfanotrofio Regina Pacis<\/i><\/p>\n<p>Ci affrettiamo a comprare dei viveri per i bambini dell\u2019orfanotrofio; con una colletta riusciamo ad acquistare un bel po\u2019 di roba e ci si apre il cuore per questa\u00a0<b>opportunit\u00e0 di condividere il pane<\/b>\u00a0con chi vive di provvidenza. Penso che, solo fino a qualche anno fa, avrei speso molto di pi\u00f9 per un vestito da indossare al cenone di capodanno, e mi pento di non aver comprato pi\u00f9 cibo. Arriviamo sul piazzale dell\u2019istituto quando \u00e8 l\u2019ora di pranzo inoltrata. Penso che sar\u00e0 tardi per salutare i bambini. Esce una piccola bimba, poco pi\u00f9 di dieci anni, e con il nostro aiuto riforniamo un po\u2019 la dispensa. Un responsabile esce e ci comunica che \u00e8 un vero peccato che il nostro arrivo al centro abbia schivato il discorso della veggente fatto poc\u2019anzi. Noi siamo felici di poter servire e ci diciamo che gi\u00e0 cos\u00ec abbiamo ricevuto tanto.<\/p>\n<p>Esce la nostra guida e ci dice di entrare a salutare la madre superiora, ma che non possiamo vedere i bambini. Da qui parte un lungo periodo di commozione oltre ogni parola:\u00a0<b>la veggente \u00e8 l\u00ec, che ci aspetta!<\/b>\u00a0Ci abbraccia, parole semplici, grandi sguardi: Vicka, un\u2019anima spettacolare! Facciamo con lei una benedizione e le lacrime mi travolgono. Il mio compagno mi chiede di scattare una foto per documentare il viaggio, io annuisco ma poi non riesco neppure a tenere gli occhi aperti dall\u2019abbondanza di lacrime che, inspiegabilmente, mi sgorgano copiose.<\/p>\n<p><i>Tragitto verso l\u2019albergo&#8230;<\/i><\/p>\n<p>\u201cMonia: perch\u00e9 sei venuta a Medjugorje?\u201d mi dico addosso. \u201dPer il viaggio!\u201d mi rispondo rapida!\u00a0<b>Il significato sta nel senso stesso dell\u2019andare!<\/b>\u00a0Andare, osservare ci\u00f2 che accade mentre si avanza, sempre consapevoli di quell\u2019unico momento che \u00e8 l\u2019adesso. Il tempo allora si dilata; \u201cDa quanto tempo siamo qui?\u201d mi chiede qualcuno&#8230; Incredibile! Un paio di giorni appena!<\/p>\n<p><i>Chiesa del paese<\/i><\/p>\n<p>Siamo nel retro della chiesa principale. Fiumi di gente ordinata prega e ascolta nell\u2019arena creata per accogliere i pellegrini. Entrare \u00e8 fuori questione, ma a noi va bene cos\u00ec. Non penso di fare la comunione, ma mi si presenta davanti il prete con la ciotola in mano, e allora accolgo il Signore che mi ha chiamato.<\/p>\n<p><i>Sera del 31\/12\/2011<\/i><\/p>\n<p>Ceniamo in albergo dove per ogni pasto i padroni di casa benedicono con noi la tavola imbandita di cose semplici e gustose. Mangiamo rapidi per affrontare i meno sette gradi dell\u2019esterno alla messa di mezzanotte. Mai andata a cos\u00ec tante messe in quattro ore scarse! Penso di sviare la comunione, ma ancora una volta \u00e8 il Signore a venire a me! Cos\u00ec acconsento e ringrazio. A Erik, mio compagno di viaggio e mio miglior amico, scompare la particola mentre gliela offrono&#8230; Non capiamo il significato. Lui, mortificato e un po\u2019 confuso, se ne fa dare un\u2019altra. Cerchiamo coi telefonini accesi per far luce, ma niente! Lo spogliamo, col freddo che fa, ma niente! Sparita! Ci sar\u00e0 qualcosa da capire che ora per\u00f2 ci \u00e8 ignota&#8230; Velocemente tutti intorno si abbracciano per scambiarsi gli auguri, e il fatto si perde per un attimo, tra le panchine gelide e rese croccanti dal ghiaccio, mentre si srotolano universi di colori: sono le coperte che la gente usa per scampare al freddo.<\/p>\n<p><b>\u00c8 arrivato il 2012!<\/b>\u00a0Auguri e&#8230; un pensiero mi sfiora e mi gela pure un po\u2019, dato che \u00e8 da tanto che aspettiamo questo momento, e ora&#8230; \u00e8 qui!<\/p>\n<p>Andiamo al\u00a0<b>crocifisso di bronzo<\/b>, costruito con il metallo fuso di armi da guerra (che splendido paradosso!), quel famoso crocifisso che gocciola da un ginocchio. La notte ci inghiotte e le stelle con quel freddo e quell\u2019assenza di inquinamento di ogni genere, sembrano caderci addosso; mi sposto, mentre bacio il mio uomo e ci scopriamo commossi entrambi, senza definire i bordi del motivo per cui siamo in questo stato.<\/p>\n<p><i>01\/01\/2012 &#8211; Monte del Crocifisso, mattina<\/i><\/p>\n<p>Sono in cima, annaspo tra la gente che prega. Non pensavo potesse darmi tanto fastidio, per un po\u2019 me ne vergogno&#8230; poi realizzo che c\u2019\u00e8 qualcosa da capire che va al di l\u00e0 di ci\u00f2 che posso ora decifrare, e\u00a0<b>mi mantengo in ascolto<\/b>. Scegliamo un posto al sole, lontano dal crocifisso, per meditare con il gruppo. Stiamo per iniziare la meditazione quando si piazzano un bel po\u2019 di ragazzi per recitare un rosario. Pensiamo sia una prova e continuiamo a meditare, ma quest\u2019altro gruppo alza la voce, sempre di pi\u00f9&#8230; Le preghiere sono cariche di dolore e di sacrificio&#8230; Dentro di me arriva chiara una voce che &#8211; scopro solo in un secondo momento &#8211; \u00e8 parte dello stesso contenuto di altri compagni di viaggio.<\/p>\n<p>Il messaggio ci arriva chiaro: \u201cC\u2019\u00e8 bisogno di un nuovo modo di pregare, meno meccanico e mnemonico.<b>Abbandonare il dolore<\/b>, il sacrificio, innalzare un canto di gioia, pari al silenzio o a una danza che ne esprima il suo pi\u00f9 alto senso. Ecco che si pu\u00f2 stare zitti e cheti, offrire se stessi, innalzare il proprio essere, come una preghiera&#8230; il canto interno che memorizza ogni cellula e modifica ci\u00f2 che non somiglia alla matrice. Ecco che arriva in questo modo come sacra benedizione, a contagiare di buono e di santo chi si pone di fianco&#8230; Lasciar andare il dolore; nessuno sa cosa farsene del dolore! A nessuno pu\u00f2 piacere il vostro sacrificio!\u201d<\/p>\n<p>Ci confrontiamo in un secondo momento e siamo colpiti dalla similitudine dei messaggi arrivati al gruppo.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Tornata in Italia, il mio compagno mi racconta del contenuto del messaggio arrivato il 2 gennaio 2012 a Mirjana, che riporto qui sotto:<\/p>\n<p>&#8220;Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi dolore e sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano\u00a0<b>essere felici<\/b>, ma non sanno come. Apritevi al Padre. Questa \u00e8 la via alla felicit\u00e0, la via per la quale io desidero guidarvi. Dio Padre non lascia mai soli i suoi figli e soprattutto non nel dolore e nella disperazione. Quando lo comprenderete e accetterete, sarete felici. La vostra ricerca si concluder\u00e0. Amerete e non avrete timore. La vostra vita sar\u00e0 la speranza e la verit\u00e0 che \u00e8 mio Figlio. Vi ringrazio. Vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto.\u00a0<b>Non dovete giudicare<\/b>, perch\u00e9 tutti saranno giudicati&#8221;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro viandante, vorrei condividere con te qualche pagina di quel che compone il mio diario di bordo, dove racconto come ho passato il mio fine anno 2011 e l&#8217;inizio del 2012. 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